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7 consigli per una buona alimentazione dei bambini

bambino di spalle mentre mangia in un piatto da mensa scolastica

Nonostante il nostro Paese faccia parte del “mondo ricco e sviluppato”, la povertà alimentare colpisce talvolta anche le bambine e i bambini che vivono in Italia. Nel 2021, il 5,2% dei giovani tra 1 e 15 anni non consumava un pasto proteico al giorno. Le percentuali però, sono differenti in base alle regioni: arriva al 6,7% nel Mezzogiorno ed è più contenuta nelle regioni centrali 2,7%, la cifra resta uguale invece per il Nord.

La buona alimentazione fa difetto per il 32% degli adolescenti 11-17enni, che non mangia mai frutta e verdura. Inoltre, una dieta sbagliata unita alla sedentarietà può contribuire all’aumento di peso, e già il 17% dei bambini/e tra i 5 e 9 anni in Italia è obeso. Inoltre, bambine, bambini/e e adolescenti italiani si muovono poco: in media il 24,7%, un quarto, non pratica mai sport. Anche in questo caso con una notevole disparità regionale.

Il diritto di mangiare bene 

La povertà alimentare colpisce un bambino su venti. Il modo più efficace per azzerare la povertà alimentare dei bambini e delle bambine dai 3 ai 10 anni è garantire un pasto proteico ed equilibrato e di qualità a scuola, cioè avere la possibilità di usufruire di una mensa alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria. Ma la mensa scolastica rappresenta anche un servizio essenziale per garantire opportunità eguali di salute e di apprendimento: un’alimentazione corretta a scuola infatti contribuisce allo sviluppo psico-fisico dei bambini, soprattutto di coloro che a casa non hanno a disposizione un’alimentazione adeguata alla loro crescita. 

7 CONSIGLI DELLA SIP

Ma quali sono le principali raccomandazioni per una corretta alimentazione in età pediatrica e adolescenziale? Nella XIII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia “Come stai?”, la Società Italiana di Pediatria (SIP) offre il prezioso contributo su alcune buone pratiche da seguire per una sana alimentazione. Ecco i 7 consigli che la Società Italiana di Pediatria ha da dare a proposito: 

  • 1. Non solo cibo, ma anche convivialità, sì ai pasti consumati in famiglia. Sono momenti importanti per la giornata del bambino e gli studi rivelano che queste occasioni di consumo aiutano a mantenere una dieta più ricca e varia, tanto che risultano avere un lieve effetto protettivo contro lo sviluppo di sovrappeso e obesità nei bambini. Si consiglia quindi di consumare almeno 5 pasti alla settimana in famiglia per promuovere sani comportamenti alimentari.
  • 2. Consumare 5 pasti giornalieri, fino ai 12 anni, poiché è stato dimostrato che tale numero di pasti al giorno riduce il rischio di obesità. Infatti, gli studi suggeriscono un possibile effetto nella riduzione del senso di fame garantito da regolari frequenze alimentari. Oltre ai 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena), si raccomanda dunque di consumare 2 spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio con l’intenzione di ridurre la fame fino al pasto successivo.
  • 3. Non saltare la prima colazione. Consumare cibo nella fascia oraria compresa tra le 6 e le 9 del mattino riduce il rischio di sviluppare obesità in età pediatrica. Al contrario se la prima colazione viene saltata si verifica un consumo di alimenti eccessivo e sproporzionato nelle ore successive, che incide sul bilancio energetico con un eccesso di assunzione energetica rispetto alla spesa energetica giornaliera.
  • 4. Fare attenzione alla composizione del pasto. Numerosi studi dimostrano, ad esempio, l’impatto negativo del consumo di cibi da fast food nel bambino. Inoltre, alcuni studi confermano che il rischio aumenta con l’aumentare dell’età, ovvero maggiore è l’autonomia nella scelta dei cibi da parte dei ragazzi, maggiore è la volontà di consumare alimenti da fast food. Altrettanto importanti risultano le scelte degli snack, da limitare quelli con elevato contenuto energetico, ricchi in grassi saturi, zuccheri raffinati e sale.
  • 5. Limitare le bevande zuccherate. Sono drink o bevande arricchite con dolcificanti calorici il cui consumo elevato causa un’elevata introduzione di zuccheri liberi sia in bambini che adulti. Si raccomanda di proporre ai bambini un consumo quotidiano di acqua evitandole.
  • 6. Attenzione alle porzioni degli alimenti, è stato infatti evidenziato in numerosi studi che il consumo alimentare giornaliero dei bambini a partire dai 4 anni sia ampiamente influenzato dalla dimensione della porzione che viene servita loro, da qui l’importanza di educare i genitori a stimare porzioni corrette per i propri figli in base all’età.
  • 7. Incoraggiare un’attività fisica giornaliera di intensità moderata­vigorosa per almeno 60 minuti in tutti i soggetti di età compresa tra 3 e 17 anni. No alla sedentarietà e si a limitare il tempo speso davanti agli schermi specialmente durante i pasti.

In aggiunta, Elvira Verduci, Consigliere Nazionale SIP e Professore Associato di Pediatria all’Università degli Studi di Milano, spiega che "Il modello alimentare di riferimento è la Dieta Mediterranea, ricca di alimenti di origine vegetale (verdure frutta, cereali integrali, legumi, semi), caratterizzata dall’impiego di olio di oliva come principale fonte di grassi aggiunti e da un consumo moderato di pesce, uova, pollame e prodotti caseari abbinato ad un ridotto consumo di carne rossa. Diversi studi su bambini e adolescenti hanno dimostrato che minore è l’aderenza al modello mediterraneo e maggiore è la prevalenza di sovrappeso e obesità". 


Per saperne di più sulla salute delle bambine, dei bambini e degli adolescenti visita la pagina dedicata alla XIII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, “Come stai?”

Oppure leggi il nostro articolo: Salute infantile e disuguaglianze: il nuovo Atlante dell’Infanzia a rischio 

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