Giornata Nazionale dell’Ascolto: sostenere la partecipazione giovanile

Mussab Salahaldeen/ Save the Children

Il tempo dell’ascolto è al centro della Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, che si celebra il 9 aprile con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di riconoscere a ogni bambino/a e adolescente un ruolo attivo e partecipe nelle decisioni che li riguardano.

In questa occasione, ricordiamo che l’ascolto è un diritto sancito dall’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La scuola rappresenta uno dei contesti principali in cui questo diritto può essere praticato ogni giorno.

PRATICARE L’ASCOLTO PER ACCRESCERE L’INTELLIGENZA EMOTIVA E MIGLIORARE LE COMPETENZE RELAZIONALI

Valorizzare il tempo dell’ascolto e l’importanza di praticarlo serve a sostenere la partecipazione di bambine e bambini nella vita quotidiana. Alla scuola spetta quindi il compito di educarli a sviluppare la capacità di “accorgersi” degli altri e di praticare un ascolto autentico. Educare all’ascolto significa, innanzitutto, fare da modello: l’insegnante ha il compito di porsi per primo in ascolto della classe e di creare spazi fisici e mentali per accogliere i pensieri e favorire lo scambio tra allievi/e. Questo percorso si costruisce attraverso momenti strutturati e nella pratica quotidiana delle relazioni.

Uno strumento particolarmente efficace è il tempo del cerchio (circle time), parte del Metodo integrato per l’educazione socio-affettiva nella scuola, ispirato alla psicologia umanistica. Si tratta di un’attività che favorisce inclusione e partecipazione, permettendo a bambine e bambini di condividere pensieri ed emozioni. Questa disposizione non è casuale: il cerchio elimina gerarchie, facilita il contatto visivo e crea un senso di appartenenza. Per saperne di più, è possibile visitare il nostro articolo dedicato al circle time.

Per non restare senza parole

Integrare il circle time nella routine scolastica offre numerosi benefici: sviluppa competenze comunicative e di ascolto, migliora il clima relazionale della classe, favorisce l’educazione emotiva e crea uno spazio sicuro in cui gli alunni si sentono riconosciuti. Dedicare 30 minuti alla settimana al circle time può sembrare poco, ma nel tempo produce cambiamenti significativi.Per chi insegna, è anche un’occasione preziosa per osservare la classe da un’altra prospettiva e coglierne bisogni spesso invisibili nella didattica quotidiana.


Contributo di Maria Campagna, insegnante della scuola primaria dell’IC Da Vinci-Frank di Torino e membro del Gruppo Docenti e Dirigenti Supporter di Save the Children.

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