Sudan: cresce l’emergenza malnutrizione infantile

Anwar Hamid per Save the Children

Con l’arrivo della ‘stagione magra’ e a causa di tre anni di guerra che hanno gravemente compromesso la produzione agricola, a breve il Sudan si troverà ad affrontare un ulteriore peggioramento della malnutrizione infantile.

Sudan: con la stagione magra cresce l’emergenza malnutrizione infantile

L’agricoltura rappresenta fino all’80% della produzione alimentare e del reddito in Sudan, ma il conflitto, unito alla crisi climatica, ha devastato il settore. Con l’avvio della stagione delle semine previsto questo mese, si teme un ulteriore calo della produzione dei cereali.

Già oggi, circa 19 milioni di persone, ovvero due sudanesi su cinque, vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta. Il conflitto in corso ha inoltre causato la più grande crisi di sfollamento al mondo, costringendo circa 14 milioni di persone a lasciare le proprie case. Questo ha ridotto l’accesso ai terreni agricoli, danneggiato le infrastrutture e i sistemi di irrigazione e provocato carenze di semi, fertilizzanti e attrezzature.

“A causa del conflitto in corso, la situazione di milioni di bambine e bambini in Sudan sta peggiorando. Quella che dovrebbe essere una delle regioni agricole più produttive del Paese fatica ora a fornire cibo alla sua popolazione, con famiglie ormai al limite. I bambini arrivano nelle cliniche in condizioni di grave malnutrizione e, se non si interverrà subito, ne arriveranno molti altri con l’inizio della stagione magra” ha dichiarato Mohamed Abdiladif, Direttore di Save the Children in Sudan.

Aumentano i casi di malnutrizione infantile nelle aree colpite dal conflitto

Nello stato orientale di Gedaref, un tempo noto come il “granaio del Sudan”, l’impatto della crisi è evidente: nelle cliniche nutrizionali, già sovraffollate, cresce il numero di bambini che necessitano di cure di malnutrizione. Omer*, di 12 mesi, è uno dei circa 50 bambini trattati per malnutrizione acuta grave nell’ultimo mese in una nostra clinica, dove viene alimentato con latte terapeutico ogni due ore.

Sua madre, Reem*, 35 anni, che ha altri 9 figli, ha raccontato che Omer* ha avuto problemi di salute fin dalla nascita, ma il ricovero per malnutrizione acuta grave è strettamente legato alle conseguenze del conflitto. “La guerra ha reso la vita più difficile per tutti noi, perché c’è meno cibo a causa della minore produzione agricola e più persone da sfamare”, ha dichiarato.

Al culmine della crisi, circa un milione di persone ha raggiunto Gedaref per fuggire dalle violenze colpivano la capitale Khartoum, aumentando la popolazione della regione di un terzo. Oggi gli sfollati che vivono nella zona sono circa 200mila.

Cosa facciamo

Lavoriamo in Sudan dal 1983 e realizziamo programmi a sostegno di bambini e famiglie colpiti da conflitti, sfollamento, povertà estrema e fame.

I nostri operatori presso la clinica nutrizionale hanno curato più di 1.400 bambini per malnutrizione acuta grave lo scorso anno, tra di loro 38 hanno perso la vita a causa della fame. Finora quest’anno sono stati trattati circa 200 bambini, con 3 decessi, ma si prevede un rapido aumento dei casi durante la stagione magra.

Nel frattempo, la guerra ha anche messo in ginocchio il sistema sanitario: il 37% delle strutture sanitarie nei 18 stati del Sudan non è operativo e i tagli agli aiuti stanno costringendo alla chiusura di numerosi centri sanitari in tutto il Paese. Inoltre, la crisi in Medio Oriente ha interrotto le spedizioni di medicinali urgenti e alimenti terapeutici, causando anche un aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti necessari all’agricoltura.

Con solo il 22% dei 2,9 miliardi di dollari richiesti dall’ONU per il 2026 finora coperti, chiediamo con urgenza un aumento dei finanziamenti per la risposta umanitaria in Sudan, al fine di continuare a fornire servizi essenziali alle comunità più vulnerabili del paese. La comunità internazionale non può voltarsi dall’altra parte. Abbiamo urgentemente bisogno di maggiori finanziamenti e accesso per fornire cibo salvavita e assistenza sanitaria ai bambini prima che questa crisi sfugga ulteriormente al controllo.

Note: *I nomi sono stati modificati per proteggere le identità.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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