Emergenza in Medio Oriente
Oltre 100 milioni di bambini nei Paesi colpiti dalla crisi in Medio Oriente sono esposti a gravi rischi fisici e psicologici.
Siamo nel Territorio Palestinese Occupato dal 1963.
Nonostante le difficoltà operative, continuiamo a rispondere all’emergenza a Gaza attraverso una programmazione multisettoriale con un focus su Salute e Nutrizione, WASH, MPCA (MultiPurpose Cash Assistance) e Protezione (inclusa la salute mentale).
In Cisgiordania, portiamo avanti programmi di Education in Emergency con attività didattiche di sostegno e di recupero e di Child Protection in Emergency. Quest’ultimo intervento è volto a ridurre i rischi di violenza, inclusa la violenza di genere, l'abuso, lo sfruttamento e la negligenza nei confronti di ragazzi e ragazze. Ciò include bambini precedentemente detenuti in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
Precedentemente abbiamo lavorato per uno sviluppo a medio e lungo termine investendo nelle capacità di giovani e adolescenti con un focus su sostenibilità e attenzione all’ambiente, che speriamo di riprendere qualora il contesto lo consenta.
Nel Territorio Palestinese Occupato rispondiamo alla crisi umanitaria attraverso il fondo globale. Grazie al Fondo Globale abbiamo risorse immediatamente disponibili per rispondere a crisi umanitarie. Nei contesti di emergenza umanitaria, prima interveniamo, più vite possiamo salvare.
Il Fondo Globale ci consente di sostenere una risposta veloce ed efficace, garantendo cibo, acqua, kit igienici, cure mediche, rifugi temporanei, supporto psicosociale e spazi sicuri dove bambine e bambini possono socializzare, giocare e affrontare il trauma subito. Ci aiuta anche a mettere in piedi attività di preparazione alle emergenze prevedibili o ricorrenti, e a mettere in moto azioni di mitigazione degli effetti di queste emergenze sulle popolazioni.
Oltre 100 milioni di bambini nei Paesi colpiti dalla crisi in Medio Oriente sono esposti a gravi rischi fisici e psicologici.
È in corso una delle peggiori crisi umanitarie del nostro tempo. e i bambini stanno pagando il prezzo più alto per questa guerra.
A 1000 giorni dall'inizio della guerra a Gaza, migliaia di bambini vivono tra sfollamenti, malnutrizione e interruzione dell'istruzione. Le loro testimonianze raccontano una crisi che continua a negare diritti e futuro all'infanzia, ma loro non perdono la speranza.
Sette minori palestinesi sono stati uccisi a Gaza e in Cisgiordania nella settimana successiva alla pubblicazione del rapporto della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite. È necessario un intervento urgente della comunità internazionale per proteggere i bambini palestinesi.
Il rapporto ONU conclude che le autorità israeliane avrebbero deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Serve la responsabilità internazionale e interventi urgenti per rafforzarne la protezione dei bambini.
La chiusura dei valichi di Kerem Shalom e Rafah blocca l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, mettendo a rischio l’accesso a cibo, acqua, cure mediche e servizi essenziali per oltre un milione di bambini e le loro famiglie.
A KhirbetUmm Al Khair, 55 bambini e bambine non possono andare a scuola da dieci giorni a causa di una recinzione eretta dai coloni israeliani. Studenti, famiglie e insegnanti protestano pacificamente con sit-in per riaprire l’accesso all’istruzione.