Stop alla guerra sui bambini

bambina ferita con benda

Da 100 anni insieme per dire stop alla guerra sui bambini.

Bambini come quelli che conosciamo e amiamo, vengono bombardati, colpiti, affamati, violentati. Sono costretti a vivere degli orrori indescrivibili che hanno delle conseguenze devastanti sulle loro vite. Tutto questo è inaccettabile.

Firma la petizione per fermare la vendita di armi italiane usate contro i bambini in Yemen.

Firma la petizione

Unisciti a noi nel chiedere che ai bambini che vivono in zone di guerra siano garantiti cibo, acqua, cure e protezione.

1 bambino su 5 oggi nel mondo vive in zone di guerra.

In questo momento milioni di bambini in Yemen stanno vivendo gli orrori della guerra: bombardati, mutilati, rimasti orfani e senza casa.

Le bombe usate dalla coalizione saudita per colpire la popolazione yemenita portano anche la firma italiana.

Scopri di più sulla campagna

“Stop alla guerra sui bambini” è la nuova campagna globale per dire basta alle sofferenze che milioni di bambini sono costretti a subire nei paesi in guerra.

Non solo in Yemen, a causa di un conflitto che dura da quasi 6 anni, milioni di bambini, spesso soli, sono fuggiti dal Sud Sudan verso l'Uganda. 


Dal 1° aprile al 30 settembre puoi donare un SMS per dare protezione, cure e istruzione ai bambini rifugiati in Uganda.


Dona ora al 45533

  • Aula di scuola distrutta e bombardata

    Tutti giù per terra

    Cosa significa essere un bambino in un Paese in guerra? Partecipa all'evento immersivo per rivivere nei panni di un bambino una situazione di guerra.

  • Operatrice Save the Children aiuta una bambina fuori da una tenda

    I Progetti

    Il nostro staff è in prima linea per curare i bambini feriti, dando loro supporto emotivo e battendosi per i loro diritti. Qui alcuni dei progetti supportati.

  • Bambino siriano mezzo busto triste in braccio al padre

    Il dossier

    Il dossier illustra le allarmanti condizioni dei bambini che vivono nelle zone di guerra. Milioni di bambini ogni giorno subiscono atroci sofferenze e gravi violazioni dei loro diritti.