Minori stranieri soli: che cos'è l'affido famigliare

due bambini di spalle vicini che camminano verso un gruppo di bambini e bambine

L’affidamento familiare è un atto di accoglienza e solidarietà attiva nei confronti di un minore solo, offrendo il proprio tempo, supporto ed affetto ad un ragazzo o una ragazza che non hanno in Italia i propri genitori o altri adulti che si possano prendere cura di loro.

Scopriamo insieme che cos’è l’affido famigliare, qual è la sua durata, quali i benefici e perché è così importante per un minore solo.

Che cos’è l’affido famigliare?

L’affido famigliare è una pratica con la quale una persona può accogliere un minore solo, sia esso un ragazzo o una ragazza, e fornirgli il supporto pratico ed emotivo per riuscire a costruirsi un futuro. È un percorso accompagnato nel quale i servizi sociali del proprio Comune rimarranno al fianco della persone/famiglia affidataria e del minore.

Quanto dura l’affido famigliare di un minore?

Per legge l’affido di un minore è inizialmente di una durata di 24 mesi, ma può alle volte essere più breve o può essere rinnovato per tempi più lunghi nel caso di necessità comprovate e sulla base dei bisogni reciproci delle due parti – minore e persona/famiglia affidataria.

Quali sono i costi e i benefici del prendere in affido un minore?

Non vi sono costi nel prendere in affido un minore solo. Al contrario in alcuni casi le famiglie possono ricevere un supporto finanziario, quale rimborso spese e protezione assicurativa, dai propri enti locali.

Vi sono però molti benefici. L’affido per un minore solo è un grandissimo aiuto per riuscire a integrarsi in un Paese nuovo, imparare la lingua più velocemente, avere un supporto emotivo e avere un punto fermo e di riferimento. Per le persone affidatarie è un’esperienza unica e gratificante nella quale donare parte del proprio tempo potrà fare la differenza sul futuro di un individuo.

Quanti e quali tipi di affido esistono?

Esistono 2 tipi di affido famigliare: a tempo pieno e non. 

  • Nel caso dell’affido a tempo pieno, o full-time il minore vivrà con la persona o la famiglia affidataria.
  • L’affido part time prevede invece un affiancamento e un supporto in determinati giorni e/o momenti; ad esempio il minore visita la famiglia dopo scuola, o durante i weekend, a seconda della disponibilità della famiglia e dei bisogni del minore. 

Chi sono i minori stranieri non accompagnati e perché possono avere bisogno dell’affido?

Per Minore Straniero Non Accompagnato (MSNA) si intende un “minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano” (art. 2 l. 47/2017).  

Secondo la normativa vigente, il minore che si trova temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno in via prioritaria rispetto al collocamento in comunità o altra struttura di accoglienza. 

Anche ai minori stranieri non accompagnati è riconosciuto il diritto di vivere in un ambiente familiare e secondo la legislazione (Legge 47/2017, conosciuta come Legge Zampa, articolo 7) l’affido familiare dovrebbe essere scelto in via prioritaria rispetto alle altre forme di accoglienza. 

Nonostante questo, ad oggi, solamente il 3% circa dei minori stranieri non accompagnati vive in affido familiare. I minori stranieri non accompagnati, proprio perché adolescenti prossimi all’età adulta, non sono spesso considerati candidati appropriati per l’affido familiare. Eppure, anche se il periodo che passeranno in affido familiare potrà essere relativamente breve, l’affido familiare può rappresentare un’esperienza preziosa per i ragazzi e le ragazze che arrivano in Italia da soli

Come diventare genitore/famiglia affidatario/a?

Se hai deciso, come single o come coppia, di intraprendere il percorso dell’affido, il primo passo da fare è quello di contattare i servizi sociali del tuo Comune al fine di dichiarare e registrare la tua o vostra disponibilità. Dopo questo primo passaggio verrai ricontattato/a per eseguire degli incontri conoscitivi organizzati dall’equipe dei servizi sociali che si occupa di affidi. A seguito riceverai tutte le informazioni necessarie attraverso un percorso di formazione gratuito. Quando sarai o sarete pronti/e per l’accoglienza, inizierà il processo di abbinamento e i primi incontri con il minore. 

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