Lavorare dalla parte dei bambini: un impegno solidale

Una “vocazione” al sociale che nasce da lontano

Sabrina Rutigliano, educatrice e mamma di due bimbi, Claudio e Pietro di 6 e 2 anni, da 5 anni è un'operatrice dell'associazione Mamma Happy-Centro Servizi Famiglie Accoglienti, nostra partner che gestisce lo Spazio Mamme di Bari

Sabrina ha sentito che la sua strada era quella di lavorare nel sociale quando era ancora giovanissima. “Avevo diciassette anni e frequentavo il liceo quando, in occasione dell'orientamento universitario, sono rimasta colpita da un corso di laurea che aveva nella sua presentazione queste parole: marginalità, devianza, disagio minorile...” ricorda Sabrina. “Sempre in quel periodo, grazie a un'amica che lavorava in una casa famiglia, ho iniziato a fare volontariato con i ragazzi e con i loro genitori. Per me è stata una conferma. Mi piaceva l'idea di spendere il mio tempo e le competenze che avrei acquisito per aiutare le persone. Così sono diventata un'educatrice”. 

Quando Claudio aveva sei mesi, Sabrina ha iniziato la sua attività presso lo Spazio Mamme di Bari che adesso ha una nuova sede nel quartiere storico di Bari Vecchia, il più antico della città, che presenta molte situazioni di fragilità, disagio sociale, povertà economica e culturale.

Un progetto per mamme e bimbi 0-6 anni

Il progetto Spazio Mamme è nato nel 2014 per contrastare tutti quei fattori che favoriscono la povertà minorile e per prevenire la povertà educativa che influisce sulla quantità e qualità di stimoli positivi ricevuti dai più piccoli negli anni della crescita. 

Gli Spazi Mamme sul territorio nazionale ora sono 14 in 12 città, tutti situati in contesti urbani privi di servizi, e accolgono le mamme con i loro bambini per sostenerle nel loro ruolo genitoriale e offrire loro occasioni di incontro e condivisione con altre madri. 

Il team, molto affiatato, di cui fa parte Sabrina, progetta, organizza e conduce laboratori ludici e creativi per i bambini da 0 a 6 anni, e per mamme e bambini insieme. “Quando una famiglia si rivolge allo Spazio Mamme prende il via un percorso di consultazione per capire le esigenze di mamma e bambino, individuare delle priorità e, di conseguenza, stabilire gli interventi da attuare” spiega l'educatrice. “I laboratori forniscono l'opportunità per osservare la relazione tra madre e bambino, per osservare il comportamento del piccolo, per instaurare un rapporto di fiducia con entrambi”. 

Laboratori che regalano emozioni 

I laboratori di Spazio Mamme, per i bambini sono una fonte di continue scoperte e spesso offrono la possibilità di vivere esperienze che altrimenti non ci sarebbe stata l'occasione di fare. È il caso, ad esempio, del laboratorio di zoo-antropologia, condotto da Sabrina che ha anche conseguito un master in pet-therapy. “Partendo da un volume illustrato (un libro di Claudio), ho presentato ai bambini gli animali della fattoria” racconta Sabrina. “I bambini hanno scoperto tutte le caratteristiche di ogni animale, hanno imparato a riprodurne il verso e con materiali di riciclo hanno realizzato i vari animali. Il progetto si è concluso con una visita al maneggio per conoscere 'dal vero' i cavalli e osservare come vengono accuditi. E i bambini, insieme alle loro mamme, hanno provato a montare a cavallo”.

Una rete di sostegno per le famiglie

Le mamme che si rivolgono allo Spazio Mamme ricevono informazioni e supporto non solo per quanto riguarda l'ambito genitoriale ed educativo. “Le donne vengono aiutate nella ricerca di una casa, di un lavoro, nella stesura di un curriculum” spiega Sabrina. “L'impegno è quello di creare una rete di supporto per sostenere la famiglia da tutti i punti di vista, attivando collaborazioni con le scuole e le associazioni operanti sul territorio”.

Sabrina ha spesso occasione per lavorare all'interno delle scuole dell'infanzia, conducendo laboratori ad hoc. “Come quello attualmente in corso in un asilo e dedicato alle tradizioni natalizie nei Paesi del mondo” spiega. “Al racconto di come si festeggia il 25 dicembre nelle varie Nazioni, segue un momento pratico: con cartoncini, colla e colori, i bambini danno vita a quello che hanno ascoltato, costruendo alberi di Natale, girotondi di bimbi, decorazioni”.
In occasione del laboratorio dedicato al Natale, Sabrina spiegherà ai bambini che oltre alle tradizioni locali, diverse per ogni Paese, esistono anche delle tradizioni nuove, magari lanciate da associazioni e destinate a diffondersi ovunque. Come il Christmas Jumper Day di Save The Children, una proposta solidale che partendo dall'appello “Metti un maglione e dai ai bambini un futuro migliore” offre l'opportunità per sostenere i progetti dell'associazione e quindi aiutare tanti bambini in difficoltà in Italia e nel mondo. 

Un invito al Christmas Jumper Day

“All'interno del nostro laboratorio i bambini realizzeranno delle sagome di cartoncino a forma di maglione” spiega Sabrina. Ma l'invito a partecipare al Christmas Jumper Day è esteso a tutti: genitori, bambini, coppie in dolce attesa, famiglie con figli di ogni età. La data ufficiale è il 14 dicembre, però l'iniziativa prosegue fino a Natale. Per partecipare è sufficiente procurarsi un maglione natalizio (o realizzarne uno decorando un vecchio pullover con materiali di recupero), coinvolgere parenti e amici, immortalare il tutto con foto o video e postarli sui social con l'hashtag #ChristmasJumperDay.
L'iniziativa comprende una donazione a sostegno dei progetti di Save the Children. I fondi raccolti serviranno per finanziare progetti destinati a restituire il sorriso a tanti bambini che vivono in una situazione di povertà economica, sociale, educativa.

Ai miei figli auguro la passione 

Claudio, il bimbo più grande di Sabrina, conosce bene il lavoro della mamma. “Viene spesso al Centro e conosce tutti i bambini che lo frequentano” spiega Sabrina. “Quando viene creato un nuovo kit per qualche attività, ne porto uno a casa per giocare insieme a lui. E quando parla con qualcuno, Claudio dice di essere fiero che la sua mamma lavori per i bambini. Il mio augurio per lui e per Pietro è che una volta cresciuti svolgano il loro lavoro, qualunque esso sia, con grande passione. Ecco, spero che trovino il lavoro della loro vita, come è successo a me”.