Giornata del rifugiato 2025: la situazione dei minori ai confini UE

Anna Pantelia / Save the Children

Mentre i Paesi dell'Unione Europea (UE) inaspriscono i controlli sulle migrazioni sulla base del Patto UE sull'asilo e la migrazione, queste sono le parole di un adolescente arrivato in Grecia: “Quando siamo arrivati, hanno iniziato a spararci contro”.

Parole che testimoniano come i minori rifugiati e migranti che arrivano in Europa subiscano abusi sistematici, detenzione e un’erronea identificazione come adulti. Ciò che si sta verificando già oggi ai confini dell'UE è una chiara violazione dei diritti dei minori. 

Giornata mondiale del rifugiato, le violazioni ai confini dell’Unione Europea

In vista della Giornata mondiale del rifugiato, che ricorre ogni anno il 20 giugno, esaminiamo la situazione dei più piccoli alle frontiere esterne dell'UE, concentrandoci su Grecia, Italia, Finlandia, Spagna e Polonia. Ne parliamo nel nostro nuovo rapporto che, oltre a raccogliere testimonianze di oltre 30 ragazzi, mostra come le violazioni ai confini dell’Unione Europea compromettono la protezione dei minori.

Per questo motivo, continuiamo a chiedere di dare priorità ai diritti e alla sicurezza di bambine, bambini e adolescenti, mettendo in guardia sul fatto che, ancora prima dell’entrata in vigore del Patto UE su asilo e migrazione, alcuni Stati stanno già adottando misure restrittive, come la detenzione dei minori e la riduzione dell’accesso alla protezione.

Violazioni, aggressioni, mancata protezione: le interviste ai minori migranti

I giovani intervistati per il rapporto hanno descritto viaggi e arrivi in Europa strazianti, in cui hanno sperimentato aggressioni, fra cui colpi di arma da fuoco, e separazione dai familiari.
Inoltre, il rapporto denuncia come le misure restrittive adottate da alcuni Stati, abbiano creato un contesto in cui i diritti e la tutela dei più piccoli vengono sistematicamente violati, evidenziando casi di minori erroneamente identificati come adulti, collocati in strutture di detenzione per adulti e lasciati senza cure o assistenza legale adeguate.

Riportiamo di seguito alcune delle interviste dei minori migranti: Come quella di Ahmed, un ragazzo egiziano di 17 anni, che condivide con noi il momento del suo arrivo in Grecia: "Volevamo andare a Rodi. A un certo punto, il conducente della barca ci ha detto che la guardia costiera era a 10 km da noi, quindi non potevamo proseguire oltre. Avevamo i passaporti e ci siamo spaventati. Abbiamo iniziato a nuotare e siamo arrivati a Symi, in Grecia. Quando siamo arrivati, hanno iniziato a spararci, circa 70 colpi".

E ancora Amin, di 16 anni, originario della Siria che vive da solo in Grecia dopo essere arrivato via mare nel Paese. Durante il viaggio è stato separato dai genitori e dalla sorella e la sua barca è arrivata su un'isola greca, ma è stata intercettata e respinta.

"Sono solo, lontano dai miei genitori, e mi mancano", ha detto Amin, che ha trascorso quattro giorni vivendo per strada in Grecia prima di trasferirsi in un rifugio per minori non accompagnati. "Proveniamo da Paesi diversi, solo in due veniamo dalla Siria. Mi sento al sicuro, ma a volte la notte qualcuno bussa forte alla porta senza motivo. Vorrei non accadesse".

I rischi del Patto UE su migrazione e asilo

La ricerca avverte che il Patto dell'UE su migrazione e asilo, una riforma che promette di bilanciare una maggiore sicurezza delle frontiere con una maggiore protezione per i migranti, rischia di non riuscire a tutelare i minori, in particolare i non accompagnati.

Sebbene il Patto europeo non entrerà ufficialmente in vigore prima di giugno 2026, alcuni Stati membri stanno emanando o ampliando misure restrittive come la detenzione dei minori e la riduzione dell'accesso all'asilo, associando il controllo delle frontiere a motivi di maggiore sicurezza nazionale.

“Nessun minore dovrebbe essere costretto a subire le conseguenze di politiche che antepongono la deterrenza alla protezione. Penalizzare i richiedenti asilo per aver esercitato il loro diritto a chiedere protezione e trasformare la migrazione in un atto criminale viola il diritto internazionale e tradisce i valori di umanità e solidarietà che l'UE dichiara di sostenere. Quando, tra un anno, il Patto UE su migrazione e asilo diventerà giuridicamente vincolante, rischierà di validare queste violazioni”, ha dichiarato Willy Bergogné, Direttore di Save the Children Europa e Rappresentante dell'UE.

Le nostre richieste per i minori migranti

Chiediamo che i principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e della Convenzione europea dei diritti dell'uomo siano rispettati nel nuovo Patto UE su migrazione e asilo.

Tutti gli Stati membri dell'UE devono dare priorità ai diritti e alla sicurezza dei più piccoli, utilizzando procedure di accertamento dell'età e della vulnerabilità eque e a misura di minore, per evitare, fra le altre cose, che adolescenti vengano erroneamente identificati come adulti. Le autorità di frontiera devono inoltre essere formate ad adottare un approccio sensibile ai minori consapevole dei possibili traumi, con particolare riguardo alle vittime di violenza di genere, e alle altre vulnerabilità. Queste valutazioni dovrebbero essere effettuate in un contesto a misura di bambini e adolescenti, coinvolgendo esperti indipendenti che comprendano le esigenze dei più giovani e collaborino con mediatori culturali e un team multidisciplinari.

È essenziale che l’Italia dia implementazione al Patto asilo e immigrazione mettendo al centro la tutela delle persone vulnerabili, tra cui i minori, a partire dalla valorizzazione e piena realizzazione della propria avanzata legislazione interna in materia, la L.47/2017.  In particolare, migliorare alcuni aspetti importanti della protezione dei minori non accompagnati, come l’accesso a centri di prima accoglienza a misura di bambini e adolescenti, l’ampliamento del numero di tutori e tutrici volontarie e l’omogeneità nel ricorso alle équipe multidisciplinari per l’accertamento dell’età durante le procedure di identificazione.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa

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