Essere padri oggi: com'è cambiata la paternità?
La paternità oggi non è più quella di ieri. Sempre più padri scelgono di essere presenti nella vita di figlie e figli, partecipano alla cura quotidiana e desiderano vivere un ruolo affettivo attivo, consapevoli che bambini e bambine hanno bisogno di una presenza paterna precoce e continuativa, fin dai primi mesi di vita, per costruire legami di attaccamento sicuri e sviluppare competenze emotive e relazionali solide.
Eppure, la piena parità nella genitorialità è ancora lontana. Il carico di cura resta prevalentemente sulle donne e il sistema dei servizi non sempre è organizzato in modo da sostenere e favorire la co-genitorialità.
Approfondiamo l’argomento con il contributo di Monica Castagnetti, pedagogista, Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini Onlus.
Essere padri oggi
Il modello tradizionale del padre “breadwinner”, centrato quasi esclusivamente sul sostegno economico, si sta modificando. Le trasformazioni sociali riguardano le aspettative di entrambi i genitori, l’aumento (insufficiente) dell’occupazione femminile e una nuova consapevolezza educativa sono riflessi del fatto che il ruolo paterno si sta ridefinendo
Le giovani generazioni mostrano una maggiore propensione alla condivisione delle responsabilità familiari. Certo l’Italia deve ancora colmare importanti divari nella partecipazione femminile al lavoro e nella conciliazione tra vita professionale e familiare, come evidenzia il Global Gender Gap Report 2023 del World Economic Forum. Il cambiamento culturale è in atto, ma ha bisogno di politiche strutturali per consolidarsi.
Perché il coinvolgimento dei padri è fondamentale
Le evidenze scientifiche sono chiare: la presenza attiva dei padri fin dai primi mille giorni di vita produce benefici concreti per bambini, coppie e società.
Studi recenti evidenziano che un elevato coinvolgimento paterno nei primi anni di vita è associato a migliori competenze di regolazione emotiva e a vantaggi comportamentali in bambini e bambine, confermando il ruolo positivo della relazione padre-figlio/a per lo sviluppo socio-emotivo fin dalla prima infanzia (Puglisi et al., BMC Psychology, 2024) con benefici osservabili e protettivi in adolescenza ed età adulta.
La paternità non è un supporto accessorio: è un fattore protettivo per lo sviluppo.
Come sostenere la paternità
Sostenere la co-genitorialità sin dalla gravidanza è un modo efficace per lavorare culturalmente e sostenere la parità. Promuovere una paternità attiva significa intervenire su più livelli.
- Co-genitorialità fin dalla gravidanza: Favorire il coinvolgimento dei padri sin dalla gravidanza alle visite o ai percorsi di accompagnamento alla nascita, permette agli uomini di iniziare a costruire nella propria mente la paternità in un percorso condiviso in coppia. La vicinanza alla partner e al neonato o neonata nei primi giorni, poi, favorisce la costruzione del legame di attaccamento e l’avvio di una relazione profonda, che sostiene il percorso da uomo a padre nei primi tempi. Scopri anche l'articolo sulla pratica Skin to skin e massaggio neonatale.
- Servizi di supporto proattivi e visite domiciliari: attivare le visite a domicilio subito dopo la nascita può aiutare la coppia e sostenere i neo-genitori, in particolare quelli soli o lontani dalle reti familiari. Questo tipo di sostengo permette di affrontare la complessità del momento, anche se questo processo tocca l’identità femminile ed il ruolo materno, l’eredità dei padri è più complessa, poiché a molti di loro nella loro crescita è mancata un’educazione affettiva per riconoscere le emozioni e imparare a gestirle.
- Spazi di confronto tra padri e genitori: è di grande aiuto organizzare degli spazi dedicati di confronto emotivo e educativo tra pari, come i cerchi degli uomini, ad esempio, in cui gli uomini possano viversi come padri tra altri padri, alla pari, scambiare esperienze, vissuti ed emozioni, in particolare nei momenti della transizione verso questo ruolo e allentare la tensione.
- Una comunità che riconosce il valore della paternità: attivare servizi e azioni perché i padri siano presenti e si sentano sereni di poter comunicare il proprio desiderio di stare in famiglia in tutti i luoghi della vita, in azienda, a colleghi e colleghe, agli amici e amiche e con tutti coloro che si incontrano, senza pregiudizi. Bisogna creare una comunità più solidale nei confronti dei padri e per farlo dobbiamo, come società, sostenere a livello culturale e politico l’importanza dei padri nella vita e nella cura dei loro bambini o bambine.
Riconoscere il valore della paternità
Accanto alle misure di sostegno al reddito è fondamentale garantire ed estendere i congedi di paternità, la loro durata di dieci giorni è ancora scarsa. In confronto al contesto europeo, in Italia sono le madri, e non i padri, a mettere in pausa il proprio lavoro per poter accudire i figli, e molto spesso lo lasciano, sintomo di carichi di cura familiare ancora sbilanciati sulla donna e di una parallela carenza di servizi, che non risponde alle necessità delle famiglie.
Dai dati elaborati insieme a INPS, emerge che nel 2024 l’utilizzo del congedo di paternità in Italia si conferma stabile, con oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti che ha beneficiato della misura. I dati mostrano che sempre più padri stanno compiendo un passo importante verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari, anche se persistono differenze legate al contesto lavorativo, economico e territoriale che continuano a influenzare questa possibilità. È necessario rafforzare strumenti che sostengano in maniera strutturale le famiglie poiché le scelte che riguardano il tempo da dedicare ai figli incidono direttamente sul loro benessere e sulla qualità della loro crescita.
Il cambiamento non può essere solo individuale. A livello culturale, bisogna superare lo stereotipo del padre “aiutante” della madre e normalizzare la condivisione delle cure e dell’educazione. Ci vuole uno sguardo diverso che colga la paternità come presenza competente e quotidiana.
Ogni passo fatto in direzione della co-genitorialità, anche anticipando con coraggio bisogni non ancora espressi, permette a bambini e bambine di crescere meglio.
La trasformazione della paternità passa proprio da qui: consapevolezza, politiche adeguate e una comunità che legittima il desiderio dei padri di esserci. La domanda non è più se i padri vogliano partecipare. La vera domanda è: la società è pronta a sostenerli davvero?
In generale la genitorialità, e la paternità in particolare, sembrano strade da percorrere a tentoni, in cui qualcosa di nuovo emerge, in modo individuale e sicuramente diverso da persona a persona. Il senso di solitudine, spaesamento o tristezza sono la naturale conseguenza di questo percorso senza indicazioni e cartelli stradali, che avrebbe bisogno di molto di più per potersi realizzare serenamente. Abbiamo trattato il tema della genitorialità anche nel nostro podcast Save the Genitori, ascoltalo!
Continua ad approfondire le prime fasi della genitorialità, leggi i nostri articoli:
- Paternità e lavoro: diritti e tutele dei papà,
- Depressione post-partum paterna: come riconoscerla e affrontarla.