Gaza: oltre 74.000 bambini a rischio malnutrizione acuta entro il 2027
Save the Children
Oltre 74.000 bambini sotto i cinque anni nella Striscia di Gaza rischiano di soffrire di malnutrizione acuta entro aprile 2027. È quanto emerge dalle nuove stime dell'Integrated Food Security Phase Classification (IPC), che confermano come la crisi nell’area continui a essere drammatica e come ancora una volta siano le bambine e i bambini a pagarne il prezzo più alto. La situazione resta estremamente fragile e potrebbe peggiorare rapidamente se non verrà garantito un accesso umanitario sicuro, continuo e senza interruzioni.
Gaza: oltre 74.000 bambini rischiano la malnutrizione acuta
Le nuove analisi dell'IPC, il principale sistema globale di monitoraggio della fame, stimano che entro aprile 2027 oltre 74.000 bambini sotto i cinque anni nella Striscia di Gaza soffriranno di malnutrizione acuta.
Si tratta di un dato inferiore rispetto alle stime pubblicate nel dicembre 2025, che prevedevano circa 101.000 bambini colpiti da malnutrizione acuta tra ottobre 2025 e ottobre 2026. Anche il numero dei casi di malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa e letale della denutrizione infantile che richiede cure immediate, risulta ridimensionato: le nuove previsioni indicano oltre 11.000 bambini entro aprile 2027, rispetto ai circa 31.000 casi, stimati entro ottobre di quest'anno.
Nonostante questo miglioramento, i numeri rimangono allarmanti e confermano quanto la situazione continui a essere critica per l'infanzia. Senza la distribuzione degli aiuti alimentari, infatti, circa il 90% della popolazione di Gaza, pari a 1,9 milioni di persone, rischierebbe di affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta entro dicembre 2026.
Aiuti umanitari insufficienti: la crisi resta gravissima
Secondo l'IPC, il lieve miglioramento degli indicatori nutrizionali è dovuto principalmente all'aumento degli aiuti umanitari entrati nella Striscia di Gaza dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre. Tuttavia, dall'inizio di febbraio 2026, l'ingresso degli aiuti è progressivamente diminuito, con una significativa riduzione sia della distribuzione di alimenti nutrienti sia dei programmi di supporto nutrizionale.
I nostri operatori sul campo riferiscono che, sebbene i mercati siano nuovamente riforniti, gli scaffali sono spesso occupati da prodotti come patatine e cioccolato, venduti a prezzi elevati e con uno scarso valore nutrizionale. Per le famiglie più vulnerabili continua quindi a essere estremamente difficile acquistare alimenti sani e di qualità a prezzi accessibili.
L'IPC avverte inoltre che i recenti miglioramenti potrebbero essere rapidamente compromessi. Il sovraffollamento, il peggioramento delle condizioni sanitarie e il collasso dei sistemi idrici e igienico-sanitari continuano infatti ad alimentare un contesto altamente instabile, nel quale il rischio di un nuovo peggioramento della fame e della malnutrizione resta molto elevato.
"L'ultima analisi dell'IPC non deve essere interpretata come un segnale di ripresa per i bambini di Gaza. È piuttosto un monito: l'assistenza umanitaria ha contribuito a evitare una catastrofe ancora più grave, ma i progressi ottenuti restano estremamente fragili. Il consumo di cibo è ancora insufficiente, gli aiuti umanitari rappresentano l'unica ancora di salvezza per la maggior parte delle famiglie e qualsiasi interruzione dell'accesso umanitario rischia di cancellare i modesti risultati raggiunti", ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale.
Cosa serve
I bambini non possono continuare a subire le conseguenze dell'immobilismo politico. È necessario agire subito per evitare un ulteriore deterioramento della crisi umanitaria. Ogni ritardo nel garantire un accesso umanitario sicuro, continuativo e senza interruzioni, espone un numero crescente di bambini al rischio di fame, malnutrizione e malattie prevenibili.
“I governi devono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per ottenere un cessate il fuoco permanente, garantire un accesso umanitario sicuro, continuo e regolare, ripristinare i servizi essenziali e creare le condizioni affinché i bambini palestinesi possano non solo sopravvivere, ma anche riprendersi e costruire il proprio futuro", ha concluso Ahmad Alhendawi.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.