Libano: quasi 20 bambini al giorno uccisi o feriti

I AM Production / Save the Children

Quasi 20 bambini e bambine al giorno uccisi o feriti e oltre 350.000 costretti a fuggire: è questo il bilancio dei raid aerei in Libano dal 2 marzo. In 45 giorni, i minori hanno vissuto un incubo senza tregua, privati di sicurezza, casa e infanzia. Nonostante una tregua temporanea, la situazione resta estremamente fragile e segnata da paura e incertezza per centinaia di migliaia di famiglie.

Libano: quasi 20 bambini e bambine al giorno uccisi o feriti, oltre 350.000 sfollati

Quasi 20 bambini e bambine al giorno sono stati uccisi o feriti dai raid aerei israeliani dal 2 marzo, per un totale di circa 800 minori coinvolti. Allo stesso tempo, oltre 350.000 bambini e bambine, uno su cinque, sono stati costretti a lasciare le proprie case, spesso fuggendo nel cuore della notte insieme alle loro famiglie.

In 45 giorni di violenze, nessun luogo si è rivelato sicuro. I bambini e le bambine hanno vissuto in condizioni estremamente precarie, dormendo in tende o in rifugi collettivi sovraffollati, privati di qualsiasi senso di normalità. 

“La notizia di una tregua temporanea nelle ostilità porta un fragile senso di sollievo per i bambini e le loro famiglie, ma non si può parlare di un cessate il fuoco finché non sarà definitivo e permanente. I minori in Libano hanno vissuto un incubo lungo 45 giorni, non hanno potuto trovare sicurezza in nessun luogo del Paese.” ha dichiarato  Nora Ingdal, Direttrice di Save the Children in Libano.

Molte famiglie stanno tentando di tornare nelle proprie case, ma l’incertezza è altissima: spesso non sanno cosa troveranno al loro arrivo, né se avranno ancora un’abitazione. In molti casi, la paura costringe ancora genitori e figli a rimanere nei rifugi.

Il nostro intervento sul campo

Siamo presenti sul campo per sostenere i bambini, le bambine e le loro famiglie colpite dalla crisi. In particolare:

  • forniamo supporto psicosociale per affrontare i traumi della guerra
  • lavoriamo per riunire i minori separati alle loro famiglie
  • garantiamo accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari
  • distribuiamo beni di prima necessità agli sfollati

Serve una tregua definitiva

“Questo momento deve segnare l'inizio di una stabilità e di un sollievo duraturi, non solo una pausa prima di ulteriori sofferenze. I bambini hanno bisogno di stabilità per guarire dal trauma della guerra, per tornare a scuola, a giocare e a ricostruire le loro vite senza la costante paura che la violenza possa riprendere”, ha aggiunto Ingdal.

Per questo chiediamo con forza che la tregua diventi definitiva e permanente: i bambini e le bambine hanno diritto a vivere in sicurezza, a tornare a scuola e a ricostruire il proprio futuro senza la paura costante della violenza.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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