Fiocchi in Ospedale

Francesco Basile

fiocchi in ospedale San Paolo

Fiocchi in Ospedale è un nostro progetto realizzato con il supporto di associazioni territoriali all’interno di strutture ospedaliere, generalmente in area ostetrico-ginecologica o in neonatologia. Il progetto offre uno spazio di ascolto, informazione, orientamento e accompagnamento a futuri e neogenitori, specie se in condizioni di vulnerabilità, per supportarli in un momento delicato come quello della nascita di un figlio. 

Il progetto realizza attività diverse, in base ai bisogni delle persone, alle opportunità ed esigenze del territorio e all’organizzazione dei servizi ospedalieri. Ecco le attività di Fiocchi in 10 punti.

  1. Supporto nella relazione con la pubblica amministrazione: supporta nella realizzazione di pratiche amministrative, richiesta Spid o ISEE, permessi di soggiorno, iscrizione in anagrafe sanitaria, assegnazione MMG e PLS, avvio pratiche per sostegno al reddito, esenzioni, procedure per certificazione di disabilità, assegnazione alloggi popolari, ecc.;
  2. Consulenza professionale gratuita: attiva consulenze professionali di supporto, quali mediazione linguistica, consulenza legale, consulenza del lavoro, ecc.;
  3. Presa in carico con il servizio pubblico: avvia azioni di presa in carico integrata in collaborazione con i servizi pubblici (servizi sociali, consultori, unità di neuropsichiatria, centri antiviolenza, ecc.) facilitando la continuità tra la presa in carico ospedaliera e quella del territorio di residenza;
  4. Accompagnamento domiciliare e sul territorio: accompagna le famiglie, sia attraverso azioni di tipo domiciliare, associate all’home visiting ostetrico o pediatrico, sia attraverso un accompagnamento mirato ai servizi di cui hanno bisogno, identificando quelli più vicini alla residenza, spiegando loro a che cosa servono, aiutandole a superare diffidenza e resistenze, accompagnandole fisicamente quando necessario (servizi sociali, servizi sanitari specialistici, servizi di salute mentale, servizi antiviolenza, ecc.);
  5. Doti di cura: nell’ambito di una presa in carico condivisa con il servizio pubblico, eroga piccole doti economiche (200-400 euro) per fare fronte a condizioni emergenziali per le quali l’intervento pubblico non risulterebbe tempestivo (acquisto beni di prima necessità, bollette, rate di affitto, ecc.)
  6. Attività di gruppo: organizza momenti di incontro tra piccoli gruppi di genitori (8-15) per promuovere un dialogo tra pari, con scambio di esperienze e pratiche positive, o per approfondire, con l’aiuto di un/una professionista argomenti di interesse (nutrizione, allattamento, massaggio e altre pratiche di cura, ecc.)
  7. Accompagnamento alla nascita: realizza attività destinate soprattutto (ma non esclusivamente) ai futuri genitori stranieri, con il supporto di personale di mediazione culturale e linguistica specializzato, allo scopo di attrezzare la coppia genitoriale al momento della nascita, in termini di procedure amministrative, contesti fisici, relazioni con il personale sanitario, salute e alimentazione della futura mamma, conoscenza essenziale della lingua italiana;
  8. Rete di cura: attiva relazioni strutturate, talvolta anche supportate da accordi formali, con i servizi e i progetti territoriali destinati alla salute e al benessere della prima infanzia e dei genitori (o altri caregivers), in particolare con servizi sociali, servizi educativi formali e informali per la prima infanzia, progetti e servizi di supporto alla genitorialità, consultori familiari e altri servizi sociosanitari di prossimità (Case di Comunità, Case della salute, Centri per la famiglia, ecc.), servizi di contrasto alla violenza domestica e al maltrattamento;
  9. Promozione educazione precoce: accompagna i neogenitori ai servizi educativi per la prima infanzia, sia favorendone praticamente l’accesso (supporto alle pratiche di iscrizione al nido o alle pratiche per il sostegno in caso di disabilità e ritardi), sia favorendo il contatto con servizi integrativi e di supporto alla genitorialità, tra i quali quelli offerti da Save the Children (Spazi Mamme e Poli integrati Millegiorni).
  10. Child Safeguarding Policy: il progetto si avvale della Policy di tutela di bambini e bambine di Save the Children. Leggi la Policy per approfondire. Può quindi contare su una equipe di professionisti esperti interni all’organizzazione che, in collaborazione con i servizi sociali coinvolti, le procure minorili, le forze dell’ordine e i servizi antiviolenza, operano a tutela e protezione di bambine e bambini da qualsiasi forma di maltrattamento o trascuratezza;

Il programma si realizza attraverso progetti locali gestiti in partenariato tra Save the Children e una (o più) organizzazione territoriale qualificata. Le persone che operano nel progetto hanno una formazione di tipo psicologico, assistenza sociale e sociosanitaria, scienze dell’educazione e pedagogia, ostetricia, educazione perinatale. 

Dove:

Il programma Fiocchi in Ospedale opera all’interno del nostro movimento culturale, la Rete Zero-Sei, alla quale aderiscono associazioni e progetti che si riconoscono nell’approccio del Nurturing Care Framework e che sono impegnati nella promozione del benessere di bambine e bambini e delle loro famiglie. L’intento della Rete è quello di promuovere conoscenza, formazione, scambio di esperienze e pratiche, azioni di advocacy locale e nazionale, sensibilizzazione sulla centralità dei primi anni di vita per prevenire le diseguaglianze e favorire una crescita sana. Nell’ambito delle attività di Rete, il programma è attivamente in relazione con la community di ricerca e azione sulla prima infanzia, che annovera tra gli altri, l’Istituto Superiore di Sanità, il CSB di Trieste, la Rete UPPAl'ACP