Il nostro primo mese di lavoro a bordo della Vos Hestia

Solo quest’anno, durante la traversata del Mediterraneo, hanno perso la vita o risultano disperse in mare oltre 3.500 persone, tra le quali si stimano circa 600 bambini. Non possiamo più assistere inermi a queste tragedie: le operazioni di ricerca e soccorso dei migranti in mare devono essere una priorità assoluta, per questo abbiamo avviato una nostra operazione nel Mediterraneo Centrale in collaborazione con la Guardia Costiera, che coordina tutte le operazioni di ricerca e soccorso in mare nella zona. 

Daniela Fatarella, vicedirettore generale di Save the Children Italia, ci racconta i risultati del nostro primo mese di lavoro.

"È trascorso un mese da quando la nave Vos Hestia è salpata - il 7 settembre scorso - dal porto di Augusta. Quel giorno prendeva il via la prima missione di Ricerca e Soccorso (SAR, Search and Rescue initiative) di Save the Children. Ad oggi la Vos Hestia ha effettuato diversi interventi di recupero e trasbordo in nave che hanno portato a 3 sbarchi in Sicilia - i primi 2 al porto di Trapani ed il più recente al porto di Catania - soccorrendo più di 812 persone. A bordo della Vos Hestia bambini, donne e uomini tratti in salvo ricevono assistenza medica, cibo, acqua potabile ed alcuni beni di prima necessità. In particolare i bambini ed i minori non accompagnati sono accolti a bordo da una squadra protezione che, con l’essenziale supporto dei mediatori culturali, è in grado di individuare specifiche necessità e di riferire alla squadra Save the Children presente allo sbarco le situazioni più vulnerabili affinché ricevano ulteriore assistenza a terra. Questa particolarità distingue la nave di Save the Children da tutte le altre presenti nel Mediterraneo. La nostra speciale attenzione e sensibilità rispetto alle vulnerabilità, soprattutto quelle dei bambini, ci consente di poter effettuare sbarchi in cui i bambini e le donne scendono per primi. Il che, oltre a facilitare anche il lavoro di colleghi ed autorità al porto, permette la pre-identificazione di presunti minori non accompagnati tramite braccialetto colorato e la loro segnalazione alla squadra di Save the Children a terra, che compie un’ulteriore verifica di identificazione di presunti minori non accompagnati e procede con attività di informativa legale ed attività di partecipazione. Nonostante siamo attivi in mare da poche settimane e nuovi a questo tipo di intervento, registriamo un apprezzamento generale da altre organizzazioni non governative, da autorità ed istituzioni nazionali ed internazionali. La Guardia Costiera Italiana ha dimostrato grande apprezzamento per il contributo alle operazioni di ricerca e salvataggio delle organizzazioni non governative e ha evidenziato come con esse condivida un obiettivo comune: salvare le vite in mare. Michele Lupi, infermiere del team SAR - quando nei giorni scorsi è passato nell’ufficio di Roma, a conclusione del suo primo turno - bene ha descritto la straordinaria emozione di essersi sentito parte, con il suo lavoro a bordo, della rinascita di tanti bambini e adulti, scampati alla morte in mare e spesso a violenze e povertà di ogni tipo. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’essenziale contributo che Save the Children Italia ha dato e continua a dare, dalle persone attive sul territorio a quelle in sede. A tutto il nostro team a terra e a coloro che si sono dedicati instancabilmente alla SAR negli ultimi due mesi va il nostro più sincero ringraziamento."

 

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