Emergenza Coronavirus

Il Coronavirus si è diffuso ormai gran parte del mondo, causando migliaia di morti. Gli effetti sulle bambine e sui bambini sono devastanti e colpiscono ancora più duramente quelli che vivono situazioni a rischio o in famiglie vulnerabili. L'epidemia li mette in pericolo per la salute, la fame e la povertà. Senza il tuo aiuto, questa emergenza può compromettere il loro futuro.

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l'impatto dell'emergenza sui bambini nei paesi più poveri

Nelle aree più povere del mondo e nelle zone di guerra l’arrivo del Coronavirus avrà un impatto peggiore che in altre parti del mondo. 

L’inadeguatezza delle strutture sanitarie e l’impossibilità di mantenere il distanziamento sociale, ad esempio nei campi rifugiati o nelle baraccopoli, metteranno in pericolo la vita dei piccoli già segnati da malnutrizione e altre malattie.

Migliaia di bambini e adolescenti rischiano di rimanere orfani o per far fronte alle crescenti difficoltà economiche delle famiglie, i bambini potrebbero essere costretti a lavorare e le bambine essere date in sposa. Soli, senza nessuno a proteggerli andrebbero incontro ad abusi, violenze e gravidanze precoci.

Per questo è fondamentale agire subito.

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Cosa stiamo facendo

In 32 Paesi stiamo lavorando in risposta a questa crisi per tutelare la sicurezza e la salute dei bambini e perché possano continuare a studiare.

A seconda dei bisogni riscontrati, mettiamo in campo diverse attività: 

  • informiamo le comunità sulle modalità di diffusione del virus e sui comportamenti da seguire per evitare il contagio;
  • dotiamo i nostri medici sul campo di equipaggiamenti di protezione e formiamo gli operatori sanitari per riconoscere da subito i sintomi del coronavirus;
  • favoriamo la continuità didattica distribuendo libri e altro materiale e dove possibile attivando iniziative di didattica a distanza.

In decine di altri Paesi stiamo preparando piani che riguardano la risposta ai nuovi bisogni che incontreranno le comunità locali e il proseguimento delle attività già in corso.

Il nostro intervento nel Nord-Est della Siria

Una bambina siriana, che indossa una mascherina, si lava le mani per prevenire il contagio di Covid-19

Dopo nove anni di conflitto, il sistema sanitario e le infrastrutture sono stati decimate. 

Per limitare il più possibile i contagi, stiamo distribuendo materiale informativo sulle modalità di diffusione del virus, sanifichiamo le strutture pubbliche e forniamo acqua pulita alle popolazioni sfollate. Inoltre dotiamo gli operatori sanitari di equipaggiamenti di protezione, come camici e mascherine. Per permettere ai bambini e ai ragazzi di proseguire gli studi distribuiamo alle loro famiglie sim-card per la connessione Internet e materiali didattici.

Continuiamo a fornire servizi di assistenza per i bambini non accompagnati e rimasti soli.

Il nostro intervento nel Nord-Ovest della Siria

Una bambina siriana fa i compiti con il cellulare durante l'emergenza Coronavirus

Solo nella zona di Idlib vive quasi un milione di sfollati, in condizioni di sovraffollamento e circondati da continui bombardamenti.

Grazie ai nostri partner sul campo, che hanno adottato le giuste misure di prevenzione, le attività continuano.  I bambini possono seguire le lezioni attraverso un gruppo WhatsApp con gli insegnanti e vengono distribuiti i materiali di studio. Prosegue il supporto ai genitori nella didattica a casa. Le attività di protezione sono state adattate per gestire i casi da remoto, come il supporto emotivo e le segnalazioni via telefono. Per i casi a medio e alto rischio, gli operatori che si occupano della protezione dei minori, visitano il bambino di persona una volta ritenuto sicuro da COVID-19. 

