Per milioni di bambini mancano le vaccinazioni salvavita

Un operatore save the children con indosso camice e mascherina vaccina un neonato in braccio a sua madre anche lei con maschrina

Tutti gli occhi sono puntati al vaccino anti-Covid, ma per milioni di bambini mancano anche le vaccinazioni di base. Intrappolati in zone di guerra non possono accedere alle vaccinazioni salvavita per malattie come morbillo, poliomielite, colera, polmonite, febbre gialla e difterite.

A causa del Coronavirus sono stati sospesi i programmi di immunizzazione in più di 60 Paesi e 80 milioni di bambini di età inferiore a un anno potrebbero contrarre gravi malattie prevenibili con le terapie vaccinali. Solo in quattro mesi fino ad agosto, 50 milioni di bambini hanno perso le vaccinazioni contro la poliomielite.

“Not immune: children in conflict”


Nel nostro nuovo rapporto “Not immune: children in conflict”, i riflettori fanno luce sull'impatto straziante della guerra sull'immunizzazione dei bambini negli ultimi dieci anni.

In questo report si descrive nel dettaglio come alcune epidemie mortali di malattie che si sono diffuse negli ultimi 10 anni, avrebbero potuto essere prevenute con immunizzazioni su larga scala (tra queste, quella di poliomelite che nel 2016 ha colpito la Nigeria nordorientale controllata da Boko-Haram e un anno dopo la Siria).

Negli ultimi dieci anni si sono verificate su larga scala gravi epidemie di colera in Paesi colpiti da conflitti, tra cui Iraq, Somalia, Sud Sudan e Yemen. Solo in Yemen ci sono stati più di un milione di casi di colera e 2.500 decessi tra il 2016 e il 2018.

I tassi di vaccinazione


Due terzi dei bambini non immunizzati nel mondo vivono in Paesi in guerra e ogni anno altri milioni di bambini perdono vaccinazioni vitali. Morbillo, poliomielite, colera, polmonite, febbre gialla e difterite, per le quali esistono vaccini sicuri ed efficaci, stanno colpendo i bambini in aree di conflitto perché i continui combattimenti minano gli sforzi per vaccinarli.
 
Secondo il nuovo rapporto, i conflitti lunghi e duraturi stanno frenando i progressi conquistati a fatica nella vaccinazione contro le malattie mortali. I tassi di vaccinazione sono precipitati in molti Paesi colpiti dalla guerra. In Siria, ad esempio, i livelli di immunizzazione per difterite, tetano e pertosse erano superiori all'80% prima della guerra, ma sono scesi al 47% due anni fa. 
Anche il timore di contrarre il Covid impedisce alle famiglie di accedere alle vaccinazioni, una aspetto particolarmente preoccupante tra le popolazioni più vulnerabili come i rifugiati.

Le nostre richieste


È necessario intervenire subito con azioni mirate.

  • Bisogna subito garantire il finanziamento al GAVI, l'alleanza globale per i vaccini, e al COVAX, la struttura globale per l'equa distribuzione di eventuali vaccini per il COVID-19 in tutto il mondo
  • Nonostante le ripetute richieste di un cessate il fuoco globale, i combattimenti continuano. I leader mondiali devono spingere per un cessate il fuoco globale, condizione indispensabile per raggiungere i bambini più vulnerabili.
  • Servono sforzi globali di vaccinazione per cercare di raggiungere i bambini colpiti dai conflitti, compresi i minori rifugiati e sfollati interni. 
  • Chiediamo inoltre che venga fornito un maggiore sostegno ai Paesi colpiti dai conflitti per aumentare la copertura immunitaria, anche attraverso vaccinazioni di "recupero" e con un focus sui bambini con i livelli di immunizzazione più bassi.


Per approfondire leggi il comunicato stampa.
 

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