L’esperienza dell’allattamento: ogni storia è unica

operatrice save the children con maglietta rossa con logo seduta per terra con una bimba di spalle mentre giocano insieme

L’allattamento al seno può mettere davvero a dura prova mamme e neomamme, e questo lo so bene non solo come mamma ma anche grazie al mio lavoro, che molto spesso mi ha messo di fronte a mamme stanche e affaticate dalle notti insonni o dai dolori causati da ragadi o mastiti che hanno voluto continuare e alcune invece smettere, e a cui dicevo che l’importante era che seguissero ciò che le faceva stare meglio perché il benessere psico-fisico della mamma si ripercuote anche su quello del bambino. 

Una mamma serena, qualsiasi sia l’allattamento che decide di intraprendere, renderà sereno anche il suo bambino.”

Inizia così la testimonianza di Valentina Affettuoso, Operatrice dell’APS Mitades e del nostro progetto “Fiocchi in Ospedale” all’ospedale Niguarda di Milano.

Lei stessa, diventata mamma di due gemelli, ha affrontato il delicato momento dell’allattamento al seno e ha deciso di condividere con noi e con lettori e lettrici la sua esperienza.

“Durante la gravidanza ero certa di volere allattare e dicevo “Anche se sono due gemelli ci proverò, se non riuscirò pazienza, non voglio impazzire!” quando ho partorito non sapevo cosa sarebbe successo pochi istanti dopo. Mi ricordo ancora quando l’ostetrica mi chiese - “Vuole provare ad attaccarli al seno?” ed io senza pensarci nemmeno per un istante, le risposi di sì. Ricordo ancora la sensazione di calore che sentii quando mi mise sul petto L., fu lui il primo e riuscì ad attaccarsi bene e stessa cosa fece suo fratello N. qualche tempo dopo, giusto il tempo di trasferirmi in stanza, adagiarlo su una ciambella per allattamento formato XL (così da poterli allattare contemporaneamente) e iniziare la sua prima poppata insieme a suo fratello. 

A volte l’allattamento non è così immediato, richiede tanta pazienza e cura e molto spesso un aiuto in più, come racconta Valentina.

Attaccarli contemporaneamente mi ricordo, richiedeva sempre l’aiuto di qualcuno, in ospedale chiamavo le puericultrici e quando tornai a casa fortunatamente c’era il papà a supporto. 
Sembrava tutto così semplice ma a una decina di giorni dal parto i miei piccoli stavano perennemente attaccati al seno, come era giusto che fosse, e io ero stremata. Al secondo controllo in ospedale scoppiai in lacrime davanti all’infermiera pediatrica dicendole che ero stanca e che forse l’idea di allattare al seno due gemelli era stato un azzardo. Dalle mie lacrime e parole comprese il mio desiderio di proseguire e così mi consigliò di introdurre due aggiunte di latte artificiale che mi avrebbero permesso di “respirare” un po' ma non rinunciare del tutto all’allattamento al seno. 
Nella mia esperienza inoltre, ciò che ha reso possibile l’allattamento è stato il sostegno e la presenza “attiva” del mio compagno che mi ha supportata ogni giorno e soprattutto ogni notte, perché anche i compagni o le compagne sono importanti tanto quanto le mamme.”

Ogni mamma, così come ogni genitore, vive un’esperienza sempre diversa e personale. L’allattamento al seno non è sempre scontato, facile e libero da intoppi.

Per questa ragione, insieme alle operatrici sui diversi progetti della fascia 0-6 anni abbiamo scritto diversi articoli per poter dare risposte affidabili sulle tante domande che nascono in questa fase della maternità.

Per approfondire leggi tutti i contenuti a tema allattamento.

Oppure visita il sito della Rete Zero Sei, uno spazio virtuale gratuito dove trovare moltissime informazioni per genitori con bimbi e bimbe nella fascia dai 0 ai 6 anni.

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