Maternità e lavoro: I diritti delle lavoratrici part time

Mamme e lavoro in Italia

Tempo di lettura stimanto: 4 minuti 27 secondi

Da molto tempo si sente ripetere che l’Italia è un paese che invecchia piuttosto che crescere. L'età media delle mamme alla nascita si è alzata nell'ultimo decennio. Il tasso di occupazione in Italia varia sensibilmente non soltanto in base al genere, ma anche rispetto al fatto di essere o meno genitori e al numero di figli. 


Queste sono alcune delle ragioni che incidono sull'invecchiare del nostro Paese. 


Essere mamma infatti significa riuscire a conciliare la vita lavorativa con quella famigliare con tutte le sfide che questa società impone. 
Investire sul futuro significa garantire che i genitori, e in particolare le madri, siano sostenuti da adeguate politiche che favoriscono la genitorialità e la conciliazione tra vita privata e professionale, a partire da forme di lavoro flessibile, congedi parentali e di paternità e una adeguata copertura dei servizi educativi per l'infanzia.


Come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali, nonché sui nostri canali social, molte donne in Italia una volta rimaste incinta hanno subito discriminazioni sul lavoro, oppure fanno fatica insieme ai loro compagni a usufruire dei diritti e delle tutele previste una volta che si ha un figlio.


V.F. ci scrive: I miei orari vanno dalle 5 alle 22...ho chiesto un part-ime che puntualmente non viene rispettato...l'anno prossimo lo mando al nido...600 € su 1100 Di stipendio...che guardando bene tra benzina e sbattimenti mi conviene maternità facoltativa al 30%...sono senza parole…dal momento in cui divento madre…a livello lavorativo diventi un problema...ma solo in Italia...

Tuttavia la normativa prevede degli strumenti in supporto ai neogenitori, ma quali sono?


Congedo di maternità, indennità, congedo parentale etc. ma come funzionano?


In questo terzo articolo riportiamo una breve sintesi dei diritti e delle tutele per le lavoratrici part-time nel quale potete trovare in fondo una scheda più approfondita che spiega ogni punto qui esposto. Nella scheda di approfondimento troverete in maniera dettagliata i diritti e le tutele ma anche le modalità di richiesta dei congedi, i documenti necessari da presentare etc.


Nei prossimi giorni analizzeremo diritti e tutele per tutte le altre forme contrattuali attraverso altri articoli della serie Le Equilibriste “maternità e lavoro”.


Dunque, la legislazione, per favorire la conciliazione vita e lavoro per i neogenitori, e in particolare per le mamme, prevede degli strumenti a supporto loro e dei propri figli.


Di seguito una breve introduzione dei diritti e delle tutele esistenti:

  • Sicurezza e salute della madre lavoratrice: il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare i divieti imposti alla madre lavoratrice che le permettono di continuare a svolgere la sua mansione senza mettere a rischio la salute propria e del suo bambino. Le tutele si applicano in caso di lavori pericolosi e di fatica, ma anche per orari di lavoro notturni. L’attuazione delle tutele avviene tramite la modifica delle mansioni ed eventuale spostamento. L’inosservanza di queste tutele da parte del datore è punibile con l’arresto fino a 6 mesi. 
  • Congedo di maternità: il congedo di maternità è un periodo, flessibile, di astensione obbligatoria dal lavoro per un totale di 5 mesi. I due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi dopo il parto. Un mese precedente al parto e 4 mesi successivi, previo parere medico preventivo. 5 mesi successivi al parto, qualora il medico specialista e il medico competente sulla salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante (ddl 1334 Legge di Bilancio 2019). Nella scheda di approfondimento è spiegata la modalità di richiesta del congedo presso l’INPS. Nella scheda di approfondimento è spiegata la modalità di richiesta del congedo presso l’INPS.
  • Indennità: per il periodo del congedo di maternità è prevista un’indennità giornaliera pari all’80% il trattamento economico è riproporzionato in ragione dell’entità della prestazione lavorativa. Nella scheda di approfondimento modalità e tempistiche.
  • Congedo parentale: in sintesi è l’astensione facoltativa dei genitori per un periodo di massimo 10 mesi nei primi 12 anni di vita del bambino. Il congedo parentale può essere richiesto dalla madre e dal padre lavoratore per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi. Può essere richiesto per la sua intera durata, in maniera frazionata o a ore. Vedi scheda per modalità di richiesta e specifiche.
  • Permessi di riposo: per le mamme lavoratrici dipendenti sono previsti dei periodi di riposo per l’allattamento e in caso di handicap gravi del proprio figlio. 
  • Congedo per malattia del figlio: i genitori (alternativamente) hanno diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del figlio fino ai suoi 3 anni. Dai 3 agli 8 anni del figlio l’astensione è di massimo 5 giorni l’anno. Il congedo per malattia del figlio non è retribuito.
  • In questo ultimo punto citiamo altre forme di supporto economico di cui hanno diritto i genitori, che approfondiremo nella scheda in fondo, tra questi: gli assegni di maternità del Comune e dello Stato e il concorso dello Stato per oneri contributivi.

Scheda di approfondimento dei diritti e delle tutele della madri lavoratrici dipendenti. 

Tutte le schede


Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.