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La depressione perinatale: che cos’è e come intervenire

Donna che allatta la propria bambina

Nell’immaginario collettivo associare “perinatale” a termini come depressione o disagio sembra impossibile poiché sono concetti che faticano a stare insieme nello stesso periodo. Eppure, si alimentano a vicenda, specialmente in un periodo delicato come quello della gravidanza o del post-partum. Ansia, sbalzi d’umore, timori, sono comuni durante la maternità, ma se questi stati d’animo diventano persistenti, possono portare a disturbi depressivi critici che potrebbero influenzare anche il rapporto con il bambino/a.

Approfondiamo l’argomento grazie al contributo di Annateresa Inglese, coordinatrice Fiocchi in Ospedale, presso il Policlinico Gemelli di Roma

Cos’è la depressione perinatale?

Per depressione perinatale si intendono le diverse forme di sofferenza psichica che insorgono nel periodo che va dal concepimento sino al primo anno di vita del bambino/a. Tale periodo è caratterizzato da una molteplicità di cambiamenti sia per il singolo - a livello intrapsichico e del proprio ruolo a livello familiare e sociale - sia per la coppia a livello affettivo relazionale.

È in questa fase che nasce l’identità genitoriale. Per i neogenitori questa nuova sfida identitaria e trasformativa porta con sé il peso delle difficoltà individuali, accentuando così la possibilità dell’insorgenza di disagio psichico. Gravi sintomi psichiatrici  nel periodo  perinatale possono essere i rischi di complicanze nella fase gestazionale e durante il parto, un incremento di ricadute psichiatriche nell’immediato postpartum e, quel che è peggio, un notevole impatto sullo sviluppo del bambino. 

Depressione e ansia in gravidanza: come si manifestano

Durante la gravidanza e nel post partum possono manifestarsi disagi diversi come malessere, stress, fatica e forme differenti di depressione. 
Comunicare questi stati di agitazione durante la gravidanza con parole semplici e dirette può essere scomodo, ma consente di normalizzare la fatica e la frustrazione che i genitori affrontano.

Spiegare che è “normale” può aiutare a sentirsi meno in colpa e a provare meno vergogna.

Depressione perinatale, incidenza e sintomi:

Come abbiamo già accennato “La depressione perinatale è intesa come un episodio depressivo maggiore o minore con esordio durante la gravidanza o nel primo anno dopo il parto” (Milgrom e Gemmill, 2014).

Il 13% delle donne manifestano una depressione minore, mentre il 7% una depressione maggiore a tre mesi dopo il parto. La prevalenza del disturbo depressivo maggiore o minore nel periodo che va dal parto ai 12 mesi che seguono la nascita del figlio invece può raggiungere il 53,7% (Gavin et al., 2005).

Tra i vari sintomi che si manifestano rientra l’umore depresso, l’irritabilità, le alterazioni nel sonno, i cambiamenti nel peso nell’appetito, un minore interesse nell’attività, senso di inutilità-colpa, senso di agitazione psicomotoria, difficoltà nel concentrarsi. Le conseguenze negative della depressione perinatale possono interferire nel rapporto tra madre bambino ed hanno effetti anche a livello familiare.

Cos’è il Maternity-Blues?

“Il maternity blues è un insieme di sintomi psicologici psicosomatici che le donne possono manifestare in maniera accentuata, ma non patologica nei primi 10-15 giorni dopo il parto”.

La condizione maternity-blues ha un’incidenza di circa il 70% delle neomamme può presentare sintomi simili.

Alcune avvisaglie e sintomi possono essere il pianto la tristezza e l’umore fluttuante, irritabilità, l’ansia e la paura. Oltre a questi sintomi simili a quelli della depressione, ma che differiscono per intensità e durata da essa, alcune neomamme possono presentare sensazioni di irrealtà ed un certo distacco nei confronti del bambino. In gran parte delle madri tale condizione risulta essere transitoria, risolvendosi spontaneamente (Grussu,2016).

