Paternità e lavoro: diritti e tutele dei papà

bambino che ride in braccio a uomo

Emergenza Coronavirus: cosa prevede il Decreto Rilancio per i genitori.

In questo articolo illustriamo quali sono le tutele e i diritti per i papà a lavoro attualmente in vigore.


Come per le mamme lavoratrici, esistono normative che prevedono la paternità (obbligatoria e facoltativa) e diversi tipi di congedo di paternità.


Il coinvolgimento di entrambi i genitori nella crescita dei figli è fondamentale per il benessere dell’intera famiglia e per la creazione di un nucleo che si fondi sulle pari opportunità. 

In attesa che le proposte in discussione parlamentare sulle misure di conciliazione come l’assegno unico, bonus, congedi di paternità vengano approvate nei mesi a venire e diventino attuative:


DIRITTI E TUTELE PER PAPÀ LAVORATORI


Vediamo, dunque, quali sono e come funzionano gli strumenti che la normativa vigente offre ai papà lavoratori: 

  • Congedo di paternità per lavoratore dipendente: in questo caso il congedo di paternità prevede l’astensione dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità (3 mesi dopo il parto o per la parte residua di esso), nei casi in cui: la mamma sia deceduta o gravemente inferma, in caso di abbandono da parte della madre o affidamento esclusivo al padre. Nella scheda di approfondimento la documentazione e le tempistiche per l’attuazione dell’indennità tramite l’INPS.
  • Congedo di paternità per lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS: si prevede che il congedo di paternità è riconosciuto dal momento in cui si verificano quei determinati eventi sopra elencati riguardanti la madre del bambino, a prescindere dal fatto che la stessa sia lavoratrice o non lavoratrice. Nella scheda di approfondimento i requisiti e la % di indennità prevista.
  • Congedo di paternità per lavoratori professionisti: i padri appartenenti a un ordine che comporta l’iscrizione a Casse Previdenziali di categoria hanno il diritto di ricevere l’indennità per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre o per la parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre o abbandono o in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. La domanda e le relative certificazioni devono essere presentate dal professionista all’ente o alla Cassa di appartenenza dal momento in cui si verifica l’evento posto a condizione.
  • Congedo di paternità obbligatorio: Della durata di 5 giorni (anche non continuativo entro i 5 mesi successivi alla nascita del figlio) ed un congedo facoltativo della durata di 1 giorno. Nella scheda di approfondimento modalità e tempistiche di richiesta.
  • Congedo parentale: ovvero l’astensione facoltativa per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi, per ogni bambino nei suoi primi 12 anni di vita. Il congedo parentale può essere richiesto dal padre lavoratore per almeno 3 mesi, il limite massimo di astensione sale da 6 a 7 mesi e quello cumulativo a 11.
  • Permessi giornalieri: nell’approfondimento tutte le condizioni per poter richiedere i permessi giornalieri da parte del padre lavoratore.
  • Congedo per malattia del figlio: è previsto un congedo non retribuito per la malattia del figlio. I genitori (alternativamente) hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intera durata della malattia del figlio che non abbia superato i tre anni. Possono astenersi fino a 5 giorni l’anno per la malattia del figlio di età compresa tra 3 e 8 anni, senza doversi sottoporre ai controlli previsti nei casi di malattia del lavoratore. Nella scheda di approfondimento modalità e tempistiche di richiesta.


ESSERE PAPÀ LAVORATORE IN ITALIA


Il congedo di paternità, il congedo familiare, i permessi e gli altri tipi di tutela sono istituti che hanno grande impatto positivo sul benessere delle famiglie. È fondamentale un forte impegno a livello culturale e legislativo per aumentare il coinvolgimento degli uomini nel lavoro di cura e familiare, investendo nel rafforzamento della tutela giuridica dei padri.


Purtroppo però, come emerso dalle testimonianze raccolte tramite i programmi territoriali e sui nostri canali social, i papà, come le mamme, fanno fatica a usufruire dei diritti e delle tutele previsti una volta che si ha un figlio. 


A.L. ci scrive: “comunque con tutta la pace della politica, che senz'altro fa il suo e oltre, c'è anche una questione culturale. A parte alcuni casi noi mamme siamo sole, dovremmo avere i nostri compagni e mariti, che sono genitori come noi, e che dovrebbero dividere davvero a metà diritti e doveri sui propri figli. Inoltre se esistesse una paternità riconosciuta come una maternità, la discriminazione fra uomini e donne al lavoro sarebbe minore. In questo caso la normativa prevede alcuni strumenti in supporto ai neogenitori, ma quali sono?”


G. B. scrive: “dare la possibilità ai padri di avere una parental leaving adeguata. I figli non sono solo delle donne”.


PATERNITÀ E LAVORO: SCHEDA DI APPROFONDIMENTO


Nella scheda di approfondimento i diritti e le tutele dei papà lavoratori.


Tutte le schede su genitorialità e lavoro


Gli articoli passati su diritti e tutele dei genitori lavoratori


N.B. Gli articoli sono aggiornati secondo le normative vigenti, le schede si rifanno all’anno 2019. Per qualsiasi informazione aggiuntiva rifarsi al sito dell’INPS.

Contenuti realizzati grazie a contributo reso a titolo gratuito da BonelliErede, nell’ambito di un’iniziativa pro bono per Save the Children Italia.
 

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