(Dis)armati
Negli ultimi anni, alla luce di notizie di cronaca sempre più frequenti, l’allarme sociale per il percepito aumento della violenza giovanile, contrassegnato da espressioni come “baby gang” e “maranza”, ha prepotentemente occupato le cronache ed il dibattito pubblico, orientando aggiustamenti normativi in ottica securitaria, a discapito di interventi preventivi ed educativi per i minorenni coinvolti.
Questa ricerca nasce dalla volontà di esplorare la violenza giovanile: inquadrare il fenomeno, dargli forma, capirne le dinamiche, le caratteristiche, le origini, i percorsi, passando dalla percezione alla realtà. L’obiettivo è quello di osservare e raccogliere evidenze sull’agito violento dei giovani, talvolta giovanissimi, con un’attenzione specifica alla diffusione ed uso delle armi, dai coltelli alle armi da fuoco, e al coinvolgimento di minori nelle reti della criminalità organizzata. Per approfondire questi aspetti abbiamo iniziato un viaggio sul territorio per ascoltare le voci degli stessi ragazzi e degli adulti che li accompagnano, con un occhio alla letteratura rilevante e ai dati.