Maternità e lavoro: i diritti delle lavoratrici autonome e libere professioniste
In questo articolo conosciamo quali sono le tutele e i diritti per le mamme lavoratrici autonome o libere professioniste.
Anche per loro, come per le madri che hanno un lavoro subordinato, esistono normative che consentono una migliore gestione del lavoro e della famiglia.
DIRITTI E TUTELE PER LE MAMME LAVORATRICI AUTONOME
Vediamo, quindi, quali sono i diritti delle mamme lavoratrici autonome previsti dalla legge:
Congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS : le madri lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPS, ossia le collaboratrici coordinate, le professioniste senza albo e cassa previdenziale, le associate in partecipazione e le libere professioniste, hanno diritto a un congedo di maternità riconosciuto per i due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi. Come per le lavoratrici dipendenti, le lavoratrici autonome possono rinviare l’inizio del periodo di maternità al mese prima del parto (usufruendo quindi di 1 mese di congedo prima del parto e di 4 mesi dopo) o alla data effettiva del parto (usufruendo di tutti i cinque mesi di maternità dopo il parto). La lavoratrice autonoma non è tenuta a produrre all’INPS le certificazioni mediche previste dalla legge per fruire della flessibilità del congedo, tuttavia è tenuta a comunicarlo all’Inps. Per maggiori informazioni si veda il sito Inps, alla pagina dedicata.
Congedo di maternità per le lavoratrici autonome: ossia le artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, hanno diritto a un congedo di maternità riconosciuto per i due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi. Durante questo periodo si ha diritto a un’indennità economica. L’indennità di maternità è compatibile con l’attività lavorativa, pertanto non vi è l’obbligo di astenersi dal lavoro. Per maggiori informazioni si veda ilsito Inps, alla pagina dedicata.
Congedo di maternità per le libere professioniste con casse previdenziali di categoria (art 70 T.U.): le libere professioniste iscritte a una cassa di previdenza (es. avvocata, commercialista, ecc.) hanno diritto a un’indennità di maternità per i due mesi antecedenti alla data del parto e per i tre mesi successivi alla data effettiva dello stesso. Come per le lavoratrici autonome, è prevista la possibilità di chiedere la flessibilità. Le libere professioniste con Cassa possono svolgere attività lavorativa durante il periodo di maternità. L’indennità è corrisposta anche quando non si verifica un’effettiva astensione dal lavoro.
Congedo parentale: in sintesi è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro dei genitori, che per i lavoratori autonomi è di massimo 3 mesi ciascuno, da fruire entro il primo anno di vita del bambino (o dall'ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento). È prevista un’indennità economica per il periodo di astensione dal lavoro pari al 30% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge a seconda della categoria di appartenenza. L’aumento dell’indennità prevista nelle ultime leggi di bilancio per i lavoratori dipendenti non si applicano alle lavoratrici e ai lavoratori autonomi.
ESSERE MAMME LAVORATRICI AUTONOME IN ITALIA
Essere mamme lavoratrici in Italia è un percorso a ostacoli, che chiede alle donne di trovare continuamente un equilibrio tra l’impegno professionale e la cura dei figli, in mancanza di politiche famigliari di sostegno e a causa di una ancora diseguale distribuzione dei compiti famigliari e di cura tra genitori. Per le mamme lavoratrici autonome si aggiunge l’assenza di tutele paragonabili a quelle del lavoro dipendente.
Come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali, nonché sui nostri canali social, tante donne in Italia una volta rimaste incinta hanno subito discriminazioni sul lavoro, o fanno fatica insieme ai loro compagni a usufruire dei diritti e delle tutele previste una volta che si ha un figlio. Nel caso delle lavoratrici autonome o delle libere professioniste emergono ancor più forti le difficoltà.
B.T.O. ci scrive: “Ci sono categorie partita iva che nonostante anni di tasse non hanno diritto alla maternità…costrette a lavorare fino al giorno prima del parto e a un mese si rientra con figlio a seguito…benvenuti in Italia”.
Per approfondire il tema maternità e lavoro leggi la decima edizione del nostro rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2025”, che raccoglie importanti dati, e traccia un bilancio aggiornato delle molte sfide che le donne in Italia devono affrontare quando diventano mamme.
Gli articoli su diritti e tutele dei genitori lavoratori
Per qualsiasi informazione aggiuntiva rifarsi al sito dell’INPS.