Lettura digitale e cartacea, come cambiano le abitudini dei ragazzi?

Primo piano delle mani di un bambino che giocano con cellulare

È difficile dire con univocità scientificamente dimostrata che i ragazzi leggano di meno che in passato (se per lettura non intendiamo solo leggere un libro cartaceo) e se la lettura in digitale faccia bene o male. Quello che possiamo dire è che sicuramente la pervasività delle tecnologie cambia il modo in cui si legge (più velocemente e superficialmente, ma con esperienze multimediali che arricchiscono l’esperienza), cambiano i supporti su cui si legge (smartphone e tablet) e il modo di costruire i contenuti

Nuove tecnologie e competenze digitali

In un contesto storico in cui online e offline non sono più mondi distinguibili e dove sempre più l’innovazione digitale apre a cambiamenti (e opportunità), il punto su cui soffermare la riflessione, come adulti, come istituzioni educanti, è su cosa possiamo fare perché le tecnologie siano uno strumento di crescita e non di esclusione o perdita di abilità. In altre parole, occorre promuovere la diffusione delle necessarie competenze digitali, intese come insieme di conoscenze non solo tecniche. Conoscenza, abilità e attitudine rendono il concetto di competenza digitale ampio e complesso che va oltre gli aspetti cognitivi e conoscitivi, e include atteggiamenti e capacità personali, sociali e metodologiche, non ultimo l’esercizio di spirito critico e abilità di lettura della complessità. 

A tal fine è importante comprendere il mondo in cui i più giovani stanno crescendo: i cambiamenti degli stili di lettura dei più giovani richiedono abilità utili sia per la lettura cartacea sia per la lettura digitale. Alcuni studi  in ambito neuroscientifico mostrano che la lettura in digitale è basata su alcune caratteristiche e può comportare una perdita in termini di esercizio del pensiero profondo, ma un arricchimento in altri termini (velocità di elaborazione, problem solving). La mancata alfabetizzazione a due esperienze diverse, ma entrambe necessarie, per il cervello umano (lettura in cartaceo e in digitale) è un problema educativo. 

Gli stili di lettura

Altri studi  affermano che al di là della fruizione cartacea o digitale, la differenza la fanno i nuovi stili di lettura, improntati a superficialità e velocità, che non permetterebbero di bilanciare lo sviluppo di pensieri lenti e pensieri veloci, entrambi necessari. In altre parole servono entrambe le esperienze e servono competenze per entrambe, e nel coltivarle si acquisiscono abilità utili al modo in cui la conoscenza oggi viene trasmessa e fruita. Questa capacità è fondamentale, tra l’altro, in un’ottica di povertà educativa (pensiamo alla difficoltà di comprensione e all’analfabetismo funzionale) che rischia di tenere fuori dalle opportunità dell’innovazione digitale chi si trova in condizioni di vulnerabilità e mancato accesso alle tecnologie, con il risultato di rafforzare tale vulnerabilità. 

Promuovere la lettura

La promozione della lettura passa anche attraverso la promozione della lettura digitale, che offre un ventaglio di opportunità di fruizione e accesso alle offerte culturali, si pensi alla possibilità di scaricare dai cataloghi o dai siti delle biblioteche le versioni ebook gratuite di alcuni testi. E non c’è solo l’e-reader e non ci sono solo i contenuti in termini di opere e autore, qualsiasi device connesso a internet può consentire di accedere a varie forme di fruizione culturale: itinerari e mostre virtuali, percorsi, didattici online, apprendimenti fruibili tramite gamification.

Per approfondimenti sul tema, visita il sito di Generazioni Connesse.