Paternità e lavoro: diritti e tutele dei papà

bambino che ride in braccio a uomo

In questo articolo illustriamo quali sono le tutele e i diritti per i papà a lavoro attualmente in vigore.


Come per le mamme lavoratrici, esistono normative che prevedono la paternità (obbligatoria e facoltativa) e diversi tipi di congedo di paternità.


Il coinvolgimento di entrambi i genitori nella crescita dei figli è fondamentale per il benessere dell’intera famiglia e per la creazione di un nucleo che si fondi sulle pari opportunità. 


DIRITTI E TUTELE PER PAPÀ LAVORATORI


Vediamo, dunque, quali sono e come funzionano gli strumenti che la normativa vigente offre ai papà lavoratori: 

  • Congedo di paternità per lavoratore dipendente: in questo caso il congedo di paternità prevede l’astensione dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità (3 mesi dopo il parto o per la parte residua di esso), nei casi in cui: la mamma sia deceduta o gravemente inferma, in caso di abbandono da parte della madre o affidamento esclusivo al padre. Nella scheda di approfondimento la documentazione e le tempistiche per l’attuazione dell’indennità tramite l’INPS.
  • Congedo di paternità per lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS: si prevede che il congedo di paternità è riconosciuto dal momento in cui si verificano quei determinati eventi sopra elencati riguardanti la madre del bambino, a prescindere dal fatto che la stessa sia lavoratrice o non lavoratrice. Nella scheda di approfondimento i requisiti e la % di indennità prevista.
  • Congedo di paternità per lavoratori professionisti: i padri appartenenti a un ordine che comporta l’iscrizione a Casse Previdenziali di categoria hanno il diritto di ricevere l’indennità per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre o per la parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre o abbandono o in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. La domanda e le relative certificazioni devono essere presentate dal professionista all’ente o alla Cassa di appartenenza dal momento in cui si verifica l’evento posto a condizione.
  • Congedo di paternità obbligatorio: Della durata di 5 giorni (anche non continuativo entro i 5 mesi successivi alla nascita del figlio) ed un congedo facoltativo della durata di 1 giorno. Nella scheda di approfondimento modalità e tempistiche di richiesta.
  • Congedo parentale: ovvero l’astensione facoltativa per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi, per ogni bambino nei suoi primi 12 anni di vita. Il congedo parentale può essere richiesto dal padre lavoratore per almeno 3 mesi, il limite massimo di astensione sale da 6 a 7 mesi e quello cumulativo a 11.
  • Permessi giornalieri: nell’approfondimento tutte le condizioni per poter richiedere i permessi giornalieri da parte del padre lavoratore.
  • Congedo per malattia del figlio: è previsto un congedo non retribuito per la malattia del figlio. I genitori (alternativamente) hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intera durata della malattia del figlio che non abbia superato i tre anni. Possono astenersi fino a 5 giorni l’anno per la malattia del figlio di età compresa tra 3 e 8 anni, senza doversi sottoporre ai controlli previsti nei casi di malattia del lavoratore. Nella scheda di approfondimento modalità e tempistiche di richiesta.


ESSERE PAPÀ LAVORATORE IN ITALIA


Il congedo di paternità, il congedo familiare, i permessi e gli altri tipi di tutela sono istituti che hanno grande impatto positivo sul benessere delle famiglie. È fondamentale un forte impegno a livello culturale e legislativo per aumentare il coinvolgimento degli uomini nel lavoro di cura e familiare, investendo nel rafforzamento della tutela giuridica dei padri.


Purtroppo però, come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali e sui nostri canali social, i papà, come le mamme, fanno fatica a usufruire dei diritti e delle tutele previsti una volta che si ha un figlio. 


A.L. ci scrive: “comunque con tutta la pace della politica, che senz'altro fa il suo e oltre, c'è anche una questione culturale. A parte alcuni casi noi mamme siamo sole, dovremmo avere i nostri compagni e mariti, che sono genitori come noi, e che dovrebbero dividere davvero a metà diritti e doveri sui propri figli. Inoltre se esistesse una paternità riconosciuta come una maternità, la discriminazione fra uomini e donne al lavoro sarebbe minore. In questo caso la normativa prevede alcuni strumenti in supporto ai neogenitori, ma quali sono?”


G. B. scrive: “dare la possibilità ai padri di avere una parental leaving adeguata. I figli non sono solo delle donne”.


PATERNITÀ E LAVORO: SCHEDA DI APPROFONDIMENTO


Nella scheda di approfondimento i diritti e le tutele dei papà lavoratori.


Tutte le schede su genitorialità e lavoro


Gli articoli passati su diritti e tutele dei genitori lavoratori

Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.
 

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