Haiti: un bambino su due vive in contesti di violenza armata

Oleksandr Khomenko/Save the Children

Ad Haiti un bambino su due vive in contesti di violenza armata e più di due milioni di bambini ha vissuto a meno di cinque chilometri da episodi di violenza nei primi cinque mesi dell’anno. È quanto emerge da una nuova analisi realizzata insieme all’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), che mostra come milioni di minori nel Paese siano stati esposti a sparatorie, scontri armati, attacchi e altre gravi minacce alla sicurezza nei primi mesi del 2026.

I dati fotografano una situazione sempre più critica per l'infanzia nel Paese, dove la violenza dei gruppi armati continua ad aggravare una crisi umanitaria già profonda. Tra sfollamenti, povertà e accesso limitato ai servizi essenziali, i bambini sono tra coloro che subiscono le conseguenze più pesanti del conflitto e restano esposti a rischi crescenti di abuso, sfruttamento e reclutamento.

Violenza armata ad Haiti: quasi un bambino su due vive in aree colpite dal conflitto

Ad Haiti un bambino su due vive in contesti di violenza armata, esposto a sparatorie, attacchi con droni, scontri armati e altre gravi minacce alla sicurezza nelle immediate vicinanze della propria abitazione. Secondo i dati dalla nuova analisi realizzata insieme all’ACLED,  oltre 2 milioni di bambini, pari al 47% della popolazione infantile del Paese, hanno vissuto a meno di cinque chilometri da episodi di violenza nei primi cinque mesi del 2026.

I bambini rappresentano poco più di un terzo della popolazione di Haiti, ma subiscono un impatto sproporzionato dal conflitto. Quasi la metà dei minori (43%) vive nel dipartimento dell’Ouest, che comprende Port-au-Prince ed è l’epicentro della violenza e delle attività dei gruppi armati nel Paese.

L’aumento degli attacchi con droni e il rischio per i bambini

Il crescente utilizzo di droni armati per colpire i gruppi armati, soprattutto nelle aree urbane densamente popolate, ha esposto i bambini a nuove forme di violenza. Da marzo 2025, un minore su quattro ha vissuto entro cinque chilometri da un attacco con drone armato, con un rischio diretto di danni fisici.

Questi dati arrivano mentre la Gang Suppression Force (GSF), una nuova missione multinazionale autorizzata dalle Nazioni Unite, ha avviato le operazioni a Port-au-Prince con il mandato di contrastare i gruppi armati che controllano gran parte della capitale. Haiti aveva dichiarato lo stato di emergenza nel marzo 2024 a causa dell’escalation della violenza e del deterioramento dello stato di diritto nel Paese.

La GSF si trova ad affrontare un contesto estremamente complesso, in cui entrerà in contatto anche con civili, compresi bambini, coinvolti nei gruppi armati. Questi minori non devono essere considerati combattenti, ma vittime di gravi violazioni dei loro diritti e devono essere trattati come tali.

Bambini sfollati e reclutamento nei gruppi armati: le conseguenze della crisi

Secondo stime recenti, quasi la metà dei membri dei gruppi armati sarebbe composta da minori, mentre sfollamento, povertà e accesso limitato ai servizi essenziali aumentano la vulnerabilità dei bambini al reclutamento.

Nel Paese oltre 750mila bambini sono attualmente sfollati, tra cui più di 115mila nella sola Port-au-Prince. Molti vivono in scuole sovraffollate trasformate in rifugi temporanei, senza un adeguato accesso ad acqua potabile, cibo e protezione. Complessivamente, le persone sfollate sono circa 1,5 milioni su una popolazione di 11 milioni di abitanti, mentre oltre 5 milioni affrontano una grave insicurezza alimentare.

"Questi dati mostrano l’impatto devastante della violenza sui bambini", ha dichiarato Gabriella Waaijman, Chief Operating Officer di Save the Children, durante una visita ad Haiti. "Crescono costretti ad assistere a uccisioni, scontri violenti, in strade piene di proiettili e corpi senza vita, vivendo nella costante paura che loro o i loro cari possano essere feriti, uccisi, reclutati in gruppi armati o subire violenza sessuale. A Port-au-Prince ho incontrato famiglie sfollate più volte a causa dei gruppi armati che continuano a espandere il loro controllo. I genitori non sanno più quando i loro figli potranno tornare a scuola, giocare all’aperto o persino dormire senza il rumore degli spari. Molti bambini vengono reclutati anche solo con la promessa di un paio di scarpe o di un pasto sicuro".

Non si tratta semplicemente di una crisi che minaccia l’incolumità fisica dei bambini, ma di una crisi dell’infanzia. Quando i bambini crescono circondati dalla violenza, questo incide profondamente sul loro modo di percepire il mondo, sulle aspettative riguardo al proprio futuro e sulla capacità di immaginare una vita libera dalla paura.

I bambini hanno bisogno di protezione, accesso a un’istruzione di qualità e opportunità per un futuro migliore. Con il dispiegamento della GSF siamo a un punto di svolta, ma la sicurezza da sola, senza investimenti umanitari paralleli, non interromperà il ciclo della violenza. Finché i loro bisogni fondamentali non verranno soddisfatti, i bambini resteranno esposti al rischio di reclutamento e abuso”.

Il nostro impegno

Operiamo ad Haiti dal 1978, sia nelle aree urbane che rurali. Abbiamo fornito assistenza economica alle famiglie sfollate nell’area metropolitana di Port-au-Prince, ospitate in scuole trasformate in rifugi, per aiutarle a trovare soluzioni abitative più dignitose e permettere alle scuole di riprendere le attività educative. Offriamo inoltre supporto economico alle famiglie ospitanti nei dipartimenti di Grand’Anse, Sud e Nord-Est, e lavoriamo con partner locali per garantire accesso all’istruzione e supporto psicosociale.

Esortiamo tutte le parti coinvolte, inclusi i gruppi armati e le forze statali, a cessare immediatamente ogni azione che comporti l’uccisione, il ferimento o il reclutamento di minori, e a garantire che i bambini incontrati nel corso delle operazioni di sicurezza siano riconosciuti innanzitutto come vittime e affidati ai servizi di protezione dell’infanzia.

Chiediamo inoltre alle autorità e ai gruppi armati di garantire l’accesso sicuro agli aiuti umanitari e sollecitiamo i donatori internazionali ad aumentare urgentemente i finanziamenti per la crisi crescente della protezione dei bambini ad Haiti.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.
 

Chi ha letto questo articolo ha visitato anche