Maltrattamenti sui minori: i segnali per capire se un bambino subisce abusi

bambino di spalle che disegna un drago

“La scuola dovrebbe essere un luogo bellissimo” affermava Oscar Wilde, purtroppo però in alcuni casi non è così. I recenti fatti di cronaca raccontano di nuovo come il primo luogo di formazione umana e culturale si sia trasformato in una sede di maltrattamenti ai danni di piccoli alunni. Episodi inaccettabili.


Cosa si intende quando si parla di abuso fisico e/o psicologico? 

L’abuso è un qualsiasi comportamento che danneggia lo sviluppo psicofisico del bambino in modo grave, tanto da impedirgli una sana e serena crescita. 
Gli abusi fisici sono atti violenti che causano danni fisici, non accidentali né determinati da patologie organiche.
Gli abusi psicologici, invece, consistono in frasi e comportamenti che negano al minore un ambiente appropriato e di supporto per il suo sviluppo. In questi rientrano l’isolamento forzato, il biasimo protratto, la trascuratezza nei bisogni mentali, sanitari o educativi, l’attribuzione di colpe, le minacce verbali, le intimidazioni, gli atteggiamenti discriminatori, il rifiuto, l’esposizione alla violenza (violenza assistita) e le influenze criminali o immorali.


Ma come riconoscere se un bambino è vittima di episodi di violenza fisica e/o psicologica? 


I segni fisici e/o comportamentali del maltrattamento fisico sono in genere costituiti da:

  • lividi, contusioni e ogni altro segno sulla pelle;
  • denutrizione;
  • chiazze di calvizie;
  • ospedalizzazioni e ricoveri frequenti e/o oscuri;
  • reattività esagerata;
  • scoppi improvvisi d’ira;
  • paura negli ambienti esterni;
  • arroganza nel contesto d’origine;
  • instabilità reattiva;
  • rifiuto del contatto fisico;
  • ricerca di attenzioni, favori, cibo, oggetti;
  • attenzione “gelata” con uno sguardo attento e allarmato;
  • emozioni congelate e percezione falsamente forte di sé.
     

I segni comportamentali della violenza psicologica che si possono riscontrare in alcuni bambini sono:

  • atteggiamento timoroso da “vittima” o atteggiamento aggressivo;
  • personalità rigida e scarsa capacità di adattamento;
  • continua svalutazione delle proprie azioni e pensieri;
  • scarsa socievolezza;
  • iperattività;
  • adultizzazione precoce;
  • ansia nelle separazioni;
  • abitudini improprie o stereotipate;
  • distruttività, crudeltà e comportamento di sfida;
  • stato di ansia continua, scarsa autostima, mancanza di fiducia di base in se stessi e negli altri;
  • percezione minacciosa del mondo;
  • tristezza, inibizione e assenza di slancio vitale.
     

ATTENZIONE Presi singolarmente, i segni sopra elencati non possono stabilire un ipotetico maltrattamento. Altresì, dovrebbero essere contestualizzati e rapportati al quadro complessivo di tutti gli elementi.


Da anni la nostra Organizzazione ha adottato un proprio Sistema di Tutela, la Child Safeguarding Policy, proprio con il fine di proteggere i minori raggiunti da tutti i nostri progetti, di segnalare e rispondere tempestivamente a eventuali fatti sospetti.

Inoltre, affinché le mura scolastiche non diventino ancora teatro di violenze, abbiamo redatto, in collaborazione con alcuni servizi educativi, un Manuale per la formazione sul Sistema di Tutela delle bambine e dei bambini da condotte inappropriate, abuso e maltrattamento (disponibile sul nostro sito qui). 

Auspichiamo che tutte le scuole decidano di attuarlo per prevenire e minimizzare il rischio di condotte inappropriate capaci di ledere i diritti alla protezione dei bambini e al loro sviluppo psicofisico.