Afghanistan: una firma per aiutare i bambini e le bambine

un bimbo e una bimba ci guardano, lei con cappellino rosso e maglioncino nero e bianco a righe e lui con una camicia azzurra. Sono tristi.

Lavoro minorile e povertà estrema è ciò che stanno affrontando i bambini e le bambine in Afghanistan. Bambini che non conoscono altro che la guerra e che dallo scorso agosto vivono in situazioni ancora più difficili.

Sono 1/5 le famiglie che sono state costrette a mandare a lavoro i propri figli e le proprie figlie; in Afghanistan 1 milione di bambini e bambine sono coinvolti in lavoro minorile.

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Nessun bambino o bambina al mondo dovrebbe lavorare e nessun genitore dovrebbe trovarsi di fronte a questa scelta estrema.

Oltre 20 anni di guerra, paure e sofferenza è ciò che hanno vissuto e vivono le persone in Afghanistan e da agosto dello scorso anno la situazione è andata a peggiorare ulteriormente: 2 milioni di minori già soffrivano di malnutrizione e nel giro di poche settimane centinaia di migliaia di loro sono stati costretti anche a fuggire dalle loro case. 

Molti di loro vivono per strada, senza cibo ed esposti a violenze, il tutto in condizioni igienico-sanitarie terribili e la grave crisi economica minaccia di lasciare più del 95% della popolazione in condizioni di povertà e con un sistema sanitario al collasso.

La nostra indagine in Afghanistan: alcuni numeri

Abbiamo condotto un sondaggio su 1.400 famiglie in sette province dell'Afghanistan che ci ha restituito uno scenario molto preoccupante: dal crollo dell'ex governo e dalla transizione del potere lo scorso agosto, l'82% delle famiglie ha perso il reddito e il 18% ha dichiarato di non avere altra scelta che mandare i propri figli e le proprie figlie a lavorare.

Le famiglie che vivono nelle città sono state le più colpite, metà di quelle di Kabul ha affermato di aver perso l'intero reddito.

Quasi 4 famiglie su 10 prendono in prestito il cibo da quelle più agiate, rispetto al 25% che lo faceva in precedenza. Mentre le famiglie sprofondano ulteriormente nel debito e nella povertà, un afghano su 13 ha affermato di chiedere già l'elemosina o di fare affidamento sulla carità per sfamare i propri cari.

Hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile.

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“Cosa posso provare quando un pezzo del mio cuore si spegne e lavora per gli altri? Ma cosa potrei fare? Mi addolorava vedere mia figlia lavorare pulendo i rifiuti e lo sporco delle persone. Senza un capofamiglia e con cinque figli senza un padre, si può immaginare quanto sia difficile... A volte mangiamo solo una volta al giorno, e altre volte mangiamo il pane da solo, tre volte al giorno. Faccio mangiare meno i bambini o una volta al giorno in modo che il cibo duri un giorno in più. E cuciniamo quantità minori, per evitare di rimanere senza cibo per il giorno successivo. I miei figli sono deboli e magri". La mamma di Laila, 12 anni, costretta a lavorare da quando il padre è stato ucciso.

Il nostro intervento in Afghanistan

Stiamo fornendo alle famiglie denaro e kit invernali con articoli essenziali per superare i rigori della stagione. L'assistenza in denaro aiuta a impedire alle famiglie di ricorrere a misure disperate che incidono negativamente sui bambini come il lavoro minorile, i matrimoni precoci e la riduzione dei pasti. Da settembre 2021 abbiamo raggiunto 763.000 persone, inclusi 430.800 bambini, e ha fornito a più di 127.000 persone trasferimenti di denaro per i loro bisogni e denaro contante per il cibo.

Per approfondire leggi il comunicato stampa "Afghanistan: oltre 1 milione di bambini e bambine mandati a lavorare a causa del crollo dei redditi".

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