Demolizioni Cisgiordania, case distrutte per centinaia di bambini

Un padre con i due figli, uno seduto accanto a lui, l altro più piccolo è in braccio a lui.

Nell’anno appena passato, più di 840 strutture sono state demolite o sequestrate dalle autorità israeliane in Cisgiordania. Queste demolizioni hanno costretto almeno 518 bambini e le loro famiglie a lasciare le loro case, numeri che fanno dell’anno appena trascorso il peggiore dal 2016 per i minori palestinesi sfollati in Cisgiordania.

Demolizioni e minori in Cisgiordania

In totale le demolizioni nel territorio occupato hanno riguardato direttamente più di 2.600 bambini. Le famiglie hanno perso le loro case e mezzi di sussistenza, e sono state costrette a cercare rifugio presso amici o famiglie allargate, a trovare altre fonti di sostentamento e ricostruirsi una nuova vita. Ad aggravare ulteriormente la loro situazione l'impatto economico della pandemia di COVID-19.

Nell’ultimo anno, le demolizioni hanno sconvolto ogni aspetto della vita dei bambini: le loro case sono state rase al suolo; infrastrutture vitali come quelle per l’acqua e i servizi igienici sono state distrutte e le scuole sono costantemente minacciate di essere demolite. 

Tra gennaio e dicembre scorsi, inoltre, centinaia di strutture per l’agricoltura, tende e roulotte sono state demolite dall’autorità israeliana, allontanando circa mille persone dalle loro case. Solo nel mese di novembre, 73 persone, tra cui 41 bambini, hanno perso la loro abitazione in quella che si può considerare più grande demolizione degli ultimi quattro anni.

Nonostante fosse stato annunciato l’impegno di interrompere le demolizioni durante la pandemia, queste sono in realtà proseguite. Anche il blocco promesso a Gerusalemme est non è stato rispettato.

Le scuole

Non solo le case, anche le scuole rischiano di essere rase al suolo. Oltre ai bambini che hanno perso la casa nel 2020, ci sono attualmente 53 scuole che rischiano di essere demolite in Cisgiordania e a Gerusalemme est.

Una scuola con 50 bambini di due comunità di Hebron ha ricevuto un ordine di demolizione con solo 97 ore per poter fare ricorso. La scuola Umm Qussa deve quindi affrontare la prospettiva di essere demolita se l'amministrazione civile israeliana dovesse proseguire nell’intento di attuare l’ordine. 

Lo scorso anno, invece, le autorità israeliane hanno smantellato una scuola in costruzione poco a sud di Hebron. Misure simili sono state prese in molti altri casi, inclusa la confisca di materiale da costruzione per la scuola Ras Al Tin in una comunità beduina a est di Ramallah, presumibilmente per mancanza di permessi di costruzione.

Demolizioni e sgomberi forzati


Secondo le Nazioni Unite, gli sgomberi forzati a seguito delle demolizioni hanno un impatto negativo sul rispetto dei diritti umani delle comunità interessate. 

In quanto potenza occupante, Israele ha il dovere di proteggere i diritti dei bambini. Esortiamo pertanto il governo israeliano a mettere da parte tutti gli ordini di demolizione esistenti per le scuole, le case e le infrastrutture vitali, in linea con i suoi obblighi internazionali.

 
Per approfondire leggi il comunicato stampa.  

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