Crisi Umanitaria Rohingya

Dopo due anni dalle atrocità di massa subite in Myanmar quasi un milione di Rohingya lotta ancora per la sopravvivenza. I campi rifugiati n Bangladesh sono sovraffollati e in condizioni igienico-sanitarie al limite. La metà di loro sono bambini.

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Tantissimi bambini Rohingya spesso vivono in rifugi temporanei fatti di bambù e plastica. Non hanno accesso all'acqua potabile o a cure mediche. Un bambino su dieci è malnutrito. Per loro il rischio di traffico e sfruttamento, droga e criminalità è altissimo.

Guarda con i tuoi occhi come vivono

La situazione è disperata: molte famiglie sono costrette a dormire all’aperto, a mendicare cibo e acqua e sta aumentando il rischio di sfruttamento e traffico di bambini. Le condizioni igieniche sono pessime e si teme lo scoppio di epidemie.

Nei campi profughi, su 100.000 nascite si registrano 179 morti materne durante la gravidanza o il parto, che in più della metà dei casi si verifica nelle abitazioni, senza l’assistenza medica necessaria.   

Cosa stiamo facendo

In Bangladesh stiamo distribuendo cibo, kit igienici, utensili da cucina e materiale per la costruzione di ripari temporanei. Ci stiamo occupando dei bambini tramite la creazione di Spazi a Misura di Bambino, luoghi sicuri per aiutarli a ritrovare un senso di normalità dopo i traumi e le violenze subite.

Abbiamo attivato programmi di protezione e assistenza per i minori rimasti orfani o separati dalla propria famiglia durante la fuga.

Da agosto 2017 con il nostro intervento abbiamo raggiunto oltre 745.000 persone, di cui circa 420.000 bambini*. 

*Il dato si riferisce all'ultimo aggiornamento disponibile.

I RIFUGIATI ROHINGYA CHIEDONO GIUSTIZIA

Sono circa 128.000 gli sfollati Rohingya e di altre comunità musulmane confinati dal 2012 nello stato di Rakhine in Myanmar e quasi un milione sono i rifugiati in Bangladesh senza speranza per il proprio futuro. In una dichiarazione congiunta rilasciata il 21 agosto, 61 ONG locali, nazionali e internazionali che lavorano nei due paesi, hanno chiesto che i diritti umani vengano riconosciuti a tutta la popolazione, senza eccezioni, e che i rifugiati possano avere un ruolo nelle decisioni sul proprio futuro, comprese le modalità del loro rimpatrio in Myanmar. Le ONG hanno esortato i governi del Bangladesh e del Myanmar a garantire che qualsiasi processo di rimpatrio avvenga in sicurezza e che sia volontario e dignitoso.

Per continuare a proteggere e a salvare i bambini Rohingya abbiamo bisogno urgente del tuo aiuto.