Online teen dating violence: come prevenirla e intervenire
*Ultimo aggiornamento: 13/02/2026
Il percorso per arrivare a riconoscere il fenomeno della violenza di genere e la violenza domestica, la sua forma più nota, è stato lungo e tortuoso e tuttora i meccanismi sociali di minimizzazione e normalizzazione ostacolano l’emersione, e quindi l’attivazione, di interventi di protezione nei confronti delle vittime di questo fenomeno.
Quando si parla di violenza domestica, normalmente si guarda al mondo degli adulti o al mondo infantile, tralasciando una fase particolarmente delicata dello sviluppo: l'adolescenza. Ma cosa succede quando la violenza di genere entra nella vita di un/a adolescente?
Adolescenti e violenza di genere tra pari
Il fenomeno della violenza di genere nelle relazioni tra pari (teen dating violence) è estremamente diffuso. Per teen dating violence si intendono tutte quelle forme di violenza di coppia tra adolescenti che riguardano una varietà di comportamenti che vanno dall'abuso fisico e sessuale a forme di violenza psicologica ed emotiva.
Secondo il nostro rapporto “Stavo solo scherzando” il fenomeno della violenza tra pari è molto diffuso tra gli adolescenti italiani. Un/una adolescente su quattro è stato/a spaventato/a almeno una volta con atteggiamenti violenti (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti) dalla persona con cui ha o ha avuto una relazione, e a più di uno su tre (36%) il/la partner si è rivolto/a con linguaggio aggressivo (grida, insulti).
Un/una su tre è stata/o geolocalizzata/o dal partner e il 28% ha subito pressioni per farsi inviare foto o video intimi. Sempre nelle relazioni tra pari, il 29% ha subito minacce di gesti estremi in caso di rottura, mentre il 36% ha ricevuto insulti o prese in giro per motivi legati al genere o all’orientamento sessuale.
Il rapporto evidenzia inoltre come le ragazze siano più esposte ai rischi: metà di loro è stata importunata con commenti o avances sessuali indesiderate e il 70% si sente in pericolo nello spazio pubblico. Questi dati confermano come il controllo, la gelosia e le pressioni emotive siano forme diffuse di violenza nelle relazioni adolescenziali, spesso normalizzate e difficili da riconoscere, soprattutto per chi ha meno esperienza.*
La online teen dating violence
Spesso si tende a sovrapporre la violenza di genere tra pari al bullismo, impedendo di identificare l’unicum di questo fenomeno, che lo differenzia anche dalla sua manifestazione in età adulta: nella maggior parte dei casi la violenza tra pari viene messa in atto (anche) attraverso le tecnologie digitali, considerando l’impossibilità della distinzione tra vita online e offline nell’esperienza degli/delle adolescenti. Per questo si parla di online teen dating violence.
La online teen dating violence può avere un profondo impatto sulla salute a breve e lungo termine. Le giovani vittime possono infatti:
- sviluppare sintomi di depressione e ansia;
- mettere in atto comportamenti malsani, come l'uso di tabacco, droghe e alcol;
- mostrare comportamenti antisociali, come mentire, rubare, picchiare o mettere in atto altri atti di bullismo;
- sviluppare ideazioni suicidarie.
La violenza di genere tra pari pone inoltre le basi per possibili futuri problemi relazionali, inclusa la violenza da partner intimo. Ad esempio, le giovani vittime di violenza di genere durante la scuola superiore sono più a rischio di vittimizzazione durante gli anni successivi. Parliamo di violenza di genere onlife tra adolescenti nell'articolo “Stavo solo scherzando. Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti”.*
Data la specificità dell’online teen dating violence che la differenzia dalla violenza di genere in età adulta, sarebbe fondamentale disporre di servizi dedicati che in Italia, tuttavia, non esistono. Questo porta a un rallentamento o addirittura un impedimento nell’intercettazione tempestiva di situazioni di otdv.
Forme online teen dating violence
La Dottoressa Morelli continua nel fornire un significato chiaro del fenomeno del teen dating violence, parlando delle forme e delle caratteristiche.
Queste forme di violenza sono difficilmente riconosciute come tali: “Da un lato io ti controllo e dall’altro tu mi dimostri che io sono davvero importante al punto che io possa avere accesso alle tue informazioni private […] questa si chiama dating violence impersonation, cioè si va oltre la relazione, si acquisiscono tutti quei dati (come le password) che mi permettono di entrare nella tua vita a 360 gradi e queste appunto vengono confuse come dimostrazioni di impegno. C’è tutto un filone di ricerca che parla di sexual double standard per cui ci sono standard sessuali diversi per ragazze e ragazzi […] da una parte c’è la richiesta sociale alle ragazze di perseguire un modello iper sessualizzato e di mandare queste immagini, poi però nel momento in cui lo fanno vanno incontro a molta violenza rispetto ai ragazzi perché vengono viste come delle poco di buono, che non hanno valore o orgoglio […] per i ragazzi invece condividere le loro immagini viene visto come grande esempio di mascolinità.”
Come intervenire
Con la campagna #Facciamoloinclasse, chiediamo l’approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, in linea con le linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexual Education (CSE) e gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi percorsi dovrebbero partire dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di II grado, inseriti nei piani formativi e modulati in base all’età degli studenti. È importante che siano tenuti da figure esperte, in collaborazione con il personale docente formato, e che prevedano la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi.
I percorsi devono includere moduli specifici sull’uso consapevole delle tecnologie digitali, sui rischi e sulle forme di abuso e violenza online, e sulla diffusione di contenuti stereotipati. L’obiettivo è aiutare gli adolescenti a sviluppare un pensiero critico, tutelare il proprio benessere psicologico e agire online in modo rispettoso e sicuro.
Tra le altre raccomandazioni, riteniamo fondamentale che il Governo stanzi risorse per garantire accesso gratuito e tempestivo a percorsi di sostegno psicologico e psicoterapeutico per le vittime minorenni di violenza di genere. È necessario anche un sistema nazionale stabile e integrato di raccolta dei dati sulla violenza di genere, capace di produrre informazioni complete, comparabili e aggiornate, utili per orientare le politiche di prevenzione e tutela. Il sistema deve integrare dati statistici e amministrativi, disaggregati per genere, età, territorio e tipologia di violenza, comprese le forme digitali, con particolare attenzione all’adolescenza, ai contesti familiari e alle caratteristiche degli autori.
Infine, sottolineiamo l’importanza di azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a genitori e adulti di riferimento, per supportarli nell’educazione digitale di bambine, bambini e adolescenti. Chiediamo inoltre ai gestori dei servizi digitali di assumere un ruolo attivo e responsabile nella prevenzione della violenza online e nella rimozione dei contenuti lesivi, anche alla luce del Digital Services Act (DSA).