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I rischi dell’inquinamento per la salute dei bambini

vista sulla città con palazzi e nuvole grigie

Secondo una delle ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un ambiente malsano, ovvero un ambiente inquinato, è responsabile di 12,6 milioni di decessi in tutto il mondo, del 23% della mortalità globale totale e del 26% dei decessi nelle bambine e nei bambini di età inferiore ai 5 anni.

Gli esperti della Lancet Commission on pollution and health, un panel di esperti internazionale che monitora gli effetti dell’inquinamento sulla salute a livello globale, hanno coniato un termine nuovo, più adatto a descrivere il variegato fenomeno dell’inquinamento: il “pollutoma”. 

Pollutoma: ARIA, SUOLO, ACQUE INQUINATI

Il termine pollutoma deriva dall’inglese pollution, che significa inquinamento, o meglio l’insieme di tutte le forme di inquinamento che possono potenzialmente nuocere alla salute umana. I dati raccolti in Italia dall’ISPRA ed elaborati da ISTAT per il rapporto sugli SDGs (gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030) sono anche analizzati dal Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: il pollutoma è una realtà anche per le bambine e i bambini in Italia, e l’inquinamento dell’aria è un fattore davvero critico per la loro salute. 

Le polveri sottili PM2.5 (con particelle di diametro inferiore a 2,5 μm) e PM10 (diametro inferiore a 10 μm), hanno la capacità di penetrare nei polmoni e nel circolo sanguigno aumentando il rischio di ammalarsi. Inoltre, le sostanze chimiche nel suolo incidono sul neurosviluppo e il rumore può avere effetti negativi sulle performance cerebrali. Alla luce del nuovo valore limite fissato dall’OMS, l’81,9% dei minorenni in Italia vive in zone inquinate da queste polveri. Cifra che segna il 100% in ben 8 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino Alto Adige, Veneto. 

INQUINAMENTO E DISUGUAGLIANZE 

L’inquinamento uccide in modo sproporzionato le persone che sperimentano povertà e vulnerabilità. Quasi il 92% dei decessi dovuti all’inquinamento si verifica nei Paesi a basso e medio reddito e, nei Paesi a tutti i livelli di reddito, le malattie causate dall’inquinamento sono più diffuse tra le minoranze e gli emarginati. Va ricordato perché lo stesso vale anche nel nostro Paese: i fattori socio-economici restano tra i principali determinanti della salute anche nel caso di un problema diffuso e apparentemente democratico come quello dell’inquinamento.

I rischi dell’inquinamento atmosferico per la salute delle bambine e dei bambini vanno da esiti avversi alla nascita, mortalità e tumori infantili, disturbi dello sviluppo neurologico, obesità e patologie respiratorie. Si stima che in Italia l’8,4% dei bambini tra i 6-7 anni soffra di asma e l’inquinamento potrebbe essere la causa scatenante. L’aria inquinata incide anche sullo sviluppo cognitivo dei bambini, che migliora del 13% nelle scuole con i più bassi livelli di polveri sottili nell’aria.

Perché le bambine e i bambini rischiano di più

  • Durante l'infanzia si ha un’esposizione agli inquinanti proporzionalmente maggiore rispetto agli adulti. In rapporto al peso, bambine e bambini consumano una quantità maggiore di cibo, acqua e aria. Toccano e mettono in bocca oggetti che possono contenere sostanze nocive.
  • Il sistema metabolico dei bambini nei primi anni di vita è immaturo. In molti casi, sono meno capaci degli adulti di espellere e disintossicare i composti tossici.
  • Lo sviluppo iniziale di bambine e bambini crea finestre di grande vulnerabilità.
  • Poiché bambine e bambini hanno più anni di vita futura rispetto alla maggior parte degli adulti, hanno più tempo per sviluppare malattie croniche che possono essere innescate da esposizioni precoci.
  • I tassi di un certo numero di malattie non trasmissibili stanno aumentando nei bambini di tutto il mondo. Gli inquinanti chimici sono tra i fattori responsabili di questi aumenti.

La buona notizia è che esiste un rimedio ai danni dell’inquinamento a cui sono esposti i bambini, tanto efficace da poter essere suggerito dai pediatri come una vera e propria terapia. Gli anglosassoni l’hanno definita “green prescription” ma, banalmente, è un invito a passare più tempo nel verde.

Le bambine e i bambini che crescono in quartieri più verdi sono spesso meno depressi, meno stressati e generalmente più sani e felici. Ed è evidente che se in ogni scuola dell’infanzia e scuola primaria fossero garantiti spazi verdi e attrezzati, il loro sviluppo fisico e cognitivo avrebbe immediate ripercussioni positive. Per questo in molte scuole, si fa sempre più strada l’approccio dell’Outdoor Education “grazie” alla pandemia.

Per saperne di più sulla salute delle bambine, dei bambini e degli adolescenti visita la pagina dedicata alla XIII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, “Come stai?”

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