La web reputation dei bambini: consigli per genitori

bambina in primo piano e bambino in secondo piano entrambi seduti alla scrivania mentre scrivono al PC

Sempre più aspetti della vita di bambini e bambine prevedono l’uso di tecnologie digitali: tutti noi viviamo esperienze in cui ambienti digitali e contesti fisici sono interconnessi, viviamo in una continua interazione tra la realtà materiale e analogica e la realtà virtuale e interattiva. Questa nuova dimensione è stata definita “onlife” (L. Floridi).

Come abbiamo appena letto, ad oggi, il confine tra online e offline è sempre più sfumato e, insieme a questo, lo è la costruzione della reputazione personale di adulti ma anche di bambini e bambine. In questo articolo vediamo che cos’è la web reputation e come incide sulla costruzione della reputazione generale dei futuri adulti.

Che cos’è la web reputation

Per comprendere al meglio che cosa intendiamo per reputazione online dobbiamo partire dalla sua definizione.

“La web reputation è la reputazione online di una persona fisica o giuridica ed è costituita dalla percezione che gli utenti del web hanno di quello specifico soggetto. Ogni azione che si compie online, quindi, va a incidere sulla propria web reputation, poiché ogni comportamento e ogni notizia reperibile in rete contribuiscono a formare l’idea che l’utente si crea e il giudizio che lo stesso esprime con riferimento ad una persona o ad un brand.” (Agenziadigitale.eu)

La web reputation dunque, anche per le persone singole, è determinata da ciò che esiste o viene fatto online.

Come la web reputation inizia a crearsi già da piccoli

La presenza di bambini e bambine negli ambienti digitali inizia molto spesso da appena nati tramite l’intermediario genitore. Continua poi, circa dai 6 anni in poi - a volte con profili social personali oppure con profili condivisi con adulti o tramite i profili degli adulti soltanto - ed è in tutti i casi una condizione a cui prestare particolare attenzione. Non solo, la presenza online non è solo questione di reputazione, ma anche di sicurezza nei confronti delle informazioni sensibili e personali di ogni individuo.

Che cosa fare dunque di fronte alla domanda: pubblico o no contenuti riconoscibili di mio figlio o mia figlia online? Un suggerimento arriva dalla guida per genitori sull’uso delle tecnologie digitali scritta in collaborazione con la Polizia Postale. 

Qui di seguito 4 domande da porsi per provare a proteggere la costruzione della reputazione online dei più piccoli e agire in maniera più possibile sicura.

4 domande da porsi prima di pubblicare un contenuto

Prima di condividere online un contenuto di tuo figlio o tua figlia, prova a farti queste domande:

  • L’immagine di mio figlio/figlia che sto per postare è privata e intima? Ha senso che sia resa pubblica?
  • Mio figlio/a vorrebbe che condividessi pubblicamente quello che mi ha detto di lui/lei oggi la maestra?
  • Tra 10 anni, sarà contento/a di trovare online questa immagine o video di sé?
  • Sto condividendo una foto/video di mio figlio/a in una chat di gruppo, sono sicuro/a che non verrà scaricato da qualcuno e usato in altre chat?

Continua ad approfondire:

Adescamento online - Conoscere e prevenire: una guida per genitori” è la guida che abbiamo creato in collaborazione con la Polizia Postale, con l’obiettivo di dare uno strumento semplice e pratico per genitori di bambini e bambine che si approcciano alle tecnologie digitali e vogliono essere consapevoli di rischi e opportunità. La guida è suddivisa per fasce d’età dei bambini e delle bambine, coprendo dagli 0 ai 13 anni.

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