Maternità e lavoro: i diritti delle lavoratrici part time

In questo articolo capiamo quali sono le tutele e i diritti per le mamme lavoratrici part time. Sempre più donne si trasformano in mamme equilibriste nel tentativo di conciliare famiglia e lavoro. La legislazione prevede alcuni strumenti a supporto dei neogenitori, e in particolare delle mamme, e dei figli.

DIRITTI E TUTELE PER MAMME LAVORATRICI PART TIME

Le lavoratrici part-time godono delle medesime tutele delle lavoratrici a tempo pieno, con la specifica che il trattamento economico sarà proporzionato all’entità della prestazione lavorativa. Di seguito i diritti e le tutele della normativa vigente per mamme lavoratrici part time:

  • Sicurezza e salute della madre lavoratrice: nel momento in cui una lavoratrice informa il proprio datore di lavoro di essere in stato di gravidanza, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza della lavoratrice e del nascituro, affinché nessun pericolo possa mettere a rischio la sua salute  e quella del suo bambino. Le tutele si applicano in particolare in caso di lavori pericolosi, faticosi e insalubri, ma anche per orari di lavoro notturni (per un elenco esaustivo dei lavori a rischio vietati per tutto il periodo della gestazione e, in specifici casi, fino a 7 mesi dopo il parto si veda l’art. 7 D. Lgs. 151/01). L’attuazione delle tutele avviene tramite la modifica temporanea delle condizioni di lavoro o dell’orario di lavoro. Se questo non è possibile (per motivi organizzativi o produttivi), il datore di lavoro deve spostare temporaneamente la lavoratrice ad altre mansioni mantenendo lo stesso trattamento economico. L’inosservanza di queste tutele da parte del datore è punibile con l’arresto fino a 6 mesi.

  • Congedo di maternità: il congedo di maternità è un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto durante la gravidanza e il puerperio per un totale di 5 mesi, con possibilità di scelta di astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi dopo il parto, oppure astenersi nel mese precedente al parto e nei 4 mesi successivi, o lavorare fino al parto e fruire del congedo nei 5 mesi successivi, qualora il medico specialista e il medico competente sulla salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non danneggi la salute della madre e del nascituro (ddl 1334 Legge di Bilancio 2019). 

  • Indennità: è il sostegno economico erogato dall’INPS alle lavoratrici dipendenti per il periodo del congedo di maternità, è prevista un’indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione (ultima retribuzione percepita) per l'intero tutto il periodo del congedo di maternità stesso.

Le mamme lavoratrici part time, al pari delle lavoratrici a tempo pieno, possono usufruire di ulteriori tutele:

  • Congedo parentale: è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che  di cui i  genitori possono usufruire per un periodo massimo complessivo di 10 mesi, elevabili a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro almeno tre mesi continuativi o frazionati. Questo congedo può essere usato fino ai 12 anni di vita del/la bambino/a. Ciascun genitore può astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi (ma in totale i mesi devono essere sempre 10 - o 11 se si verificano le condizioni di cui sopra). Per il padre lavoratore dipendente, i mesi possono diventare 7 se si  astiene dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi. Le ultime Leggi di Bilancio hanno via via introdotto alcuni elementi migliorativi per i congedi parentali. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto ulteriori novità per i congedi  parentali, ne parliamo nell'articolo Sostegno alla genitorialità: le principali novità politiche.

  • Permessi di riposo: per le mamme lavoratrici dipendenti part-time sono previsti dei periodi di riposo per l’allattamento, per un totale di due ore al giorno se impegnata per più di 6 ore, di un’ora se impegnata per meno di 6 ore al giorno. La lavoratrice part-time ha anche diritto a due ore di riposo giornaliero retribuito in caso di handicap gravi del/la proprio/a figlio/a, fino al compimento del terzo anno d’età del figlio. 

  • Congedo per malattia del/la figlio/a: i genitori (alternativamente) hanno diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del figlio fino ai suoi 3 anni. Dai 3 agli 8 anni del figlio l’astensione è di massimo 5 giorni lavorativi all’anno, per ciascun genitore. Il congedo per malattia del figlio non è retribuito.

ESSERE MAMME LAVORATRICI IN ITALIA

L’Italia è un Paese che invecchia piuttosto che crescere, da tempo lo si sente ripetere. L'età media delle mamme alla nascita si è alzata nell'ultimo decennio. Il tasso di occupazione varia sensibilmente non soltanto in base al genere, ma anche rispetto al fatto di essere o meno madri oltre che in base al numero di figli. Queste sono alcune delle ragioni che incidono sul calo demografico e l'invecchiamento del nostro Paese.

Investire sul futuro significa garantire che i genitori, e in particolare le madri, siano sostenuti da adeguate politiche che favoriscono la genitorialità e bilanciamento tra lavoro e famiglia, a partire da forme di lavoro flessibile, congedi di paternità e parentali, e un'adeguata copertura dei servizi educativi per l'infanzia. 

Per approfondire il tema maternità e lavoro leggi la decima edizione del nostro rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2025, che raccoglie importanti dati, e traccia un bilancio aggiornato delle molte sfide che le donne in Italia devono affrontare quando diventano mamme. 

Gli articoli sui diritti e le tutele dei genitori lavoratori

Per qualsiasi informazione aggiuntiva rifarsi al sito dell’INPS.

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