Somalia: la quarta stagione di siccità

bambino sulla riva di un fiume secco

La crisi climatica incombe senza sosta in Somalia. La mancanza di piogge sta peggiorando le condizioni di vita di intere comunità, intaccando la loro sicurezza alimentare ed economica, costringendo più di mezzo milione di persone ad abbandonare le proprie case, in cerca di cibo e acqua per sopravvivere.

Come conseguenza, negli ultimi 4 mesi, si è visto aumentare il numero dei nuovi arrivi nei campi di Hargeisa, dalle regioni colpite maggiormente dalla siccità

Le minacce della carestia

Ciò che la popolazione somala teme di più, è sicuramente il ripresentarsi della carestia avvenuta nel 2011, che ha ucciso oltre 250.000 persone, metà delle quali erano bambini sotto i cinque anni. Inoltre, gli esperti avvertono che c'è il rischio reale che anche la prossima stagione delle piogge, generalmente prevista tra ottobre e dicembre, non arrivi, aggravando ulteriormente la già difficile emergenza umanitaria.

La prolungata siccità, l'inadeguatezza dei finanziamenti umanitari, le catene di approvvigionamento interrotte a livello globale, i prezzi dei prodotti alimentari saliti alle stelle a causa del conflitto in Ucraina. Il concatenarsi di questi eventi, sta producendo conseguenze devastanti per molte persone, ed è necessario un aumento urgente e tempestivo dell'assistenza umanitaria per evitare la morte e la devastazione delle famiglie in tutta la Somalia. Al momento sono 6 milioni le persone che soffrono la fame estrema e oltre 81.000 vivono in condizioni simili alla carestia.

“Il tasso di malnutrizione tra le bambine e i bambini è in costante aumento e le Nazioni Unite hanno avvertito che 350.000 bambini potrebbero morire entro l'estate se non interveniamo, ma la finestra di opportunità per agire e scongiurare una catastrofe si riduce ogni giorno che passa”, ha dichiarato Mohamud Mohamed, Direttore di Save the Children in Somalia. “Chiediamo ai governi e alla comunità internazionale di prendere la decisione giusta e di prevenire la sofferenza di milioni di persone e la possibile morte di migliaia di loro a causa della fame che deriva dalla crisi climatica. È necessario dare priorità a una risposta localizzata che miri a salvare vite e mezzi di sussistenza, sostenendo la produzione alimentare locale, proteggendo i più poveri e rendendo il cibo accessibile".

Le preoccupazioni delle madri somale

I periodi di siccità precedenti hanno messo a dura prova la capacità di sopportazione della gente. Molte madri temono per la vita delle loro figlie e dei loro figli, non essendo in grado di nutrirli correttamente per il loro fabbisogno. 

Il nostro staff dal campo, in supporto alle famiglie colpite dall’emergenza in Somalia, ha raccolto alcune testimonianze in merito ai timori che crescono ogni giorno di più in cui le piogge non si manifestano. Come la storia di Suad*, una donna di 55 anni, che vive in un campo nella regione di Sanaag, arrivata quattro settimane fa con i suoi sette figli e la madre disabile, dopo che la siccità ha ucciso il suo bestiame. La donna ci ha raccontato che prima della siccità del 2017 possedeva 400 mucche e capre, successivamente al devastante periodo di aridità, gliene rimasero solo due, recuperandone altre con il tempo. Adesso, la siccità non le ha lasciato quasi nulla e questa volta teme di non essere in grado di salvare ciò che resta.

"La siccità ha portato con sé la disperazione. Non so cosa ne sarà di noi. Non riesco a sfamare la mia famiglia, mi sento impotente. Come si fa a garantire il cibo ai propri figli se si è perso il proprio mezzo di sostentamento? È un momento molto difficile, siamo tutti in movimento alla ricerca di una vita migliore", ha commentato Suad. 

Cosa stiamo facendo

In Somalia, stiamo lavorando per aiutare le comunità colpite dalla siccità a far fronte agli effetti umanitari immediati. Stiamo fornendo forniture d'acqua d'emergenza, curando i bambini malnutriti, sostenendo i sistemi educativi, in modo che i minori sfollati a causa della siccità non debbano rinunciare all’istruzione, gestendo strutture sanitarie e fornendo denaro e sostegno ai mezzi di sussistenza ai più vulnerabili.  

Per approfondire leggi il comunicato stampa.
 

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