Cos'è l'e-trafficking: l’uso del digitale nella tratta di esseri umani

Mykyta Bosenko - Save the Children contractor - responsible Anastasiia Olinska from Save the Children

Negli ultimi anni, la digitalizzazione ha trasformato anche il crimine organizzato, dando origine a nuove forme di sfruttamento e di tratta. Tra queste, l’e-trafficking, che include tutte le forme di tratta di esseri umani che utilizzano le tecnologie digitali, rappresenta una delle minacce più insidiose. A differenza delle forme tradizionali, l’e-trafficking sfrutta social network, app di messaggistica e piattaforme online per reclutare, adescare, controllare, sfruttare e trasferire le vittime in modo rapido e invisibile.

In questo articolo analizziamo cos'è l'e-trafficking, quali sono le sue tre fasi principali e come si sviluppano le modalità digitali di sfruttamento.

Cos'è l'e-trafficking

Il fenomeno dell’e-trafficking, tradotto in “tratta digitale”, è cresciuto particolarmente a partire dall’insorgere dell’emergenza COVID-19, un periodo storico caratterizzato dall’aumento dell’uso delle tecnologie. Data la sua complessità, non ne esiste una definizione univoca. In generale, si può affermare che il termine e-trafficking (o anche cyber trafficking) si riferisce a tutti i casi di tratta di esseri umani perpetrati con l’uso di reti informatiche, in tutti o uno dei tre elementi che definiscono il reato di tratta internazionalmente riconosciuto (condotta, mezzo e scopo). [1]

Una delle caratteristiche peculiari dell’e-trafficking è che gli sfruttatori possono reclutare, controllare e sfruttare le vittime senza mai incontrarle fisicamente. Tuttavia, spesso si assiste a forme “ibride” di sfruttamento, in cui le fasi di adescamento e reclutamento avvengono online e mentre lo sfruttamento si espleta offline o in modalità mista, online e offline. In questo video Chiara Curto Pelle, nostra coordinatrice del programma tratta e sfruttamento sessuale, ci spiega cos'è l'e-trafficking:

 

E-trafficking: Metodi, strumenti e fasi del reclutamento online

Il termine e-trafficking, si riferisce quindi all’uso delle tecnologie digitali per facilitare la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento. L’e-trafficking non è quindi un nuovo tipo di crimine, ma una forma digitale di un crimine già esistente.

Nel reato di tratta sono sempre presenti tre fasi e l’uso della tecnologia può essere presente in ognuna di esse: reclutamento, sfruttamento e assoggettamento.

  1. Il reclutamento digitale:
  • Può avvenire attraverso una ricerca attiva delle vittime, con i trafficanti che adescano le vittime tramite l’uso di social media, app di incontri o giochi online, oppure offrendo attivamente opportunità di lavoro o carriera anche all’estero oppure rispondendo con inganno alle candidature di lavoro "normale" delle future vittime.
  • Segue solitamente due fasi, nella prima il trafficante instaura una relazione amichevole con il minore attraverso l’uso di social network, mentre in una seconda fase, la conversazione si sposta su canali privati, dove il controllo e la manipolazione psicologica vengono intensificati.
  1. Lo sfruttamento:
  • può avvenire attraverso la produzione di contenuti sessuali da vendere su piattaforme online.
  • Attraverso il live streaming degli abusi.
  • Utilizzando forme "ibride", in cui la fase di adescamento e reclutamento avviene online e poi i minori sono impiegati nello svolgimento di attività criminali, come piccoli furti o spaccio di droga
  1. L’assoggettamento online:
  • avviene tramite manipolazione e controllo: dopo aver instaurato un rapporto di fiducia, i trafficanti usano minacce, ricatti (sextortion) o dipendenza emotiva per ottenere contenuti sessuali o costringere a prestazioni.
  • Possono anche indurre alla dipendenza di droghe e all’isolamento sociale oppure sorvegliare digitalmente le proprie vittime. 

Tra le metodologie di adescamento online più diffuse rientrano: 

  • Il grooming online: si verifica quando gli adulti instaurano relazioni manipolative con i minori, spesso fingendosi loro coetanei, simulando supporto, affetto o comprensione per indurli a compiere atti sessuali o atti criminali.
  • La tecnica dei lover boys: si basa sull’instaurazione di relazioni sentimentali online che possono creare una dipendenza emotiva e isolare le vittime da famiglie e reti di supporto. Tale dipendenza viene poi usata per sfruttare sessualmente le vittime o per indurle a compiere reati, utilizzando anche minacce o ricatti (sextortion).
  • La gamification: consiste nel presentare le attività illecite sotto forma di sfide o giochi per attrarre, coinvolgere e manipolare i minori.

Qual è la differenza tra trafficking e smuggling?

Il termine "trafficking" corrisponde alla traduzione italiana del reato di tratta di persone finalizzata allo sfruttamento: è stata definita a livello internazionale nel 2000 dal Protocollo di Palermo come "il reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere persone, tramite l’impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento."

Il termine "smuggling", invece, è tradotto come "traffico di persone" consiste nel procurare l’ingresso illegale di una persona in uno Stato di cui la persona non è cittadina o residente al fine di ricavare un vantaggio finanziario o materiale. Per saperne di più sul fenomeno della tratta e sfruttamento leggi Che cos'è la tratta di esseri umani?.

Dark web e Criptovalute: ambienti e tecniche di sfruttamento online

Il fenomeno dell’e-trafficking richiede una risposta altrettanto articolata, con un intervento multi-agenzia a livello non solo territoriale e regionale, ma transnazionale. Richiede inoltre operatori esperti in grado di agire nel mondo digitale.

Non parliamo quindi solo di Dark Web come unico ambiente in cui i criminali agganciano le vittime, ma anche le più comuni piattaforme possono essere utilizzate per l’identificazione e lo sfruttamento dei minori, soprattutto quando viene praticata la tecnica del lover boy. Nell’e-trafficking i trafficanti possono usare: chat online, social media, agenzie di collocamento online, siti web di assistenza all’immigrazione contraffatti per reclutare potenziali vittime, forum sul dark web

Anche il pagamento dei servizi legati allo sfruttamento può avvenire attraverso l’uso di internet, ad esempio con criptovalute. Tuttavia, le criptovalute non sembrano essere largamente utilizzate per lo sfruttamento degli esseri umani: si preferisce utilizzarle per acquistare live streaming di abusi sessuali su minori o l’acquisto di materiali CSEM (child sexual exploitation material). [2]

La tecnologia e l’uso di Internet come luogo di incontro e socializzazione è ormai un qualcosa da cui non si può prescindere, soprattutto se parliamo delle ragazze e dei ragazzi minori. L’espansione a macchia d’olio di internet è inesorabile, ma questo non ha portato solo vantaggi bensì anche crimini agiti dietro uno schermo, molto difficili da intercettare. Per questo il fenomeno rimane in gran parte sommerso.

In questo contesto di sfruttamento online, le reti criminali hanno la capacità di adattare rapidamente il proprio modus operandi alle caratteristiche della domanda. La tecnologia ha aumentato la loro abilità di praticare la tratta per diversi tipi di sfruttamento: oltre a quella sessuale, anche per lo sfruttamento lavorativo, il prelievo di organi, i matrimoni forzati e l’adozione illegale di minori e lo sfruttamento in attività criminali forzate. Se i criminali hanno saputo cogliere molto rapidamente le opportunità del digitale, le autorità di competenza devono ancora oggi fronteggiare diverse sfide nel cercare di contrastare il fenomeno, come per esempio ottenere strategie di raccolta di prove digitali essenziali.

Note:

[1] [2] Dossier Piccoli Schiavi Invisibili 2022 - https://s3-www.savethechildren.it/public/allegati/piccoli-schiavi-invisibili-2022.pdf 

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