Alan Kurdi: la morte in un naufragio 5 anni fa

Bambino migrante cammina di spalle toccando muro grigio

Cinque anni fa il piccolo Alan Kurdi perse la vita in un naufragio di fronte alla costa turca nel tentativo di raggiungere la salvezza in Europa.

Nonostante quel tragico evento, e molti altri che si sono succeduti, i diritti dei minori migranti e rifugiati non sono adeguatamente garantiti dall’Europa.

Da allora più di 700 minori, neonati compresi, hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee, durante pericolosi viaggi via mare.

Minori migranti e richiedenti asilo

Oltre 200.000 minori stranieri non accompagnati, in fuga da conflitti, persecuzioni o violenze, hanno chiesto asilo in Europa negli ultimi cinque anni, ma è probabile che il numero di bambini e ragazzi arrivati sia molto più alto, molti tra loro, infatti, sono costretti a un'esistenza nell’ombra in Europa, a rischio di sfruttamento e abuso. È quanto emerge dal nostro nuovo rapporto “Protection Beyond Reach” diffuso oggi in occasione del triste anniversario.

Mentre ad alcuni minori sono state garantite sicurezza e protezione, molti altri incontrano ostacoli nell’ottenere lo status di rifugiato, o comunque la tutela prevista per la loro minore età, vivono nella paura costante di essere espulsi o detenuti e si vedono negare la possibilità di ricongiungersi con i membri della famiglia che vivono altrove in Europa, segnala con preoccupazione il rapporto. 
 
I bambini e gli adolescenti che viaggiano da soli o con la loro famiglia, hanno diritti e bisogni specifici e devono essere garantite loro innanzitutto sicurezza e protezione. Al contrario, nonostante alcuni importanti passi avanti come l’adozione da parte dell’Italia della “Legge Zampa” (L. 47/2017) sulla protezione e l’accoglienza dei minori non accompagnati, l'UE e gli Stati membri hanno risposto con misure sempre più restrittive e pericolose.

Minori migranti a Lampedusa

In Italia l’attuale incremento di arrivi via mare a Lampedusa vede coinvolti anche molti minori non accompagnati, 2.168 dall’inizio dell’anno al 31 agosto, e nuclei familiari con bambini, sui quali il gravissimo sovraffollamento dell’hotspot e il prolungarsi dei tempi di trasferimento verso centri di accoglienza idonei a ospitarli, rischia di avere un impatto fortemente negativo.
 
È necessario velocizzare le procedure di trasferimento, assicurando che ai minori non accompagnati vengano riconosciuti tutti i fondamentali diritti sanciti dalla Legge Zampa, a partire da un’accoglienza immediata degna di questo nome, l’assistenza sanitaria e la nomina di un tutore.

Minori migranti a Ventimiglia

Altrettanto critica la situazione dei minori presso un confine lontano dai riflettori, quello tra Italia e Francia, specialmente nell’area di Ventimiglia. Qui i minori accompagnati e i nuclei familiari, a fronte della chiusura del campo Roja, risultano, al pari degli altri migranti e richiedenti asilo, privi di accoglienza e rischiano di finire nelle mani dei trafficanti allo scopo di varcare il confine verso la Francia.

I minori lungo la rotta balcanica

Molti Paesi europei hanno risposto alla crisi dei migranti chiudendo i loro confini, facilitando la detenzione dei minori o rendendo quasi impossibile il ricongiungimento dei bambini con i loro genitori. Nella sola Grecia circa 331 minori erano in detenzione nel marzo 2020.

Alcuni minori segnalano di venire duramente picchiati dalla polizia quando provano ad attraversare i confini. Si tratta di minori che non vedono la propria famiglia da molto tempo, partiti per andare in Europa perché non c'era niente per loro in Siria, Libano, o Turchia.

I bambini soffrono di incubi e altri sintomi di traumi e depressione, incluso l'autolesionismo, a causa della loro esperienza nel Paese di origine e del viaggio faticoso, dei permessi di soggiorno precari e della paura di essere espulsi.

Le politiche migratorie dell’UE

In attesa dell'annuncio dell'UE sul “Patto Asilo e Migrazione” che ispirerà le nuove misure in materia, i diritti dei bambini devono essere portati al centro di queste decisioni e l'UE deve garantire che vengano prese misure per garantire la sicurezza dei minori vulnerabili.
 

I minori devono poter accedere immediatamente all'asilo e alla protezione una volta arrivati in Europa, non essere respinti. Solo percorsi di migrazione legale, compreso un rapido accesso al ricongiungimento familiare, possono impedire che i bambini e adolescenti muoiano durante il loro viaggio verso l'Europa.


Per approfondire leggi il comunicato stampa.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche