Educazione ai diritti: i laboratori motivazionali nella scuola primaria

foglio con scritte e disegni colorati fatti da bambini e bambine

Per intraprendere il percorso di conoscenza dei propri diritti, per capire bene cosa sono e a cosa servono è fondamentale partire dai bisogni ed in particolar modo da un punto: l’educazione ai diritti. 

Che cos’è l’educazione ai diritti

Educare ai diritti significa rendere consapevoli bambini e bambine del loro essere soggetti aventi dei diritti specifici che li proteggono, aiutarli a riconoscerli nel quotidiano e stimolarne la diffusione nel mondo della scuola e al di fuori.

È da qui che si sviluppano tutte le attività di Fuoriclasse che favoriscono la conoscenza, la partecipazione, l’assunzione e la diffusione di questa educazione ed è da qui che, collettivamente, ci poniamo e rispondiamo alla domanda: “di cosa ho bisogno per vivere bene?”

Attività a scuola sui diritti dei bambini e delle bambine

Proprio da questa semplice domanda possiamo elaborare un’attività in classe. Un quesito che è dapprima personale, che poi viene condiviso in plenaria (attraverso attività laboratoriali con il gruppo classe). I bisogni, in questo caso, possono essere scritti, disegnati, espressi attraverso le più varie forme artistiche e poi raccolti e visionati, letti, discussi.

Quando sono tutti lì, insieme, bisogni, bambini e bambine, si fondono gli uni con le altre e si assiste al fenomeno dell’universalità dei diritti: si scopre, cioè, che i diritti sono comuni. 

Di fronte a questa rilevazione, minori, educatori, educatrici e docenti hanno riflettuto su cosa bisognerebbe fare per realizzarli. Naturalmente ogni attività di scoperta dei diritti acquista senso pieno se la modalità relazionale tiene conto effettivamente di questi.  Far vivere i diritti in ogni situazione e in ogni attività dà senso a tutto.

La relazione sta alla base di tutto, i rapporti che si stabiliscono e che via via mutano accompagnano il processo di conoscenza e trasformazione, attraverso atti vissuti insieme sul campo: dopo una prima presentazione dei bisogni, da parte dei bambini e delle bambine, le educatrici e gli educatori, insieme ai docenti, favoriscono un secondo passo mostrando ai più piccoli quali sono i loro diritti, facendoglieli vivere, permettendogli di sperimentare quindi una realtà dei diritti.

I diritti nel quotidiano: saperli riconoscere insieme

In una attività abbiamo utilizzato delle immagini che rappresentavano varie scene di vita, alcune più serene, altre meno, sempre riguardanti i minori e le minori.

Le abbiamo fatte osservare e poi abbiamo chiesto a bambini e bambine cosa secondo loro rappresentassero, come si sentivano in quelle situazioni i bambini e le bambine, quali bisogni potessero avere e cosa gli adulti dovrebbero fare per risolverle.
È interessante notare come dai loro ragionamenti, i diritti siano venuti fuori in maniera molto chiara. 

Il successivo confronto con gli articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), è stato un passaggio interessante condiviso dal gruppo: sono stati letti e commentati i diritti presenti nella CRC e valutate le corrispondenze con quelli a cui erano giunti i bambini e le bambine, nel precedente passaggio.

Il risultato delle attività: i libri illustrati digitali

Ma una volta conosciuti e discussi i propri diritti, come potevano raccontarli a dei loro pari, ad altri adulti?

Con le classi delle primarie abbiamo deciso di progettare dei libri illustrati digitali nei quali, con disegni e filastrocche, li descrivevano e raccontavano ad altri bambini e bambine:

Il progetto è stato molto stimolante perché ha permesso di esprimersi liberamente in più forme artistiche ed essendo un lavoro di gruppo, ha anche permesso di aiutarsi e di collaborare.

In più si è rivelata una attività ideale da fare sia in presenza che a distanza.

Per approfondire:

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