Rapporto INVALSI 2026: preoccupano le disuguaglianze socio-economiche

Lorenzo Pallini per Save the Children

Il Rapporto INVALSI 2026 misura le competenze di bambini, bambine e adolescenti della scuola primaria e secondaria di I e II grado in Italia.

I risultati di quest'anno evidenziano un calo della dispersione scolastica, ma confermano anche che le disuguaglianze socio-economiche continuano a incidere in modo significativo sugli apprendimenti e sui risultati scolastici. Nella scuola primaria, infatti, le competenze non hanno ancora recuperato i livelli pre-pandemia. Persistono inoltre ampi divari territoriali e forti disuguaglianze che penalizzano le opportunità di crescita e di apprendimento di bambini e bambine.

Rapporto INVALSI 2026: preoccupano le disuguaglianze socio-economiche

La dispersione implicita, indica il numero di studenti e studentesse che non hanno raggiunto competenze adeguate in matematica, italiano e inglese alla fine del percorso scolastico di 13 anni. 

La dispersione implicita scende di 2,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno, dall'8,7% al 6,3%. Restano però significative disuguaglianze territoriali, con valori che vanno dal 2,5% della Valle d'Aosta al 12,6% della Campania. Il fenomeno continua inoltre a interessare soprattutto i minori in condizione di fragilità socio-economica: riguarda il 7,3% di loro, contro il 3,7% di chi non vive questa condizione, con una differenza quasi doppia.

Al termine della scuola primaria poco più di 3 studenti/esse su 5 (il 63%) raggiungono il livello base di competenze in matematica, un valore inferiore di 9 punti percentuali rispetto al periodo pre-pandemia (72% nel 2019) e in calo di 3 punti percentuali rispetto al 66% nel 2025. Per quanto riguarda l’italiano, alla fine della primaria il 73% di bambine e bambini raggiunge il livello base di competenze, con valori ancora leggermente inferiori al pre-Covid (75% nel 2019). 

In entrambi i casi, le disuguaglianze socio-economiche incidono sui risultati: la provenienza da contesti socio-familiari più favorevoli determina infatti un vantaggio medio di 4,6 punti percentuali per le competenze in italiano e di 5punti percentuali per quelle in matematica.

Continuano i divari territoriali tra Nord e Sud

Nonostante una riduzione del gap nei risultati tra Nord e Sud del Paese, continuiamo a osservare differenze territoriali che emergono già dai primi anni di scuola, che penalizzano gli studenti e le studentesse delle aree più fragili

Per quanto riguarda la matematica, al termine della primaria, i risultati degli alunni e delle alunne delle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania e Puglia) sono inferiori di 2,8 punti percentuali, mentre quelli di Sud e Isole (Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna) risultano inferiori di 4,1 punti. 

Le differenze restano evidenti anche al termine della scuola secondaria di secondo grado. Solo in 5 regioni Lombardia, Province autonome di Trento e di Bolzano, Veneto e Friuli-Venezia Giulia – registrano una quota di studenti e studentesse che non raggiunge il livello base in matematica inferiore al 40%, mentre in Sardegna, ad esempio, questa quota supera il 60%.

Investire nella scuola per ridurre le disuguaglianze educative

Giorgia D’Errico, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Save the Children spiega “I dati Invalsi diffusi oggi mostrano ancora, nonostante il complessivo calo del dato sulla dispersione scolastica e dei divari territoriali, un impatto significativo delle disuguaglianze socio-economiche e territoriali sugli apprendimenti dei bambini e delle bambine. Le risorse investite negli ultimi anni per contrastare la dispersione scolastica sono state importanti e vanno nella giusta direzione. Ma non bastano. È urgente investire nella scuola in modo strutturale e continuativo, per garantire a tutte e tutti uguali opportunità educative e di crescita. La spesa per l’istruzione non può e non deve seguire lo stesso andamento del calo demografico, ma anzi il minor numero di studenti deve coincidere con un aumento dell’offerta educativa per loro: sono necessarie politiche stabili, risorse adeguate e certe, e un sostegno costante alle scuole, affinché ogni studente e ogni studentessa possa avere le stesse opportunità di crescita e di apprendimento indipendentemente dalle condizioni socio-economiche di partenza. A partire da un potenziamento della rete di asili nido e del tempo pieno alla scuola primaria in ogni territorio.”

Per contrastare le disuguaglianze educative è fondamentale rafforzare le alleanze educative territoriali, promuovendo una collaborazione stabile tra scuole, enti locali e Terzo settore. L'obiettivo è ampliare le opportunità educative, culturali e ricreative durante tutto l'anno, non solo nel periodo scolastico ma anche nei mesi estivi e nelle ore pomeridiane, con un'attenzione particolare ai bambini, alle bambine e agli adolescenti che vivono nelle aree più fragili del Paese.

In questa direzione abbiamo promosso una proposta di legge, presentata in audizione alla Commissione periferie e depositata alla Camera il 24 giugno 2026, che prevede l'istituzione di presìdi socio-educativi nelle aree più vulnerabili. Si tratta di spazi pubblici accessibili, sicuri e accoglienti, pensati per offrire supporto educativo e psicologico e per coinvolgere ragazze e ragazzi come protagonisti nella progettazione e nella realizzazione di attività culturali, sportive e ricreative. Per scoprire di più sulla nostra proposta, visita la pagina dedicata.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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