Terremoto in Venezuela: a rischio la salute di donne in gravidanza e neonati
Miguel Vera/ Save the Children
A un mese dai due forti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, migliaia di donne in gravidanza, neomamme e neonati continuano a vivere in condizioni estremamente difficili. Le scosse hanno distrutto o danneggiato strutture sanitarie, costretto circa 21.000 persone a lasciare le proprie case e compromesso l'accesso ai servizi essenziali.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, tra le persone colpite dai terremoti ci sono circa 36.700 donne in gravidanza e 4.000 partoriranno nel prossimo mese, pari a circa 130 nascite ogni giorno.
Terremoto in Venezuela: a rischio la salute di donne in gravidanza, neonati e bambini
I due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno devastato il Venezuela, causando oltre 5.000 vittime e danni a decine di strutture sanitarie. Tra le persone decedute, secondo quanto riferito ai nostri operatori, vi erano anche ginecologi, ostetrici e pediatri, lasciando molte famiglie senza punti di riferimento per le cure e per la salute delle madri e dei bambini.
Nello Stato di La Guaira, l'area maggiormente colpita, il principale ospedale pediatrico rimane chiuso. Sebbene siano ancora disponibili le cure di base, i casi più complessi devono essere trasferiti nella capitale Caracas.
Molte donne in gravidanza, neomamme e caregiver hanno perso la propria abitazione e vivono oggi in rifugi temporanei, dove l'accesso all'assistenza prenatale, ad alimenti nutrienti, all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari resta limitato. A tutte queste difficoltà si aggiungono il trauma per la perdita di familiari e persone care e l'incertezza sul futuro.
Nel frattempo, molti neonati e bambini piccoli che vivono in tende impregnate d'acqua si stanno ammalando a causa dell'umidità o sono esposti al rischio di contrarre malattie trasmesse dalle zanzare durante la stagione delle piogge, come la dengue. Nei rifugi temporanei, molte madri segnalano inoltre gravi difficoltà nel reperire pannolini e altri beni essenziali per i propri figli.
“Ogni giorno in Venezuela circa 130 bambini nascono da madri la cui vita è stata completamente stravolta dal terremoto e che stanno affrontando altissimi livelli di stress. Molte stanno dando alla luce i propri figli tra incertezza, sfollamenti e servizi sanitari gravemente compromessi. Riceviamo segnalazioni allarmanti di neonati che si ammalano nei campi dove le famiglie dormono su materassi umidi, esposti alla pioggia e in condizioni igienico-sanitarie precarie. Allo stesso tempo, molte donne stanno affrontando il dolore per la perdita dei propri cari, il trauma vissuto e la preoccupazione di non sapere più dove ricevere assistenza sanitaria dopo aver perso ginecologi, ostetrici e pediatri di fiducia” ha dichiarato Fatima Andraca, Direttrice di Save the Children in Venezuela.
le conseguenze del terremoto sulla salute materna e neonatale
Le ricerche dimostrano che elevati livelli di stress e ansia durante la gravidanza possono influire sullo sviluppo cerebrale e sul sistema immunitario del bambino, aumentando il rischio di parto prematuro o aborto spontaneo. I bambini esposti a elevati livelli di stress materno durante la gestazione possono manifestare già nei primi tre mesi di vita maggiori livelli di paura, tristezza e disagio rispetto ai neonati le cui madri hanno vissuto gravidanze con minori livelli di ansia. Anche il limitato accesso a cibo nutriente, la distribuzione indiscriminata di latte artificiale per neonati e la riduzione dell'assistenza prenatale aumentano il rischio di basso peso alla nascita, malnutrizione infantile e parto pretermine.
Yohana, 23 anni, è incinta del suo primo figlio. Si trovava da sola nella sua abitazione, in una delle aree più colpite di La Guaira, quando il terremoto ha provocato il crollo dell'edificio. Avendo una forte dipendenza dagli occhiali per vedere, è riuscita a recuperarli soltanto dopo essersi messa in salvo, vivendo momenti di grande paura.
“Sono uscita a piedi nudi, con addosso solo i vestiti che avevo in casa. Ho perso gli occhiali... non riuscivo a vedere, o vedevo molto poco. Quando tutta la casa è crollata ho avuto paura. In quel momento non sentivo di essermi fatta male alla pancia, ma nel caos non sapevo se mi fossi ferita oppure no. Sinceramente, pensavo solo a salvarmi la vita” ci ha raccontato.
Successivamente Yohana è stata visitata presso una clinica mobile gestita dal nostro partner Paluz a La Guaira.
Anche Yennifer, 23 anni, che allatta la figlia Carmen di quattro mesi, racconta le difficoltà affrontate dopo il terremoto. Tra le vittime del sisma c'era anche il pediatra della sua bambina. "Non riuscivo a mangiare e avevo fortissimi mal di testa. Non riuscivo a dormire perché avevo la sensazione che tutto continuasse a tremare. È stato molto difficile e ogni minimo movimento mi metteva in allerta, facendomi sentire costantemente in ansia. Da quando il pediatra di Carmen è morto, questa è la mia preoccupazione più grande: come farò a trovare qualcuno che possa curarla? Non abbiamo nemmeno i soldi. Mi sembra tutto insostenibile e non riesco a riposare".
La nostra risposta
Operiamo in Venezuela dal 2019, e con il progressivo aggravarsi della crisi umanitaria nel Paese abbiamo ampliato la nostra risposta. A seguito dei terremoti lavoriamo insieme alle autorità e ai partner locali, fornendo assistenza sanitaria di base attraverso cliniche mobili e distribuendo kit per l'igiene, acqua potabile e beni essenziali. Sosteniamo inoltre genitori e caregiver nell'accesso ai servizi per i neonati sotto i sei mesi, particolarmente vulnerabili dal punto di vista nutrizionale, attraverso valutazioni dello stato nutrizionale, consulenza sull'allattamento e supporto alla salute mentale dei caregiver. Stiamo inoltre valutando ulteriori interventi per rafforzare i servizi di assistenza materna e pediatrica in coordinamento con le autorità sanitarie nazionali.
La gravidanza e la cura di un neonato rappresentano una sfida in qualsiasi circostanza. Nessuna madre dovrebbe essere costretta ad affrontarle vivendo in una tenda, mentre piange i propri cari e teme di non poter garantire al proprio figlio le cure di cui ha bisogno. Nella risposta umanitaria e nella fase di ripresa in Venezuela, è indispensabile dare priorità alle donne in gravidanza, alle neomamme, alle donne in allattamento e ai loro bambini attraverso un coordinamento urgente, finanziamenti adeguati e interventi mirati.
Chiediamo ai governi, ai donatori internazionali e ai partner umanitari di garantire un accesso continuativo all'assistenza prenatale, al parto e alle cure postnatali di qualità, a servizi specializzati per l'alimentazione dei neonati e dei bambini piccoli, ad alimenti nutrienti, ad alloggi sicuri, ad acqua potabile, a servizi igienico-sanitari e ai beni essenziali per i neonati, sia nell'immediato sia nei prossimi mesi.
Aiutaci ad intervenire in Venezuela:
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