Emergenza ciclone Idai

una madre con in braccio il suo piccolo bambino con alle spalle la devastazione provocata dal ciclone Idai che ha distrutto case e allagato intere aree in Mozambico, Malawi e Zimbabwe

Nella notte tra il 14 e il 15 marzo il ciclone Idai si è abbattuto su Mozambico, Malawi e Zimbabwe lasciando dietro di sé una scia di distruzione. 3.2 milioni di persone, tra adulti e bambini, sono stati colpiti dalla devastante forza del ciclone. Molti di loro hanno perso tutto quello che avevano. Tantissimi bambini hanno visto le proprie famiglie scomparire davanti ai loro occhi o non hanno più una casa perché i fortissimi venti l’hanno spazzata via e ora hanno bisogno di riparo, cibo e supporto.
 

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Il 25 aprile un nuovo ciclone, Kenneth, ha colpito il nord del Mozambico con venti fino a 210 chilometri all'ora che hanno sradicato alberi e distrutto case. Questa tragedia va ad aggravare il pesante bilancio di oltre 600 morti e 400.000 sfollati provocati da Idai.

In questa situazione così critica una delle maggiori preoccupazioni è la diffusione di epidemie: l’acqua stagnante e le precarie condizioni igieniche rendono molto facile la diffusione di pericolose malattie come il colera e la malaria.

Cosa stiamo facendo

Abbiamo raggiunto le aree colpite entro poche ore dal disastro, distribuendo kit igienici, con sapone e asciugamani, e acqua potabile per evitare la diffusione di malattie. Abbiamo assicurato ripari temporanei alle famiglie rimaste senza un tetto.

In Mozambico abbiamo consegnato vaccini anticolera e zanzariere per proteggere i bambini e le loro famiglie dalla malaria.

Abbiamo attivato il nostro programma di Ricongiungimento Familiare per aiutare i bambini nella ricerca dei propri cari. Abbiamo allestito Spazi a Misura di Bambino, per offrire ai minori un luogo sicuro dove giocare, imparare, esprimersi e stare con i loro coetanei e Centri Temporanei per l’Apprendimento per dare loro la possibilità di continuare a studiare.

Raggiungere le comunità che sono rimaste isolate a causa del ciclone è difficile, ma stiamo lavorando senza sosta per fare in modo che tutti ricevano gli aiuti necessari.
 

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