Medio Oriente: 100 milioni di bambini coinvolti nella guerra

Delil Souleiman / Save the Children

Almeno 100 milioni di bambini e bambine che vivono nei Paesi coinvolti dall’escalation del conflitto in Medio Oriente stanno affrontando paura, stress e gravi rischi per la propria sicurezza. Nei primi cinque giorni di violenze, circa 200 minori hanno perso la vita.

100 milioni di bambini e bambine coinvolti nella guerra in Medio Oriente

Sono almeno 100 milioni i bambini e le bambine che vivono nei Paesi direttamente coinvolti dall’escalation di violenza nell’intera regione mediorientale. Si tratta del conflitto più esteso nella regione da decenni, con almeno 15 Paesi interessati dalle ostilità e attacchi che, nei territori più colpiti, hanno distrutto case, scuole e ospedali.

Nei primi cinque giorni di violenze circa 200 minori hanno perso la vita: l’equivalente di oltre sei classi scolastiche. I minori sono inoltre tra i più esposti al rischio di violenze fisiche e psicologiche, sfruttamento e abusi.

In molte aree della regione le scuole sono state chiuse, i bambini e le bambine non possono uscire a giocare e le famiglie faticano a raggiungere servizi sanitari di base. Molti minori non riescono a dormire a causa delle esplosioni e della paura, mentre in alcune zone i prezzi dei beni alimentari essenziali sono aumentati drasticamente.

Le famiglie fanno tutto il possibile per mettere in salvo i propri figli e figlie. Molte sono costrette ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio in scuole, edifici ritenuti più sicuri oppure presso parenti o amici che vivono in abitazioni con scantinati o in aree considerate più protette. I nostri operatori riferiscono inoltre che molte persone sigillano le finestre con nastro adesivo per evitare che i vetri esplodano e utilizzano il cosiddetto “rumore bianco” per aiutare i bambini e le bambine a dormire nonostante le esplosioni.

Proteggere i bambini e le bambine dal conflitto

Chiediamo con urgenza a tutte le parti coinvolte di procedere a una immediata de-escalation, nel pieno rispetto del diritto umanitario internazionale e della protezione dei civili e delle infrastrutture civili, tra cui scuole e ospedali. “Ogni guerra è una guerra contro i bambini e, come sempre, sono loro a pagare il prezzo più alto. I bambini vivono nella paura, intrappolati nel fuoco incrociato di una guerra tra adulti. Abbiamo già assistito alla morte di quasi 200 minori e, senza un’azione immediata, il numero delle vittime innocenti potrebbe aumentare”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, Direttore Regionale di Save the Children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa Orientale.

“Le guerre hanno delle regole e i bambini non possono mai essere coinvolti" ha concluso Ahmad Alhendawi.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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