Paternità e lavoro: diritti e tutele dei papà

Save the Children

In questo articolo illustriamo quali sono le tutele e i diritti per i papà a lavoro attualmente in vigore.

Come per le mamme lavoratrici, esistono normative che prevedono la paternità obbligatoria e il congedo parentale (che, come per le madri, è facoltativo). Queste misure sono volte a favorire il coinvolgimento di entrambi i genitori nella crescita dei/lle figli/e,  fondamentale per il benessere dell’intera famiglia e per la creazione di un nucleo che si fondi sulle pari opportunità.  

DIRITTI E TUTELE PER PAPÀ LAVORATORI

Negli ultimi anni sono state introdotte diverse novità per quanto riguarda i congedi per i papà lavoratori

  • Congedo di paternità obbligatorio per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati): prevede per il padre lavoratore (dipendente pubblico o privato) l’astensione obbligatoria di 10 giorni dal lavoro, che possono essere usufruiti tra i due mesi precedenti e i cinque successivi al parto. Se ne ha diritto anche in caso di adozione e affidamento. I giorni diventano 20 in caso di parto gemellare o plurimo. Durante il congedo, il padre ha diritto a un’indennità del 100% della sua retribuzione. Viene riconosciuto anche un giorno facoltativo in più di congedo di cui il papà può usufruire in alternativa alla mamma.
  • Congedo parentale per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati): è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che il padre lavoratore può prendere per occuparsi del suo bambino o della sua bambina nei primi mesi e anni di vita (entro i 14 anni del bambino). Il congedo parentale può essere richiesto dai genitori per un periodo massimo di 10 mesi: il padre lavoratore ha diritto per un periodo massimo di 3 mesi (non trasferibili alla madre) a cui può aggiungere altri 3 mesi, se non utilizzati dalla madre (questi 3 mesi sono infatti fruibili in alternativa tra i due genitori). In totale il padre può quindi prendere 6 mesi di congedo (elevabili a 7 nel caso in cui si astenga dal lavoro per almeno per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi). In questo caso il periodo di congedo cumulativo tra i due genitori si estende a 11 mesi. In totale tra i due genitori i mesi di congedo indennizzabili sono 9 (3 mesi per ciascun genitore “non trasferibili” per un totale di 6 mesi, più ulteriore periodo di 3 mesi “trasferibile” che possono anche essere utilizzati in maniera ripartita da entrambi i genitori).
  • Congedo parentale per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata: dal 2022 il padre ha diritto a 3 mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore, da usufruire entro il 12° anno di vita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). Ulteriori 3 mesi di congedo (indennizzato) spettano al padre, se non ne usufruisce la madre.
  • Congedo parentale per i lavoratori autonomi: dal 2022 (Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105) è stata introdotta la possibilità di poter fruire di 3 mesi di congedo parentale con indennità, da utilizzare entro l’anno di vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) del minore.
  • Il congedo di paternità obbligatorio non spetta ai lavoratori autonomi, a quelli iscritti alla Gestione separata e ai liberi professionisti, a meno che non si verifichino determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità: quando la madre del bambino sia deceduta o gravemente inferma, in caso di abbandono da parte della madre o affidamento esclusivo al padre.

ESSERE PAPÀ LAVORATORE IN ITALIA

Il congedo di paternità e il congedo parentale sono istituti che possono avere grande impatto positivo sul benessere delle famiglie. È fondamentale un forte impegno a livello culturale e legislativo per promuovere e aumentare il coinvolgimento degli uomini nel lavoro di cura e familiare, investendo nel rafforzamento della tutela giuridica dei padri. 

Anche se permane uno squilibrio di genere tra i due genitori nella cura dei figli, qualcosa nel mondo della paternità sta cambiando, e anche in positivo. Secondo la nostra ultima elaborazione dei dati INPS in occasione della Festa del Papà, nel 2024 il ricorso al congedo di paternità in Italia rimane sostanzialmente stabile: più del 64% dei padri lavoratori dipendenti ne ha usufruito. Le elaborazioni diffuse indicano comunque che un numero sempre maggiore di padri sta compiendo passi significativi verso una più equa condivisione delle responsabilità familiari. Si tratta di un segnale incoraggiante che, tuttavia, continua a convivere con disuguaglianze ancora presenti e legate alle condizioni lavorative, economiche e territoriali.

In Italia il tasso di utilizzo del congedo di paternità è più che triplicato fra il 2013 e il 2022: sono più di 3 padri su 5 ad utilizzarlo.

La fruizione del congedo di paternità e del congedo parentale da parte dei padri produce effetti significativi: favorisce un legame precoce tra padre e figlia/o, con benefici duraturi sulla loro relazione, promuove l’esercizio di una genitorialità condivisa e una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari all’interno della coppia. I congedi di paternità e parentali sono un’opportunità per ripensare i ruoli familiari e valorizzare una figura paterna più presente e corresponsabile. 


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All'interno della decima edizione del nostro rapporto "Le Equilibriste" parliamo anche di questo. Scopri di più su “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2025”. 

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