Depressione post partum  e gli effetti sul bambino/a:

Essere stressate o agitate, durante la gravidanza o nel periodo successivo, è normale e perfettamente tollerabile, poiché le neo-mamme stanno affrontando una condizione nuova e sconosciuta, di disorientamento. Ma l’agitazione nel periodo perinatale può comportare rischi sul bambino e sul suo sviluppo. Il disturbo da stress post traumatico ha un’incidenza del  2-3% e i sintomi possono essere incubi, flashback e tendenza a rivivere la situazione traumatica. Comporta spesso alterazioni del sonno, della concentrazione, ansia e irritabilità. 

Qualora dovesse presentarsi uno di questi disturbi, il nostro consiglio è di rivolgersi al medico di famiglia o altro specialista per essere supportati adeguatamente. 

Per conoscere meglio e distinguere la condizione del maternity blues e la depressione post portum, puoi consultare i nostri articoli:

Scopri Save the Genitori il nostro podcast sulla genitorialità, ascoltalo su:

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Psicosi puerperale, cos’è e come trattarla

È una condizione molto rara e molto grave. Si presenta generalmente entro le prime 4-6 settimane dopo il parto. Si può manifestare anche improvvisamente, con sintomi psicotici, disorganizzazione comportamentale e uno stato umorale di tipo depressivo, maniacale o misto.

Le donne con disturbo bipolare dell’umore sono a rischio di sviluppare una psicosi puerperale. Nel caso in cui gli stati di depressione e di psicosi puerperale siano gravi, per le pazienti è necessaria l’ospedalizzazione, per poter curare in tempo il disturbo e poter ritornare a stabilire una sana relazione con il bambino. 

Ma la depressione perinatale riguarda solo le mamme? 

Comunemente si pensa che sia solo la mamma, in seguito alla gestazione e al parto, a soffrire di disagio perinatale, ma studi recenti hanno riscontrato che tale condizione interessa anche i neopapà. Negli ultimi anni il campo di studio sulla psicopatologia perinatale si è sempre di più esteso a considerare il disagio emotivo dei padri e l’insorgere di disturbi affettivi nei padri durante il periodo perinatale. 

Cosa si può fare per risolvere la depressione perinatale?

Il momento della nascita ha da sempre rappresentato un evento che coinvolgeva non solo tutti i familiari, ma anche la comunità di appartenenza. Partorire in ospedale se da una parte ha consentito di ridurre al minimo i rischi medici per la madre ed il bambino, dall’altra ha aumentato il  senso di smarrimento e solitudine. Oggi la nascita è diventata una questione molto intima e privata ed i sentimenti di paura ed angoscia tipici di questo momento tendono a non essere più accolti e né tanto meno condivisi.  

La depressione perinatale è un problema comune da condividere senza sensi di colpa. Molte persone tendono a minimizzare i disagi dei neogenitori, non offrendo un adeguato supporto e creando così le basi per un malessere più importante e duraturo. Sulla base delle più recenti ricerche scientifiche ed in linea con quanto sopra riportato la depressione perinatale dei genitori se non adeguatamente trattata determina effetti negativi sull’accudimento e sulla crescita del bambino, ponendo le basi per disagi comportamentali e dello sviluppo.

Diventare genitori è senza dubbio un evento ricco di gioia ma è anche un percorso ad ostacoli in cui si vince rimanendo uniti e sostenendosi.

Per approfondire le prime fasi della genitorialità, leggi il nostro articolo:

Se sei un genitore e ti senti smarrito, provi angoscia, o semplicemente sei disorientato, non esitare a parlarne con il tuo medico di base, con il ginecologo o con l’ostetrica. 

Rivolgiti ai servizi territoriali oppure ai nostri servizi Fiocchi in Ospedale. Professionisti preparati riusciranno a comprendere la tua situazione e ad aiutarti e supportarti in questa fase così delicata.

Il futuro del tuo bambino/a passa attraverso la tua salute psicofisica.

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