Povertà minorile in Italia: minori di 16 anni a rischio

Francesca Leonardi/Save the Children

In Italia, nel 2024, più di un minore su quattro sotto i 16 anni è a rischio povertà o esclusione sociale. Un dato reso noto questa mattina dall’Istat, che ci consegna un quadro allarmante delle disuguaglianze economiche che colpiscono i più piccoli, che peggiora drasticamente nel Mezzogiorno, e tra i bambini e le bambine con cittadinanza non italiana.

Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a un’emergenza che mina le basi del futuro di un’intera generazione. Per questo, rinnoviamo con urgenza il nostro appello alle istituzioni:ètempo di mettere il contrasto alla povertà minorile al centro dell’agenda politica.

Povertà minorile in Italia: i dati

I dati sulla condizione di vita dei minori di 16 anni diffusi stamattina da Istat, evidenziano che in Italia sono proprio bambini, bambine e adolescenti le prime vittime delle disuguaglianze sociali e territoriali che pregiudicano le opportunità di crescita e di futuro. Ecco i dati sulla povertà minorile in Italia: 

  • Il 26,7% dei minori sotto i 16 anni è a rischio povertà o esclusione sociale
  • Il dato cresce in modo drammatico al Sud e nelle Isole, dove raggiunge il 43,6%
  • In crescita anche tra i minori con cittadinanza non italiana, per i quali la percentuale è anch’essa del 43,6%, contro il 23,5% registrato tra i coetanei con cittadinanza italiana.

Le difficoltà delle famiglie più vulnerabili

Una delle preoccupazioni maggiori riguarda la trasmissione intergenerazionale della povertà, che in Italia supera la media europea. 

Il quadro peggiora ulteriormente se si considerano le condizioni familiari: a incidere profondamente sono anche il titolo di studio dei genitori e la composizione familiare.

  • oltre un minore su due (il 51,8%) i cui genitori hanno al massimo la licenza di scuola secondaria inferiore, è a rischio povertà o esclusione sociale.

Il rischio invece diminuisce significativamente con l’aumentare del livello di istruzione:

  • scende al 27,6% se i genitori hanno un diploma di scuola secondaria di secondo grado, e arriva al 10,3% se i genitori hanno una laurea o un titolo di studio superiore.

Il rischio povertà aumenta al crescere del numero di figli, ma è particolarmente grave tra i nuclei composti da una madre sola, visto gli ostacoli che le mamme incontrano nel mondo del lavoro. Tra le famiglie monogenitoriali, sono i nuclei guidati da madri sole ad essere maggiormente esposti:

  • quasi un bambino su due in queste famiglie è in difficoltà economica.

“Non si possono chiudere gli occhi di fronte a una grave ingiustizia certificata ormai da tempo. Servono misure concrete e strategiche, come un sostegno adeguato alle famiglie con figli minorenni e all’occupazione femminile, e il potenziamento strutturale dell’offerta educativa, a partire dalla prima infanzia, per evitare che la povertà materiale generi povertà educativa e viceversa, in un circolo vizioso che finisce per pregiudicare inevitabilmente le opportunità dei minori”, dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children, commentando i dati.

Povertà alimentare come conseguenze della povertà minorile

La povertà minorile, purtroppo, è spesso anche povertà alimentare. I dati Istat ci dicono che il 4,9% dei minori non accede ad almeno un pasto proteico al giorno, o vive in famiglie che non riescono a permettersi il cibo necessario. Nel Sud questa percentuale sale all’8,9%. Questo significa che migliaia di bambini crescono senza la certezza di un’alimentazione adeguata, con gravi rischi per la loro crescita, il loro benessere e la loro capacità di apprendere.

“Un primo passo concreto da fare, in vista del nuovo anno scolastico – conclude Milano - è dotare di risorse adeguate il Fondo per il contrasto della povertà alimentare a scuola, istituito dall’ultima Legge di Bilancio, consentire a tutti i bambini e le bambine in povertà di accedere almeno ad un pasto sano ed equilibrato ogni giorno gratuitamente a scuola”.

Cosa chiediamo

Di fronte a questi dati, ribadiamo con forza che è urgente mettere al centro delle politiche pubbliche il contrasto alla povertà minorile. È necessario: 

  • garantire l’accesso gratuito alle mense scolastiche per contrastare la povertà alimentare consentendo a tutti i bambini e le bambine in povertà di accedere ad almeno un pasto sano ed equilibrato ogni giorno gratuitamente a scuola.
  • investire nell’educazione dalla prima infanzia, per prevenire la povertà educativa e offrire pari opportunità a ogni minore.

Per approfondire, leggi il comunicato stampa.

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