Cisgiordania: 55 minori senza scuola da 10 giorni
Da dieci giorni, almeno 55 bambini e bambine palestinesi sono privati del diritto all’istruzione a Khirbet Umm Al Khair, in Cisgiordania, dove una recinzione di filo spinato eretta dai coloni israeliani blocca l’accesso alla scuola. Studenti, insegnanti e famiglie portano avanti sit-in pacifici trasformando l’area in un’aula all’aperto. Denunciamo un contesto sempre più grave, in cui violenza, restrizioni e attacchi all’istruzione compromettono il futuro di migliaia di minori nel Territorio Palestinese Occupato.
Cisgiordania: 55 minori senza scuola da 10 giorni per una recinzione di filo spinato
Da dieci giorni, almeno 55 bambini e bambine palestinesi non possono raggiungere la propria scuola a Khirbet Umm Al Khair a causa di una recinzione di filo spinato eretta dai coloni israeliani. Studenti, studentesse, insegnanti e famiglie hanno risposto con sit-in quotidiani, chiedendo che la strada venga riaperta per gli studenti.
La situazione si inserisce in un contesto già estremamente critico: dopo oltre 40 giorni di chiusura delle scuole in tutta la Cisgiordania per l’escalation di violenza, molti studenti e studentesse avrebbero dovuto finalmente tornare in classe. Tuttavia, per i minori di Khirbet Umm Al Khair questo non è stato possibile. Alcuni bambini e bambine sono stati anche esposti a gas lacrimogeni durante le proteste.
Nel 2026, la condizione dell’infanzia in Cisgiordania è ulteriormente peggiorata a causa di:
- intensificazione delle operazioni militari
- aumento delle restrizioni
- crescita della violenza dei coloni
- molestie e aggressioni durante il tragitto verso la scuola
Secondo dati recenti, nel 2025 gli studenti e le studentesse in Cisgiordania hanno perso circa 195.000 minuti di lezione, equivalenti a oltre quattro mesi di apprendimento a causa degli attacchi mirati all'istruzione da parte dei coloni e dell'esercito israeliano.
“Eravamo entusiasti di andare a scuola, ma durante la notte i coloni sono arrivati e hanno bloccato la strada. Ora siamo intrappolati.”, ha raccontato Kareem*, studentessa di 10 anni che ha partecipato al sit-in.
Proteste per il diritto all’istruzione
La comunità locale continua a mobilitarsi per chiedere la riapertura della strada verso la scuola. Insegnanti e famiglie sottolineano come il blocco non rappresenti solo un ostacolo fisico, ma anche una forma di intimidazione.
“È una richiesta semplice e fondamentale: ogni bambino e adolescente ha diritto all'istruzione. Questi minori sono stati privati di quest’opportunità a causa della guerra”, ha dichiarato Yousef*, 30 anni, insegnante e partecipante al sit-in.
Negli ultimi giorni, la violenza ha colpito duramente anche altri minori: due bambini hanno perso la vita, uno dei quali all’interno della propria scuola. Nella Valle del Giordano, inoltre, una scuola che accoglieva circa 70 studenti e studentesse è stata demolita, aggravando ulteriormente una situazione già drammatica.
Il nostro appello
Chiediamo ai governi di esercitare pressione affinché:
- cessino le politiche e pratiche discriminatorie
- si ponga fine alla violenza dei coloni
- venga garantito accesso sicuro all’istruzione
- i responsabili siano chiamati a rispondere delle proprie azioni
"Nessun bambino dovrebbe vedersi negato il diritto all'istruzione, essere troppo spaventato per andare a scuola o dover affrontare violenze durante il tragitto” ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l'Europa orientale.
Continuiamo a operare in Cisgiordania per supportare bambini e bambine con materiali educativi, protezione e assistenza, perché crediamo che l’istruzione sia fondamentale per il loro futuro e per quello dell’intera società.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa
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