Diritto all’educazione delle ragazze: l’impatto dell’igiene mestruale

Ragazza ugandese in divisa scolastica tiene in mano slip autoprodotti.

Il diritto all’educazione e l’accesso all’istruzione scolastica hanno un ruolo determinante sul contrasto alla povertà nel mondo. Conflitti e guerre contribuiscono a ostacolare la frequenza scolastica di milioni di minori: basti pensare che sono 27 milioni le bambine e i bambini sfollati che non hanno più accesso all’educazione.  

igiene mestruale e diritto all’istruzione delle ragazze


Per le bambine e le adolescenti rifugiate che hanno abbandonato la propria casa, si aggiunge un’ulteriore ostacolo al proprio successo scolastico: il ciclo mestruale. Per milioni di ragazze in tutto il mondo, il diritto all’educazione può essere facilmente spazzato via da taboo, preconcetti, disinformazione, sentimento di vergogna, impossibilità di lavarsi o indisponibilità dei prodotti igienici indispensabili.
Globalmente, mezzo miliardo di donne e ragazze non ha gli strumenti necessari per gestire l’igiene mestruale. Le scuole dovrebbero avere acqua e servizi igienici adeguati per lavarsi e cambiarsi oltre che la possibilità - per le ragazze - di smaltire i prodotti igienici utilizzati. Ma nei contesti di crisi umanitaria, nei campi rifugiati o in altre situazioni emergenziali, questi servizi non sono garantiti.

Diritto all’educazione nel mondo: il caso dell’Uganda


l’Uganda ospita oltre un milione di rifugiati, e per molte ragazze - sfollate o in condizioni di povertà - le mestruazioni possono essere una barriera che le penalizza o le allontana dal diritto all’educazione, con un impatto molto pesante sul loro futuro. Il tasso dei ragazzi che superano l’esame di uscita della scuola primaria, ad esempio, è di molto superiore rispetto a quello delle ragazze. Un divario che si registra anche tra i partecipanti all’ “Accelerated Education”, un progetto della nostra Organizzazione dedicato a ragazze e ragazzi tra i 10 e i 18 anni che si trovano in Uganda e hanno dovuto interrompere la scuola a causa di povertà o conflitti. Nei 13 centri in cui si svolge il programma solo 1 studente su 3 tra quelli che si presentano all’esame finale è una ragazza, e solo il 48% delle alunne che sostengono l’esame riesce a superarlo (contro il 72% dei ragazzi che lo superano con successo).     

Garantire il diritto allo studio in contesti emergenziali


Affrontare la questione del diritto all’educazione nel mondo significa, ad esempio, iniziare a incrementare la partecipazione scolastica delle studentesse in contesti emergenziali, assicurando l’accesso ai prodotti igienici indispensabili per la gestione dell’igiene mestruale.

In assenza di assorbenti o coppette, abbiamo adottato un altro approccio per realizzare questo obiettivo. Lo abbiamo fatto con lo sviluppo di un laboratorio di igiene mestruale, all’interno del programma “Accelereted Education”, che prevede la formazione degli insegnanti e delle ragazze nell’auto-produzione di slip e assorbenti riutilizzabili utilizzando i materiali disponibili sul posto. 
Oltre agli aspetti più pratici del laboratorio, svolgiamo un lavoro di informazione su quello che succede al corpo durante il ciclo mestruale, e includiamo anche i ragazzi e gli insegnati maschi in questo lavoro di sensibilizzazione per ridurre lo stigma, i taboo, e ogni senso di imbarazzo o vergogna. 

I risultati ottenuti, dimostrano quanto questi interventi abbiano un impatto positivo sul diritto all’istruzione femminile: non solo viene contrastato l’abbandono scolastico delle ragazze, ma viene anche alimentata la fiducia delle più giovani e la loro partecipazione attiva nelle attività scolastiche.  

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