Quando la nascita è problematica. Una testimonianza da Fiocchi in Ospedale Napoli

neonato di spalle steso e abbracciato alla madre

La nascita di un bambino o una bambina è un evento dirompente per la coppia che spesso vive con angoscia il compito di avvicinare il figlio appena nato. 

L’importanza del primo incontro con il neonato

Il primo incontro madre-bambino, a lungo atteso e contemporaneamente temuto, è infatti un momento delicato e capita purtroppo che in alcune situazioni sia bruscamente interrotto dalla necessità di un ricovero in Terapia Intensiva Neonatale. Esperienza questa che si configura in un evento traumatico non solo per la bambina o il bambino che viene al mondo, costretto lontano dal calore materno in un’incubatrice, ma anche per la coppia genitoriale che vede infrante le proprie fantasie sul primo incontro con il proprio bambino.

Lo sportello del progetto Fiocchi in Ospedale

Tantissime sono le mamme e i papà che abbiamo avuto modo di conoscere in questi anni di lavoro attraverso il progetto “Fiocchi in Ospedale”, lo sportello di sostegno e accompagnamento alla genitorialità attivo da luglio 2013 presso l'A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli, un progetto promosso dalla nostra Organizzazione e implementato dall’Associazione Pianoterra. 
Allo sportello di Fiocchi la nostra attività non consiste nell’“insegnare” l’arte del maternage ma piuttosto nel tentare di far emergere le capacità insite dei genitori e rafforzarle per migliorare le condizioni psicofisiche di sviluppo futuro del bambino. Le mamme che incontriamo - sin dai primissimi giorni successivi al parto - esprimono il bisogno di essere aiutate a guardare i loro piccoli e incoraggiate a stabilire con loro un legame unico, intimo, diretto soprattutto dove si presentano difficoltà alla nascita. 

Da queste considerazioni ne deriva che: “Genitori non si nasce, ma si diventa”. E, a volte, non esattamente nel momento in cui si mette al mondo un figlio. Analogamente, la nascita non è soltanto l'evento con cui materialmente si viene alla luce. Per spiegare il senso di questa doppia valenza – materiale e simbolica – della nascita, riportiamo la storia di Francesca (nome di fantasia, ndr), che abbiamo conosciuto lavorando a “Fiocchi in Ospedale”.

Fiocchi in Ospedale e la storia di Francesca

I medici del reparto di T.I.N. richiedono l'intervento della psicologa di Fiocchi che, insieme alla neonatologa, incontra per la prima volta Francesca, una signora napoletana il cui bambino di pochi giorni era stato portato di pronto soccorso in ospedale a seguito di un grave episodio convulsivo. Per Francesca quella era la sua seconda gravidanza vissuta con ansia e, soprattutto, con un profondo senso di solitudine che avevano innescato un circolo vizioso: più si sentiva sola e più cercava l’isolamento, con il risultato di chiudersi completamente. Al momento del parto e immediatamente dopo, al senso di solitudine si erano aggiunte l'agitazione e la preoccupazione per la gestione dei due bambini e della casa. E, come a volte capita in questi casi, Francesca aveva perso il proprio latte ed era dovuta ricorrere al latte formulato.
I medici della T.I.N. avevano scoperto che le convulsioni del piccolo erano state provocate proprio da una modalità errata di accudimento: Francesca aveva, infatti, messo troppa polvere nel latte. Così, a seguito di questa scoperta, oltre al senso di solitudine e all'ansia era sorto anche un profondo senso di colpa. Francesca aveva bisogno di aiuto per aprirsi e ammettere a se stessa quello che le stava accadendo. Dopo quel primo colloquio in reparto, infatti, Francesca accetta la consulenza con la nostra psicologa, assieme a suo marito; la presenza di quest'ultimo si rivela essere fondamentale permettendogli di pendere coscienza dell'accaduto e delle implicazioni anche familiari nella faccenda. Così facendo aiutiamo Francesca innanzitutto a vincere la solitudine preparandola alle dimissioni del suo piccolo. L'uscita del bambino dall'ospedale è stata dunque una sorta di seconda nascita per questa famiglia, finalmente accolta con gioia e una relativa serenità.
Partecipare e contribuire a una “seconda nascita”, a una nascita simbolica che avviene quando alcuni fattori problematici riescono a entrare in relazione con il mondo in modo più tollerabile e funzionale: lavorando come operatrice per Fiocchi in Ospedale s’impara che può succedere anche questo.

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