Come comportarsi con i figli nell’adolescenza? 3 consigli per i genitori

Ragazzi adolescenti si abbracciano in cerchio

Arriva un momento nella vita dei genitori in cui scatta questa domanda: come comportarsi con i figli durante l’adolescenza? Questo periodo, che va dai 14 e si estende fino dopo i 20 anni, può essere infatti complicato, è il momento in cui il ragazzo inizia a lasciarsi alle spalle l'infanzia, sta lavorando per capire chi sarà da adulto. 

Gli adolescenti devono affrontare un mondo incredibilmente complesso e hanno il compito di imparare a navigarlo con successo. In questa lunga e importante fase della vita imparano a capire tutti i pezzi che li rendono ciò che sono, plasmano la loro identità, imparano ciò che serve per diventare indipendenti. 

Comprendere il comportamento tipico degli adolescenti e i cambiamenti biologici, emotivi e cognitivi che sperimentano è il primo passo per facilitare la gestione del rapporto genitori-figli durante l’adolescenza.

Molti sono i cambiamenti che avvengono durante questi anni, ma sono tre gli aspetti che consideriamo centrali per affrontare la trasformazione della relazione tra genitori e figli adolescenti

Figli adolescenti, 3 consigli per i genitori


L’arrivo dell’adolescenza può portare problemi relazionali tra genitori e figli. L’importante è non scoraggiarsi e cercare sempre di capire il motivo e l’origine di certi comportamenti. Ecco 3 consigli per gestire al meglio questa fase.

1) Non rimproverare la loro emotività


Quando un bambino si avvicina all'adolescenza, le sue emozioni diventano più intense. Come lo sappiamo? Non è solo per le porte che sbattono e per il broncio a tavola. 

Uno studio ha dimostrato come bambini, adolescenti e adulti rispondano in maniera molto diversa se viene loro mostrata l'immagine di un viso emotivamente espressivo o neutro. Hanno trovato risposte emotive più intense tra gli adolescenti e una risposta relativamente mite sia tra i bambini che tra gli adulti. Questo significa che gli adolescenti sentono e percepiscono in maniera molto più forte le emozioni. Hanno anche maggiori probabilità di vederle nelle altre persone, anche se non ce ne sono. Quando mostri un volto neutro a un adolescente, la sua amigdala si attiva: pensano che la persona stia avendo una risposta emotiva negativa piuttosto che neutra.

Lo svantaggio di questa maggiore emotività è che gli adolescenti possono diventare più facilmente irritabili, arrabbiati e lunatici. Queste intense influenze subcorticali possono sembrare che provengano dal nulla. Se un adulto rimprovera l’adolescente solo per essere molto emotivo, lo allontanerà. Il loro cervello sta solo facendo ciò per cui è progettato: essere più emotivo!

2) Non sfuggire il conflitto, gestiscilo


I ragazzi hanno un grande bisogno di relazione con l’adulto, e quindi anche del conflitto. Nell’adolescenza sembra che ci sia la spinta a fare quello che non si potrebbe fare. La trasgressione diventa un elemento essenziale nel percorso di crescita che porta i ragazzi a confrontarsi con le proprie responsabilità, con la libertà, e quindi con le conseguenze delle proprie azioni. In questo il ruolo dei genitori è fondamentale. Le relazioni con gli adulti improntate solo alla collaborazione, senza spinte alla ribellione o al conflitto non contengono fattori evolutivi. È essenziale per i ragazzi sperimentare l’autorità dell’adulto, bisogna essere rigorosi nel fissare limiti precisi. Solo così gli daremo l’occasione di trasgredire veramente e comprendere dagli eventuali errori.

È molto probabile che un figlio adolescente si arrabbi con un genitore, le sue idee e i suoi consigli, e ci saranno momenti in cui penserà che è ingiusto. Va bene. In effetti, è davvero un bene per un ragazzo sfidare le prospettive dei genitori e usare il modo in cui questi rispondono per guidare il suo nuovo apprendimento. Il conflitto è una parte normale e sana della vita. Il modo in cui lo affrontano verrà imparato in gran parte dal modo in cui anche i genitori gestiscono i conflitti. 

Fa bene ricordare che ad ogni tentativo di risolvere lo scontro, riuscito o meno, il cervello del proprio figlio cresce e si sviluppa. È anche questo un modo di imparare a stare al mondo. L’adolescenza non durerà per sempre, il periodo più “burrascoso” normalmente è all’inizio di questa fase e si attenua intorno ai 17 o 18 anni. Resistete!

3) Lascia spazio


Una componente importante dell'adolescenza non è solo “imparare chi sei” (cioè la propria identità), ma anche imparare a inserirti nella società. L'attenzione sociale fondamentale degli adolescenti si sposta dalla famiglia agli amici. Sebbene i genitori siano ancora influenti, i coetanei iniziano a esercitare una presa maggiore sul modo di pensare e comportarsi. Può essere una sfida per alcuni genitori lasciare che i loro figli esercitino l'indipendenza, ma è un passo importante da compiere in questo periodo. I ragazzi hanno bisogno di trascorrere del tempo con altre persone della loro età per sviluppare abilità sociali e provare un senso di appartenenza. Trascorrere del tempo tra di loro aiuta gli adolescenti a imparare come interagire e formare connessioni positive con altre persone, specialmente con quelle che potrebbero essere molto diverse da loro. 

In concomitanza con la loro maggiore indipendenza, molti adolescenti non solo trascorrono meno tempo fisico con la loro famiglia, ma anche meno tempo emotivo. Ciò significa che in questa fascia di età, i figli potrebbero non condividere i propri pensieri e sentimenti con il genitore come avrebbero fatto prima. È perfettamente normale. Bisogna dare spazio. 
È inutile cercare di costringere il proprio figlio a parlare di ciò che gli passa per la mente, basta dimostrarsi pronti all’ascolto. Se vuole un consiglio, lo chiederà. Meglio lasciare che sia lui a prendere la parola. 

Se c’è qualcosa che dovrebbe davvero prendere in considerazione, si può chiedere al proprio figlio se vuole sapere cosa ne pensa il genitore. Apprezzerà il rispetto per la sua indipendenza. Allo stesso modo, se il ragazzo dice qualcosa che può arrivare a destare preoccupazione, non è mai opportuno reagire in modo eccessivo. È importante che il figlio senta di potersi rivolgere al proprio genitore quando qualcosa non va. È giusto esprimere delusione, frustrazione o preoccupazione, ma è consigliabile non urlare, piangere o allontanarsi dalla conversazione. Se il figlio adolescente crede che il genitore non possa sopportare quello che ha da dire, probabilmente sceglierà di dirlo a qualcun altro.

Adolescenza: un periodo di grandi trasformazioni

In conclusione è importante ricordare che il nostro atteggiamento da adulti verso gli adolescenti può favorire, o inibire, il loro movimento per diventare sempre più integrati sia come individui sia come membri di una società più ampia. Più noi adulti riusciamo meglio a entrare in contatto con il nostro "lato adolescente", fatto di impegno sociale, passioni, amicizie, creatività, più riusciremo a sostenere i ragazzi in questo periodo di grandi trasformazioni e crescita.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche