Congedo di paternità: a che punto siamo?

Francesco Basile per Save the Children

Nel 2024 l’utilizzo del congedo di paternità in Italia si conferma stabile: oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha beneficiato della misura.

È quanto emerge dalle nuove elaborazioni che abbiamo diffuso insieme a INPS in vista della Festa del Papà. Dopo anni di crescita progressiva, il ritmo di aumento sembra essersi attenuato. I dati diffusi mostrano che sempre più padri stanno compiendo passi importanti verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari, un segnale positivo che però convive con persistenti disparità legate al contesto lavorativo, economico e territoriale.

A che punto siamo sui congedi di paternità in Italia

I congedi di paternità rappresentano uno strumento fondamentale per il benessere dei bambini che dovrebbe avanzare verso una più equa ripartizione del lavoro di cura.

  • Nel 2024 sono 181.777 i padri che hanno utilizzato il congedo di paternità in Italia, pari a oltre il 64%* dei lavoratori dipendenti che ne avevano diritto. Un dato significativo che mostra come la misura sia sempre più diffusa, ma che evidenzia anche come l’accesso resti ancora disomogeneo.
  • Il profilo dei padri che usufruiscono del congedo presenta caratteristiche piuttosto definite. Più della metà (52%) ha tra i 35 e i 44 anni e, nella maggior parte dei casi, si tratta di lavoratori con un impiego stabile e a tempo pieno.
  • Anche il territorio continua a incidere molto: il 59% dei padri che utilizzano il congedo vive nel Nord Italia (107.273), mentre nel Centro risiede il 19% (34.130 padri) e nel Sud e nelle Isole il 22% (40.236 padri).
  • Differenze emergono anche nella durata effettiva del congedo. I lavoratori full time utilizzano mediamente quasi due giorni in più rispetto ai part time (+1,9 giorni), mentre chi ha un contratto a tempo indeterminato usufruisce in media di mezza giornata in più rispetto a chi ha un contratto a termine (+0,5 giorni).
  • Anche la qualifica professionale incide: impiegati e dirigenti ricorrono al congedo circa un giorno in più rispetto ai lavoratori manuali.

Il congedo di paternità è usato soprattutto nel Nord Italia

Guardando alla distribuzione territoriale, nel Nord Italia vive la maggioranza dei padri che utilizzano il congedo di paternità. Le regioni con il numero più alto di utilizzatori sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, seguite da Piemonte, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.

Nel Centro Italia, invece, le regioni con la maggiore incidenza di padri che usufruiscono del congedo sono il Lazio e la Toscana, seguite da Marche e Umbria.

Al Sud, pur con una distribuzione meno uniforme, i territori in cui risiede la maggior parte dei padri che utilizzano il congedo sono Campania, Puglia e Sicilia, seguite da Abruzzo, Calabria, Sardegna, Basilicata e Molise.

Si tratta di differenze che mostrano come l’accesso a uno strumento importante per il benessere familiare resti ancora fortemente influenzato dal contesto lavorativo e territoriale.

È necessario rafforzare strumenti che sostengano in maniera strutturale le famiglie poiché le scelte che riguardano il tempo da dedicare ai figli incidono direttamente sul loro benessere e sulla qualità della loro crescita. Investire in misure più eque, inclusive e accessibili significa investire nel futuro dei bambini e delle bambine del nostro Paese.


Note:

*Elaborazioni Save the Children su dati dell’Osservatorio INPS “Prestazioni a sostegno della famiglia” https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/13/19/o/300 Dati consultati il 19 febbraio 2026.



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