Yemen: cinque bambini uccisi da un ordigno inesploso
AHMED ALBASHA/ Save the Children
Almeno cinque bambini sono stati uccisi e altri sette sono rimasti feriti a causa di un ordigno inesploso (UXO) che è scoppiato accanto a loro nello Yemen meridionale, nell’incidente più letale per i minori che si è verificato finora quest’anno. Stiamo fornendo assistenza medica ad alcuni dei bambini feriti, che hanno riportato ferite multiple da schegge al torace, all’addome e agli arti.
Yemen: Cinque bambini uccisi da un ordigno inesploso mentre raccoglievano rottami
I bambini, di età compresa tra i 7 e i 13 anni, avevano trovato l’ordigno mentre raccoglievano rottami metallici da vendere e, credendo che fosse un giocattolo, hanno iniziato a maneggiarlo, provocandone l’esplosione.
Una nostra analisi mostra che negli ultimi quattro anni, a partire dalla tregua delle Nazioni Unite dell’aprile 2022, almeno 511 delle 1.200 vittime minorenni legate al conflitto sono state causate da mine terrestri e residuati bellici esplosivi. Inoltre, sottolinea la ricerca, nel Paese i bambini corrono un rischio tre volte superiore rispetto agli adulti di rimanere uccisi o feriti dai residuati bellici esplosivi, in parte a causa della scarsa consapevolezza dei rischi legati alle mine.
Mine e lavoro minorile in Yemen aumentano il rischio per i bambini
Il lavoro minorile è molto diffuso in Yemen a causa del peggioramento della situazione economica e dei tagli ai finanziamenti internazionali, esponendo bambine e bambini a pericoli mentre si occupano del bestiame e raccolgono legna da ardere o quando lavorano nell’edilizia e nella raccolta di rottami metallici. Ben il 12,5% dei bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni è coinvolto nel lavoro minorile, una percentuale che sale bruscamente al 15,4% nelle zone rurali.
Una nostra indagine condotta lo scorso anno nello Yemen meridionale ha rilevato che il 90% delle 615 famiglie intervistate dipendeva dal reddito che i bambini ricavavano dal proprio lavoro per sfamarsi, con i bambini sfollati che risultavano i più colpiti.
“È inaccettabile che, dopo un decennio di conflitto, le bambine e i bambini nello Yemen continuino a pagare con la vita a causa della doppia minaccia rappresentata dai residuati bellici esplosivi e dal lavoro minorile. Le ferite causate dagli esplosivi possono lasciare i bambini permanentemente disabili, portando talvolta all’amputazione di arti o alla perdita della vista o dell’udito” ha dichiarato Rishana Haniffa, Direttrice di Save the Children nello Yemen.
Cosa facciamo
Operiamo nello Yemen dal 1963, realizzando programmi nei settori dell’istruzione, della protezione dell’infanzia, della salute e della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, nonché della risposta alle emergenze in gran parte del Paese.
“Tutte le parti in conflitto devono allentare la tensione, cessare l’uso di armi esplosive e rispettare il diritto internazionale umanitario per impedire ulteriori danni ai civili. Allo stesso tempo, lo Yemen necessita di finanziamenti umanitari maggiori e costanti per la bonifica degli ordigni inesplosi, l’assistenza alle vittime e le iniziative di educazione ai rischi, che sono state ridimensionate a causa dei tagli agli aiuti. Le famiglie hanno inoltre bisogno di maggiore sostegno per garantire mezzi di sussistenza sostenibili, in modo che i più piccoli non siano costretti a lavorare, mettendosi così in pericolo. Questi interventi salvavita sono fondamentali per proteggere le comunità vulnerabili, in particolare i bambini, dall’impatto letale delle armi esplosive” ha dichiarato Rishana Haniffa.
Per approfondire, leggi il comunicato stampa.