Il nostro intervento in Yemen

Un operatore spiega ad una classe di bambini come lavarsi correttamente le mani per prevenire il contagio di Covid-19

Il Paese, con un sistema sanitario ridotto al collasso dalla guerra, ha solo la metà delle strutture sanitarie pienamente operativa e già al limite per sostenere la cura di malattie come il colera, la difterite e la febbre dengue. Quasi il 70% delle persone non ha accesso ad acqua pulita, il che significa che anche un'importante misura preventiva come il lavaggio delle mani è una sfida per molti. 

Stiamo lavorando sul piano della formazione, istruendo 110 operatori sanitari in 180 presidi che supportiamo, e sulla prevenzione, diffondendo messaggi chiave di sensibilizzazione e informazione sul COVID-19 che  verranno trasmessi sulle radio locali. Infine, abbiamo fornito dispositivi di protezione, materiali di prevenzione e controllo delle infezioni a 150 presidi sanitari.

Il nostro intervento in India

Una ragazza indiana, beneficiaria dei progetti di Save the Children, utilizza la macchina da cucito

Nonostante sia stata la più popolosa quarantena del pianeta, con oltre un miliardo e 300 mila indiani in isolamento, i casi di Coronavirus sono molti e purtroppo anche le morti.

Per cercare di limitare le possibilità di contagio informiamo le comunità sulle modalità di diffusione del virus e sui comportamenti da seguire. Attraverso messaggi telefonici con informazioni relative al Covid-19 abbiamo raggiunto oltre 7.000 persone. Gruppi di donne e ragazze adolescenti sono state formate per realizzare mascherine protettive. Grazie a questo progetto siamo riusciti a distribuirne 3.000 in varie comunità del Paese. In due baraccopoli di Calcutta abbiamo fornito ai bambini latte fresco arricchito con vitamina A. Inoltre abbiamo garantito a più di 1.000 famiglie del Paese aiuti alimentari a con scorte sufficienti per oltre un mese.

Il nostro intervento in Nepal

In collaborazione con il Governo, abbiamo prodotto annunci di sensibilizzazione alla radio e in TV, con messaggi adatti ai più piccoli e una guida sulla creazione di un ambiente di apprendimento favorevole a casa durante il periodo di isolamento. 

Abbiamo fornito 1.743 dispositivi per la protezione individuale al Ministero della Sanità, 500 mascherine al Centro Nazionale Tubercolosi a Bhaktapur e 105 kit per neonati, 69 kit igienici, 50 coperte, 2 set di termometri ad infrarossi, 15 camici e altrettanti guanti, copri scarpe, cuffie per capelli, 1000 mascherine, 10 bottiglie di gel igienizzanti e 344 saponi in 25 centri per l’isolamento di cui beneficeranno circa 1372 persone, di cui 372 bambini.

Il nostro intervento in Uganda

Una operatrice in Uganda controlla lo stato di salute di un bambino

Oltre 15 milioni di bambini non vanno a scuola e moltissimi non hanno accesso a Internet, alla rete telefonica e nemmeno alla radio. Per questo, stiamo distribuendo materiale educativo, di protezione e di salute pubblica a misura di bambino per oltre 100.000 minori direttamente alle famiglie e abbiamo registrato una nuova serie radiofonica di 10 puntate per bambini e genitori, con brevi suggerimenti che spiegano semplici attività da svolgere a casa per alleviare lo stress e mantenersi in salute. 

Per evitare il diffondersi dei contagi abbiamo distribuito saponi, gel igienizzanti e dispositivi di protezione, inoltre abbiamo avviato la riparazione di 13 pozzi per garantire l’accesso all’acqua pulita. 

Il nostro intervento in Malawi

Gli operatori e lo staff di Save the Children in Malawi

Per molti bambini l’accesso ai dispositivi digitali per la didattica a distanza è limitato.  Per questo stiamo sviluppando piattaforme radio di apprendimento a distanza. In questo modo tantissimi i bambini, ma anche genitori e insegnanti, potranno continuare a imparare ed essere supportati anche durante l’emergenza. Inoltre abbiamo creato e diffuso dei messaggi chiave sulla prevenzione del virus, su 13 radio diverse, raggiungendo circa 5 milioni di persone.

Abbiamo fornito materiale di prevenzione dal virus al distretto di Ntcheu, uno dei 12 in cui stiamo concentrando la nostra risposta Covid-19. Inoltre, circa 3545  persone (per la maggior parte operatori sanitari) hanno partecipato alle formazioni riguardo la prevenzione.

Il nostro intervento in Sudan

Un bambino in Sudan si lava le mani per proteggersi dal Coronavirus a una postazione idrica attrezzata da Save the Children

Stiamo distribuendo 14 tonnellate di forniture mediche essenziali per contrastare il virus .

Attraverso la nostra campagna di sensibilizzazione via SMS per promuovere misure preventive contro il Coronavirus, abbiamo raggiunto 10 milioni di persone a Khartum e nelle zone del Blue Nile e del Mar Rosso. Inoltre, attraverso piccoli gruppi di teatro itineranti e relatori abbiamo condotto campagne sensibilizzazione, nelle zone del Mar Rosso, nel Kordofan maggiore, nel Nilo azzurro e nel Darfur. Abbiamo distribuito 15.000 opuscoli sia in arabo che in amarico alle comunità.

Abbiamo installato postazioni di lavaggio delle mani nei campi profughi nel Darfur centrale e occidentale e abbiamo organizzato formazioni per famiglie e bambini sul lavaggio delle mani.

Il nostro intervento in Mozambico

Nella provincia di Nampula abbiamo iniziato a produrre mascherine di protezione e prevediamo di distribuirne 24.000 agli operatori sanitari, ai nostro personale e alla popolazione. Per i bambini produciamo mascherine di dimensioni speciali per proteggerli in maniera adeguata.

Abbiamo iniziato a trasmettere tre cartoni da 30 secondi sui canali TV nazionali (e anche in versione radio). Sono stati sviluppati appositamente per essere adatti ai bambini, perché passino messaggi di prevenzione al Covid-19. Il progetto fa parte di una campagna di massa nazionale su larga scala che mira a raggiungere circa 8 milioni di persone in tutto il Paese, nei prossimi 3 mesi. Stiamo preparando un programma radiofonico di apprendimento a distanza per ragazzi di età compresa tra 10 e 17 anni attualmente a casa, ora che le scuole sono chiuse.

Il nostro intervento in Etiopia

Un operatore di Save the Children consegna gli aiuti a un partner locale

Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha limitato per almeno 3 mesi i movimenti da città a città e anche da campagna a città. Fortunatamente i contagi sono ancora molto bassi ma temiamo che senza un intervento di prevenzione possano aumentare.

Sensibilizziamo la popolazione e soprattutto i bambini sulle modalità di diffusione del virus, distribuiamo materiali informativi per promuovere le corrette pratiche igienico-sanitarie. Acquistiamo e distribuiamo materiale di protezione come mascherine e guanti ma anche sapone e disinfettanti a base di alcool.

Infine, stiamo collaborando con diversi enti educativi e il Ministero dell’Istruzione locale per l’avvio di lezioni a distanza.

Il nostro intervento in Bosnia-Erzegovina

Ragazze in Bosnia seguono una lezione a distanza

L’intera regione dei Balcani è in lockdown. Le conseguenze dell’isolamento pesano molto sulle famiglie più povere che necessitano di beni di prima necessità, in rischio se non si interviene subito è che la pandemia aumenterà le disuguaglianze sociali ed economiche.

Abbiamo iniziato a distribuire kit igienici e alimentari, dispositivi per seguire le lezioni online per i bambini che non hanno accesso, installazione di reti Wi-Fi. Stiamo supportando inoltre le autorità locali per attuare l'apprendimento a distanza, sia online sia attraverso la TV, utilizzando anche approcci inclusivi per i bambini con disabilità.

Infine, supporteremo i bambini Rom in 6 località. 

Il nostro staff è sul campo, pronto a combattere questa pandemia. Sostieni anche tu il Fondo Emergenza Coronavirus, il tuo aiuto proteggerà i bambini e darà loro l'opportunità di superare questa crisi.

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