Una settimana dal terremoto in Venezuela: cresce il rischio sanitario

Edwin Corona Ramos / Save the Children

A una settimana dalle scosse di terremoto che hanno sconvolto il Venezuela, per migliaia di bambini l'emergenza è ancora in corso e ogni giorno porta con sé nuovi rischi. I bambini e le bambine, infatti, stanno affrontando rischi sanitari sempre maggiori. Molte famiglie che vivono in rifugi e insediamenti temporanei non hanno accesso ad acqua pulita e sicura, servizi igienico-sanitari e strutture per l’igiene personale.

Terremoto in Venezuela: una settimana dopo cresce l'emergenza sanitaria

Le vittime accertate finora in seguito ai due terremoti consecutivi di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno, sono più di 2.300. Oltre 850 gli edifici danneggiati, di cui quasi 200 sono stati completamente distrutti. Secondo le Nazioni Unite, dalla scossa iniziale sono state registrate oltre 600 scosse di assestamento, e a una settimana dal sisma molti bambini hanno ancora troppa paura per dormire al chiuso.

Il disastro arriva in un momento in cui il sistema sanitario venezuelano è già sotto pressione per rispondere a necessità mediche urgenti.

Le organizzazioni umanitarie stanno lavorando senza sosta per consegnare kit igienici e altri beni essenziali a Caracas e La Guaira, le due aree più duramente colpite dai terremoti. Le famiglie costrette a vivere all’aperto devono affrontare temperature elevate durante il giorno e forti piogge durante la notte, una situazione che aumenta il rischio di disidratazione, diarrea e malattie respiratorie.

Le conseguenze del terremoto sui bambini in Venezuela

L'impatto del terremoto va ben oltre i danni materiali e continua a segnare la vita dei bambini e delle loro famiglie. Secondo l’ONU, sono circa 680.000 i bambini colpiti dai terremoti. Per molti di loro la paura non è finita e il bisogno di protezione resta enorme.

“Molte persone hanno perso la propria casa. Molte hanno perso i propri familiari. È davvero devastante affrontare una situazione del genere e vedere così tanti bambini colpiti – ha dichiarato Paolina, operatrice di Save the Children in Venezuela - L’esperienza è stata traumatica per molti adulti e soprattutto per i bambini, molti dei quali ancora non comprendono cosa sia successo nel Paese”.

“I terremoti hanno già avuto conseguenze devastanti sui bambini – ha dichiarato Fatima Andraca, Direttrice di Save the Children in Venezuela - Ora la mancanza di alloggi adeguati, di acqua pulita e l’esposizione agli agenti atmosferici, comprese le forti piogge, stanno creando una seconda emergenza, esponendo le famiglie che dormono all’aperto o in insediamenti informali a nuovi rischi per la salute.

Gli ospedali hanno subito danni e sono sotto enorme pressione nel tentativo di curare le migliaia di persone ferite. Se le malattie o altri rischi sanitari dovessero aumentare, il sistema sanitario sarebbe sottoposto a uno stress ancora maggiore. Le famiglie hanno urgentemente bisogno di accesso ad acqua potabile sicura, ripari adeguati e assistenza medica mobile in caso di malattia”.

Il nostro impegno

Siamo presenti sul campo in Venezuela e collaboriamo con le autorità e i partner locali per rispondere all’emergenza. I sopravvissuti necessitano con urgenza di assistenza sanitaria, supporto psicologico e psicosociale, acqua pulita, kit igienici, beni essenziali, kit per ripari d’emergenza e tende.

Attraverso cliniche mobili garantiamo assistenza sanitaria di base e realizziamo spazi sicuri mobili dove i bambini possono essere protetti, ricevere supporto per la salute mentale, partecipare ad attività educative e continuare a studiare in attesa della riapertura delle scuole. Offriamo inoltre servizi coordinati di protezione dell’infanzia insieme agli altri attori della risposta umanitaria.

Siamo presenti in Venezuela dal 2019. Con l’aggravarsi della crisi umanitaria, abbiamo ampliato il nostro intervento attraverso partner locali nei settori della salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, alloggi, acqua e servizi igienico-sanitari, sicurezza alimentare e mezzi di sussistenza.

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