La maturità ai tempi del coronavirus: le sfide degli studenti

gambe di una studentessa che tiene in mano uno zaino nero. Sullo sfondo muro di mattoncini

Svolgere la maturità in tempo di coronavirus non è un’esperienza facile. Questo esame segna la fine di una fase importante della vita di tantissimi studenti e certamente non è così che avevano immaginato di affrontarlo.

Maturità 2020 tra timori e incertezze


Mercoledì 17 giugno tornerà a suonare la campanella per gli alunni che quest’anno svolgeranno l’esame di stato. Ragazze e ragazzi siederanno tra i banchi di scuola dopo tre mesi di didattica a distanza e, viste le tante novità dall’emergenza coronavirus, questa maturità sarà diversa da quella di tutti gli altri anni.

La pandemia ha sconvolto ogni aspetto della nostra vita e la scuola ha pagato uno dei prezzi più alti in questi mesi. Molti maturandi sono ancora confusi e spaventati, vengono da mesi di didattica a distanza e sostenere questa prova serenamente non sarà facile.

Quali sono i timori e le incertezze dei ragazzi che si stanno preparando a questa prova? Lo abbiamo chiesto ad alcuni degli studenti che fanno parte del progetto Futuro Prossimo, sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Maturità e coronavirus, la parola agli studenti


Esame di maturità in tempo di coronavirus, un’altra avventura in tempi di incertezza, in un anno così strano, così difficile, un anno di tanti cambiamenti e nuove abitudini per la vita di noi studenti, ma soprattutto di noi diplomandi

Affrontare un esame in questo momento sembra incredibile. Tante sono le domande, come si svolgerà? Sarà più difficile o sarà più facile? Sarà solo un passaggio simbolico? O sarà un vero e proprio esame? 

Ad oggi grazie a qualche spiegazione ricevuta il tutto sembra prendere un risvolto serio e a tratti complicato da capire, quello che è certo è che è stata scelta la modalità in presenza, con distanze di sicurezza e mascherina, con il maturando al centro dell’aula davanti a una commissione interna (almeno questo, unica nota positiva). 

E allora mi chiedo se, viste le tante incertezze e difficoltà di questo periodo non sarebbe stato meglio farlo online. 

Purtroppo tanti sono i dubbi e le preoccupazioni che ancora affollano la mia testa! E quindi non mi resta che sperare, studiare e sperare”. 

(Maturanda di Chiaiano, Napoli)

“Nel corso dell’anno le incertezze erano molte su come si sarebbe svolto l’esame di maturità e fino all’ultimo non sapevamo bene cosa ci avrebbe aspettato. 
Solo pochi giorni fa abbiamo avuto le indicazioni finali. 
Io aprirò una busta come negli anni scorsi, estrarrò un argomento e da quello dovrò partire. Questa parte mi preoccupa molto.
Ma anche le altre quattro fasi del colloquio orale non sono da meno: presentazione di alternanza scuola lavoro, un elaborato della materia d’indirizzo, cittadinanza e costituzione e discussione di un testo di italiano. 

Siamo tutti in alto mare, i professori si stanno impegnando, stanno cercando di venirci incontro ma siamo tutti con l’acqua alla gola”. 

(Maturando di Sassari)

Ripartire dagli studenti

Questi mesi di didattica a distanza e isolamento hanno avuto conseguenze significative sugli studenti, con un impatto notevole sulla loro motivazione, motore dell’apprendimento, e sulle loro competenze non cognitive come fiducia, sicurezza e capacità di relazionarsi.

Sono state tante le difficoltà incontrate nello spostare online le lezioni, sia per una carenza di competenze digitali sia per il mancato accesso ai device da parte degli alunni più vulnerabili.

Questo periodo di crisi e emergenza ha sollevato tante problematiche, ma tutto questo può diventare un’opportunità. Può essere l’occasione per rimettere al centro la scuola e gli studenti, ascoltare la loro voce e fare tesoro delle difficoltà riscontrate. Ora è importante lavorare per recuperare e fare in modo che in futuro non si ripresentino gli stessi problemi.

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