Inaugurata la prima scuola influencer di fuoriclasse in movimento

Scuola Influencer

Nell’ambito di Fuoriclasse in movimento oggi 16 ottobre 2018 viene inaugurata la prima scuola Influencer. Scarica il programma.


Una sperimentazione che mira a dare concretezza ad un modello didattico innovativo da promuovere anche in altre scuole. Si tratta di una scuola capace di accogliere un processo di cambiamento che coinvolga l’intero istituto, gli organi collegiali, i docenti, il personale ATA nel modo di fare didattica, di definire i contenuti del curriculo, di organizzare il tempo scuola con il coinvolgimento attivo degli studenti.

La scuola che ha accolto questa sfida e che collabora con Fuoriclasse sin dalla sua nascita nel 2011, è l’Istituto Comprensivo Ferdinando Russo sito a Pianura, quartiere nell’estrema periferia dell’area nord-occidentale di Napoli.

 
Grazie alla progettazione congiunta con docenti, dirigenti e a partire dalle proposte dei Consigli Fuoriclasse della scuola, la sperimentazione prevede:

  • L’attivazione della metodologia della didattica aperta nelle classi primarie (attraverso la riqualificazione di tre classi), che prevede l’avvio di percorsi di apprendimento in chiave costruttivista, fortemente individualizzati e personalizzati.
  • La riqualificazione dello spazio esterno per avviare esperienze di outdoor education e di socializzazione tra studenti.
  • L’allestimento di un spazio di lettura agorà aperto a tutti gli studenti della scuola, per promuovere le competenze di lettura attraverso metodologie partecipative.

A seguire il contributo di Sofia Dal Zovo Formatrice e Pedagogista GRIIS (Gruppo di ricerca inclusione e integrazione scolastica).


La didattica aperta: una possibilità per costruire autonomia e appartenenza


Con la didattica aperta siamo orientati a costruire attraverso questa metodologia una certa capacità di alimentare autonomia e capacità di scelta nei bambini all’interno del contesto scolastico, valorizzandoli in modo preciso e centrale. Il ruolo dell’insegnante si fa più sensibile, aperto e disponibile a seguire le iniziative del bambino nel mondo dell’apprendimento. In questa maniera prende piede il modo di vivere la scuola mediante un’azione educativa indiretta, mediata da un ambiente accuratamente progettato dall’insegnante con la messa a disposizione dei materiali strutturati, ma che passa il testimone poi al bambino con la scelta via via sempre più autonoma di questi e quindi dei tempi secondo i quali vorrà dedicarsi alle diverse attività.  


La didattica aperta rappresenta quindi una delle possibili metodologie contro la dispersione scolastica proprio perché si ispira ad una definizione di didattica inclusiva che si vede come progettazione, realizzazione e valutazione di azioni educative che attivano i processi di apprendimento e partecipazione di tutti gli alunni e tutte le alunne, tenendo conto delle differenze individuali di ciascuno e dell’appartenenza di tutti ad un orizzonte culturale condiviso (Demo, 2016). Ispirandosi al pensiero di Codello e Stella (2011) è in qualsiasi contesto educativo che i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze hanno il diritto di decidere individualmente come e quando, che cosa, dove e con chi imparare e hanno altresì il diritto di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzati, in particolare nelle scuole.


La didattica aperta pertanto è da considerarsi aperta alle scelte degli alunni, non determinata dagli insegnanti. Essa permette a ogni alunno/a di apprendere, attraverso una metodologia individualizzata autodefinita, contenuti e competenze autodeterminati, ricavati da un curriculum a maglie larghe, nella piena libertà di scelta dei luoghi, dei tempi e degli eventuali partner di apprendimento. Dal punto di vista della socializzazione, la didattica aperta si pone come obiettivo la piena partecipazione e la piena corresponsabilizzazione dell´alunno/a rispetto all’organizzazione della classe, delle regole della comunità e della gestione comune del tempo scuola.


Lo strumento delle agende settimanali, come strumento di apertura didattica che alcune scuole italiane già stanno sperimentando e che la scuola Russo di Napoli sperimenterà, potrà osservare gradualmente durante l’anno scolastico il conseguimento di autonomia, collaborazione, gestione del tempo, gestione dei ruoli assegnati, capacità di scelta, auto consapevolezza e conoscenza dei propri limiti, oltre al filone delle competenze socio-emotive dei propri alunni. Tutto questo in base al grado di apertura che di volta in volta gli insegnanti collettivamente imbastiranno in base al tipo di obiettivo didattico o di competenza trasversale che si porrà.


L’apertura sta proprio nel definire chiaramente quali sono le categorie di apertura didattica, ed esse sono molteplici:

  • Apertura nell’organizzazione (Dove? Quando? Con chi?);   
  • Apertura nelle metodologie (Come?) 
  • Apertura nelle finalità e degli obiettivi (Che cosa?)  
  • Apertura delle relazioni e delle regole (Con quali regole comunitarie?)

Si può cominciare ad immaginare in modo sempre più concreto che si possa arrivare per il contesto scuola italiano ad una classe-comunità in cui la gestione di essa non è delegata unicamente al corpo docente, ma prevede il coinvolgimento di tutti coloro che la frequentano, alunni e insegnanti insieme. Per concludere con le parole di Peschel 2006, una scuola che sempre più sulle impronte di una comunità educante che sulla base delle esperienze comuni, definisce regole che nascono, si modificano e si articolano attraverso un processo di partecipazione e negoziazione di tutti. 


E questa può essere una buona chiave per far sì che nasca sempre di più un sentimento di appartenenza nei confronti della scuola, che si sente propria, si fa fatica a lasciare. Questa è una scuola Fuoriclasse!