Siria, aumentano i casi di coronavirus

Bambina siriana di profilo vera il sapone sulle mani prima di lavarle al lavandino di fronte a lei.

Pandemia di Covid-19 fuori controllo in Siria. Mancano posti letto negli ospedali, tamponi, acqua e ossigeno e il nord-ovest del Paese risulta particolarmente colpito.

L’impatto del covid-19 sui bambini


L’impatto del Coronavirus sta aggravando le condizioni di vita dei bambini già di per sé messe a dura prova dal conflitto, dalla fame e dalla fuga dalle loro abitazioni. I loro genitori si ammalano di Covid o hanno perso ogni mezzo di sussistenza e spesso gli stessi minori sono costretti ad abbandonare la scuola.

Il numero di casi


In tutto il Paese, il numero di casi confermati ha superato la soglia dei 40 mila, con 1.355 morti registrate. Più della metà dei casi, 20.338, si trovano nella sola Siria nordoccidentale e 8.100 nel nord-est. È probabile però che i numeri siano in realtà sottostimati, perché il Paese non dispone di test sufficienti.

Nel nord-ovest, il numero di persone positive è quadruplicato negli utlimi due mesi. Nonostante questi numeri, da marzo nella regione sono arrivati solo quattro respiratori aggiuntivi e 64 letti in terapia intensiva in più, portando così il totale a 157 respiratori e 212 letti. In quest'area del Paese, un blocco parziale annunciato a novembre è stato prorogato per altri 15 giorni mentre il virus continua a diffondersi nella regione.

Siria, cessate il fuoco


Chiediamo a tutte le parti in conflitto di provvedere al cessate il fuoco per concedere ai bambini e alle loro famiglie una tregua dalle violenze per trovare possibilità di proteggersi dalla diffusione del COVID-19.

Chiediamo inoltre ai donatori di aumentare i finanziamenti in favore delle famiglie più vulnerabili nel nord-ovest della Siria per consentire ai bambini un ritorno sicuro all'istruzione, in un'area che da un decennio non conosce altro che conflitti e distruzioni e in cui il Covid-19 ha aggravato ulteriormente la situazione.

Per approfondire leggi il comunicato stampa.

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche