Maternità e lavoro: i diritti delle lavoratrici dipendenti a tempo determinato

In questo articolo scopriamo come funzionano e quali sono le tutele e i diritti per le mamme lavoratrici con contratto a tempo determinato attualmente in vigore. 
Sempre più donne si trasformano in mamme equilibriste nel tentativo di conciliare famiglia e lavoro. La legislazione prevede alcuni strumenti a loro supporto.

DIRITTI E TUTELE PER MAMME LAVORATRICI DIPENDENTI A TEMPO DETERMINATO

Vediamo, dunque, cosa offre e prevede la normativa vigente alle mamme lavoratrici a tempo determinato:

  • Sicurezza e salute della madre lavoratrice: nel momento in cui una lavoratrice informa il proprio datore di lavoro di essere in stato di gravidanza, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza della lavoratrice e del nascituro, affinché nessun pericolo possa mettere a rischio la sua salute  e quella del suo bambino. Le tutele si applicano in particolare in caso di lavori pericolosi, faticosi e insalubri, ma anche per orari di lavoro notturni (per un elenco esaustivo dei lavori a rischio vietati per tutto il periodo della gestazione e, in specifici casi, fino a 7 mesi dopo il parto si veda l’art. 7 D. Lgs. 151/01). L’attuazione delle tutele avviene tramite la modifica temporanea delle condizioni di lavoro o dell’orario di lavoro. Se questo non è possibile (per motivi organizzativi o produttivi), il datore di lavoro deve spostare temporaneamente la lavoratrice ad altre mansioni mantenendo lo stesso trattamento economico. L’inosservanza di queste tutele da parte del datore è punibile con l’arresto fino a 6 mesi.

  • Congedo di maternità: il congedo di maternità è un periodo, flessibile, di astensione obbligatoria dal lavoro. Le lavoratrici a tempo determinato hanno gli stessi diritti delle donne assunte con contratto a tempo indeterminato, senza eccezioni. Quindi, spettano loro tutti i periodi di astensione obbligatoria (5 mesi) e le correlative indennità erogate dall’Inps.

  • Indennità di maternità: per il periodo del congedo di maternità è prevista un’indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione (ultima retribuzione percepita) per tutto il periodo del congedo stesso.

Le mamme lavoratrici dipendenti a tempo determinato possono inoltre usufruire di ulteriori tutele, a cui hanno diritto anche i padri dipendenti a tempo determinato. Le tutele sono le stesse delle lavoratrici e dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato, sebbene sia necessario tener conto della durata del contratto: 

  • Congedo parentale: è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che  di cui i genitori possono usufruire per un periodo massimo complessivo di 10 mesi, elevabili a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro almeno tre mesi continuativi o frazionati. Questo congedo può essere usato fino ai 12 anni di vita del/la bambino/a. Ciascun genitore può astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi (ma in totale i mesi devono essere sempre 10 - o 11 se si verificano le condizioni di cui sopra). Per il padre lavoratore dipendente, i mesi possono diventare 7 se si astiene dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi. Le ultime Leggi di Bilancio hanno via via introdotto alcuni elementi migliorativi per i congedi parentali. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto ulteriori novità per i congedi  parentali, ne parliamo nell'articolo Sostegno alla genitorialità: le principali novità politiche.

  • Riposi giornalieri: anche le lavoratrici e i lavoratori dipendenti a tempo determinato hanno diritto a dei periodi di riposo (cosiddetti "riposi per allattamento") per la cura del/la bambino/a. Scopri di più su come funzionano i permessi per allattamento.

  • Congedo per malattia del figlio: i genitori (alternativamente) hanno diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del figlio fino ai suoi 3 anni. Dai 3 agli 8 anni del figlio l’astensione è di massimo 5 giorni l’anno. Il congedo per malattia del figlio non è retribuito e nel caso dei contratti a tempo determinato, può essere utilizzato compatibilmente con la durata del contratto.

Ricordiamo infine che le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza (300 giorni prima della data presunta del parto) fino al compimento del 1° anno di età del bambino, salvo casi eccezionali. Scopri di più sui diritti e tutele in caso di violazioni. Questa tutela si applica per tutta la durata del contratto di lavoro, e quindi anche alle lavoratrici a tempo determinato, purché il contratto sia ancora in essere. 


ESSERE MAMME LAVORATRICI IN ITALIA

La maternità in Italia continua a essere posticipata con l'età media delle madri al parto che ha raggiunto i 32,6 anni. Questa scelta è dettata da diverse ragioni. Tra queste, vi è la grande difficoltà di riuscire a conciliare la vita famigliare con quella lavorativa.

In Italia molte madri rinunciano al lavoro, dato confermato dall’alto tasso di disoccupazione e di inattività. I motivi sono molteplici, tra cui le discriminazioni radicate nel mondo del lavoro, un forte squilibrio nei carichi famigliari tra madri e padri, la mancanza di servizi e strumenti per aiutare le famiglie nel conciliare impegni lavorativi e famigliari.

Come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i nostri programmi territoriali, nonché sui nostri canali social, molte donne in Italia vivono profonde discriminazioni che le portano a percepire famiglia e lavoro come due ambiti separati e inconciliabili, "se scegli uno rinunci all’altro".

Come scrive L. F.: “Sarebbe bello poter dire a mia figlia che una donna non deve rinunciare alla propria carriera per realizzare il desiderio di avere un/a figlio/a e viceversa...purtroppo dovrò insegnarle che una donna, a parità di capacità con un uomo, verrà sempre discriminata nel momento in cui "si ferma" per una gravidanza.”

In Italia c’è ancora molta strada da fare per far sì che le donne, ma anche i padri, possano iniziare il progetto di una famiglia senza dover rinunciare a nulla e sentendosi tutelati e rispettati pienamente.

Per approfondire il tema maternità e lavoro leggi la decima edizione del nostro rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2025, che raccoglie importanti dati, e traccia un bilancio aggiornato delle molte sfide che le donne in Italia devono affrontare quando diventano mamme. 


Gli articoli su diritti e tutele dei genitori lavoratori


Per qualsiasi informazione aggiuntiva rifarsi al sito dell’INPS.
 

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